lunedì, 20 novembre, 2017
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NE "LA TRAVIATA" FIRMATA OZPETEK

AL TEATRO DI SAN CARLO VIOLETTA, ALFREDO ED IL LORO AMORE IMPOSSIBILE 
NE "LA TRAVIATA" FIRMATA OZPETEK

"La traviata", regia Ferzan Ozpetek "La traviata", regia Ferzan Ozpetek

AL TEATRO DI SAN CARLO
VIOLETTA, ALFREDO ED IL LORO AMORE IMPOSSIBILE 
NE "LA TRAVIATA" FIRMATA OZPETEK

LA TRAVIATA
di Francesco Maria Piave

Musica di Giuseppe Verdi


Direttore: Renato Palumbo/Maurizio Agostini

Maestro del Coro: Marco Faelli

Regia: Ferzan Ozpetek 

Regista collaboratore: Marina Bianchi

Scene: Dante Ferretti
Scenografo collaboratore: Leila Fteita
Costumi: Alessandro Lai
Assistente ai costumi: Tiziano Musetti
Luci: Carlo Netti
Coreografia: Edmondo Tucci
Direttore del Corpo di Ballo: Giuseppe Picone
Video ritratto di Violetta: Luciano Romano


INTERPRETI:

Violetta Valéry, Mariangela Sicilia / Maria Grazia Schiavo (26-29 aprile ore 16, 3-5 maggio)/ Maria Mudryak (30 aprile)
Flora Bervoix, Giuseppina Bridelli / Annunziata Vestri (26 aprile, 4-5 maggio) / Giovanna Lanza (29 aprile ore 16- 30 aprile)
Annina, Michela Petrino / Marta Calcaterra (26-29 aprile ore 16- 3-5 maggio)
Alfredo Germont, Giorgio Berrugi / Matteo Falcier (29 aprile ore 16 - 30 aprile, 4 maggio)
Giorgio Germont, Fabian Veloz / Marco Caria (26 -29 ore 20 - 3- 5 maggio)
Gastone, Enzo Peroni / Stefano Pisani (26-29 ore 16- 30 aprile - 5 maggio)
Il Barone Douphol Paolo Orecchia
Il Marchese d'Obigny, Donato Di Gioia
Il Dottor Grenvil, Francesco Musinu / Laurence Meikle (29 aprile ore 16)
Orchestra, Coro e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
Allestimento del Teatro di San Carlo

Fino al 5 maggio al Teatro di San Carlo di Napoli sarà in scena La traviata di Giuseppe Verdi (1813 - 1901) nell' edizione targata Ferzan Ozpetek che, già a Napoli per le riprese del suo prossimo film "Napoli velata" e stregato dal fascino del Teatro più antico al mondo e della stessa città, ha voluto riallestire personalmente lo spettacolo sin dalla prima prova. Questa produzione firmata da Ozpetek, inaugurò la stagione del 2012/2013, in questa pubblicazione viene ripresa da Marina Bianchi. Un dato positivo sta nel fatto che molte recite sono già sold out, e sono pochissimi i biglietti rimasti disponibili per poche date. In un momento in cui la tecnologia fa da padrona e ammalia sempre più utenti è davvero una bella notizia sapere che un teatro dedito alla lirica, dunque ad un genere più impegnato, abbia ogni sera le poltroncine occupate e molti di loro siano giovani! Puntare sulla cultura ha i suoi lati positivi e le tante iniziative che il teatro massimo partenopeo sta facendo anche con le scuole potranno portare buoni frutti.
 La Traviata è la terza opera della famosa "trilogia popolare" di Giuseppe Verdi, dopo "Il Trovatore" e "Rigoletto", ed è una delle partiture musicali più dense di interiorità psicologica di tutto il teatro d'opera romantico. Verdi la compose su libretto di Francesco Maria Piave, ripercorrendo la trama della pièce teatrale "La signora delle camelie" di Alexandre Dumas figlio. Tornando all'allestimento va detto che in questa versione La traviata è ambientata nel 1910 e non nel 1847, gli ambienti sono alto borghesi di una Belle époque parigina, imperniata della cultura e dei costumi orientali. Sullo sfondo la drammatica storia di Violetta Valéry e Alfredo Germont osteggiata dal padre di lui Giorgio Germont, che però, in punto di morte di Violetta ha il tempo di pentirsi e chiedere scusa delle sue malefatte intonando: "Di più non lacerarmi / Troppo rimorso l'alma mi divora / Quasi fulmin m'atterra ogni suo detto Oh, malcauto vegliardo! / Ah, tutto il mal ch'io feci ora sol vedo!". Un pentimento che però arriva troppo tardi, la donna amata dal figlio è in fin di vita ed il suo intervento non fa altro che creare nel sangue del suo sangue, Alfredo, dolore e rimorso di averla disprezzata pur non sapendo ancora la verità. Emozionante la scena 2 del secondo atto in cui Violetta si congeda da Alfredo, convinta dal padre di lui per salvare il matrimonio della sorella, ed intona con pathos "Amami Alfredo" e poi lo struggente "Addio" che la malattia renderà definitivo nella scena finale proprio quando il destino avrebbe potuto renderle la gioia che chiedeva da tempo! Bravi gli interpreti, nel complesso interessante l'allestimento al quale forse in alcune parti della narrazione manca il mordente che appassioni in modo totale la platea!
Le scene del tre volte premio Oscar Dante Ferretti non hanno tradito le aspettative, i costumi di Alessandro Lai, hanno dato quel tocco di vanità e bellezza ai vari personaggi che si affollavano sul palco.
Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo Renato Palumbo del quale va sicuramente apprezzato il rispetto assoluto della partitura.

Simona Buonaura

Ultima modifica il Venerdì, 28 Aprile 2017 08:10

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