martedì, 26 settembre, 2017
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Sentirsi straniero - BEIJING di Mario Mattia Giorgetti

La città proibita - una fanciulla La città proibita - una fanciulla

Cari Lettori,
dopo New York, San Francisco, San Jose, Stoccolma, Bucarest, eccoci a Pechino, ribattezzato Beijing, capitale della Cina, per far conoscere dove il teatro lo vivi e racconti, venendoci. Sì, conoscere, raccontare, commentare, offrire è il nostro compito. E l'impegno non è solo quello di registrare, ma anche quello di proporre eventi, affinché la creatività dell'uomo possa sollecitare altri per un'arte allargata e condivisa.
Un viaggio nelle capitali del mondo per incontrare protagonisti dello spettacolo e intervistarli, per una reciproca conoscenza. Per questo ti chiediamo di stare vicino a Sipario.
Prossimamente: India, Giappone, Africa, Australia, Indonesia, Americhe, e altri ancora, perché, aprendo Sipario sul mondo, affermiamo, con Williams Shakespeare, che "Il mondo è tutto uno spettacolo" da vivere perché ti appartiene, per essere anche tu un protagonista. Apri gli occhi sul mondo con Sipario.


 

Mai mi sono sentito straniero
come in questa Nuova Cina.

Già i bambini lanciano sguardi
che segnano la tua estraneità.

Già l'impenetrabilità dei segni
linguistici, dei suoni monocordi
che ogni parola si fonde in altra,
non la senti né netta, né scolpita.

Questo lessico impastato
da cui non affiora  il  senso
del discorso, delle intenzioni:
baluardo altissimo, invalicabile,
Grande Muraglia al pensiero altrui.

Invalicabile è la millenaria scrittura
criptica, graficamente complessa,
tanto da assurgere a scarabocchio
ai nostri occhi ignoranti e stupefatti.
Mai mi sono sentito straniero
come in questa nuova Cina,
dove  la nuova generazione
che avanza, quella che incontri
nei ristoranti per servire l'ospite,
ha poca, se non nulla, confidenza,
con una seconda lingua passante,
occidentale o no, per aprirsi a chi
vuole incontrarti, conoscere, viverti.

La molteplicità dei sentimenti
della gente cinese che incontri,
vedi, ascolti, ti muove l'animo,
un allontanamento, un distacco
dal voler entrare in comunione.

Sentimenti che vanno:
dalla rabbia
all'ammirazione;
dalla paura
alla tenerezza;
dall'attrazione
al respingimento.

Rabbia: quando avverti una sottile,
latente  violenza dell'uno sull'altro,
fatta di viva aggressività verbale,
(forse non è così, ma volume
e incisività del suono lo sembra).
L'individualismo, l'indifferenza
la trovi nei passanti che ignorano
il diseredato accasciato al suolo,
irrispettosi di semplici regole civili
della circolazione per i tanti pedoni.
Un fascismo inconsapevole emerge
in chi è in possesso di un automezzo,
segno di uno status raggiunto, esibito.

L'ammirazione nasce dall'intelligenza viva,
superiore ad altri popoli, che ora riscontri
in soluzioni pratiche,
dai piccoli dettagli sull'oggettistica, sulla tecno-meccanica,
sull'organizzazione di stampo "manager".

Sarà perché, forse, essendo
tutti spinti all'affermazione della propria esistenza
sono proiettati verso atti dimostrativi.

Ammirazione per il  passato artistico,
creativo in tutti i campi che adesso,
purtroppo, la nuova libertà creatività
si sta avventurando in tanti campi,
dove prevale il concetto "dominio".

Un sentimento di paura si avverte
proprio perché intravedi il desiderio
di invadere, inserirsi con silenzio
in altre aree del mondo, una sorta
d'invasione strisciante, invisibile,
ma poi visibile agli occhi nei fatti.
La presenza l'avverti nel mondo,
sotto forma di azioni commerciali,
che vanno dal cibo alla mercanzia.

Un sentimento di tenerezza affiora
se incroci il bimbo che fa i primi passi,
e genitori entusiasti del suo successo.
Lo incontri quando gruppi di vecchie
ti salutano con mano fragile, vissuta,
segnata dal tempo, di abbandono alla vita.

Un sentimento attrattivo lo percepisci
quando guardi queste giovani fanciulle
dal volto di luna piena ti sorridono, caste,
all'improvviso, per darci la loro attenzione.

Ma subito da noi respinto dall'impossibilità
di un dialogo; e il tutto si limita ad un "ciao".

Mai mi sono sentito straniero
come in questa Nuova Cina,
condotta da ideologia comunista,
che, come spiega bene il significato
semantico della parola, dovrebbe
essere l'invito: "vivere bene in comune".

Ultima modifica il Lunedì, 22 Settembre 2014 09:50

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