mercoledì, 26 giugno, 2019
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INTERVISTA a SONIA BERGAMASCO - di Federica Fanizza

Sonia Bergamasco Sonia Bergamasco

L'entusiasmo della prima volta.

Incontro l'attrice Sonia Bergamasco nella sala prove del Teatro del Maggio Musicale di Firenze impegnata nell'organizzazione del calendario prove per le imminenti Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart allestite per il prossimo giugno nel corrente calendario del 82° Festival del Maggio Fiorentino, suo debutto in una regia lirica. Sonia Bergamasco, Elena Bucci e Nicola Raab saranno protagoniste del nuovo progetto che il Teatro del Maggio di Firenze ha affidato a ciascuna di loro, tre donne: la regia di ciascun titolo della Trilogia Mozart-Da Ponte Le nozze di Figaro, Così fan tutte e Don Giovanni che saranno messe in scena al Maggio tra il Festival del 2019 e quello del 2020.

A te spetta di dare inizio alla trilogia Mozart/Da Ponte con Le Nozze di Figaro che andranno in scena a Giugno. Come ti sei posta di fronte a tale proposta?
Alla fine di aprile dello scorso anno ho ricevuto la telefonata di Cristiano Chiarot. La sua proposta mi ha sorpreso ma ha acceso in me, all'istante, il desiderio di fare. Le Nozze sono un vertice del teatro musicale, e dare inizio a un'esperienza di regia nel teatro d'opera proprio con questo titolo è una grande sfida e un "impossibile". Ma l'entusiasmo per il progetto mi ha trascinato fin qui e mi fatto lasciare alle spalle dubbi e paure.

Sei diplomata in pianoforte. Qual è il tuo rapporto con la musica? Spesso chi pratica uno strumento guarda con qualche distacco il mondo dell'opera lirica.
Sono stata da sempre attratta dal teatro musicale. Ricordo, quando frequentavo i primi anni di Conservatorio, serate "avventurose" alla Scala, abbarbicata all'ultimo ordine di galleria, per assistere alle nuove produzioni di Stockhausen (alcune opere del suo ciclo "aus light"). Mia nonna Rosa – indimenticabile – mi seguiva in queste "scalate" senza battere ciglio. Il "repertorio" (Puccini, Verdi, Bellini) era invece uno spettacolo di cui godevamo (più comodamente) dal palco di una zia, abbonata alla Scala. Sempre alla Scala, ricordo un'Elektra di Strauss con la regia di Bob Wilson (l'emozione di quella visione di scena è rimasta per me ad oggi intatta). E ricordo Bob Wilson che affrontava i fischi del pubblico della prima con un sorriso fiero e disteso. Una grande lezione. Dopo il diploma, e attraverso la pratica del mestiere d'attrice, mi sono resa conto di quanto la matrice musicale fosse imprescindibile nel mio percorso. E, in effetti, non ho mai abbandonato la musica, e ho cercato, negli anni, di intrecciare più profondamente i due linguaggi.

Mozart è facile o difficile da far capire?
Complessità e tenerezza: il mistero felice di una scrittura geniale che fluisce senza impedimenti ma tocca nel profondo. I temi mozartiani sono stati canticchiati, fischiettati, mixati e rivisitati da tutti, dal Settecento ad oggi. Eppure quanta sapienza c'è dietro!

Domanda d'obbligo ai registi: attualizzazione o rispetto delle didascalie del libretto?
Lo spazio scenico, essenziale e potente – si svela nel corso del racconto fino a condurci nel giardino notturno del finale. Le scene sono di Marco Rossi, artista con il quale ho collaborato strettamente, in un rapporto di fiducia e di condivisione molto stimolante. I costumi sono di Gianluca Sbicca, e le luci di Cesare Accetta. Non ho sentito la necessità di un'attualizzazione e di un'individuazione temporale precisa. Il fuoco è sul racconto e sui rapporto tra i personaggi, che vivono di una grande intensità emotiva e di sfumature che vanno seguite nelle pieghe della storia.

Come regista di prosa, quale è stato il metodo di lavoro che ti sei prefissata di seguire?
L'articolazione del racconto conduce a una visione concreta che si traduce in primo luogo attraverso il corpo dei personaggi. Amo lavorare con gli attori. La mia prima volta con i cantanti mi fa scoprire quanto spazio può avere un lavoro di recitazione e di scavo, anche nella lirica. Il cast delle Nozze a cui sto lavorando riunisce artisti giovani e di grande spessore umano e professionale.

La direzione musicale è affidata ad una donna, Kristiina Poska.
Kriistina segue le prove di regia dall'inizio. Questa è un'opportunità concreta di dialogo che ci consente di affrontare a quattro mani alcuni punti della trama – così complessa e articolata – e ci permette di arrivare sul palco con un bagaglio condiviso. La sua disponibilità e il suo ascolto sono di enorme vantaggio per la buona riuscita del lavoro.

Consideri i colleghi di esperienza piú attori o cantanti? E quale è stato il punto di partenza con loro: testo o struttura musicale?
Mozart è teatro. La sua musica è motore dell'azione e il libretto di Da Ponte asseconda con finezza e invenzione le ragioni della musica. Nozze di Figaro è l'incontro miracoloso di due artisti che hanno saputo dialogare ai massimi livelli.

Nella trilogia di Mozart si avverte una forte innovazione dei contenuti del testo che comprende una forte analisi della società sua contemporanea data dalla scrittura graffiante del librettista Lorenzo Da Ponte, complice anche le commedie di Beaumarchais, a fronte di una scrittura musicale Mozartiana ben codificata secondo lo stile e il metodo di quel del tempo. Che cosa hai privilegiato?
Mi sono prima di tutto messa in ascolto, spartito alla mano. La visione di scena e lo spettacolo nascono da questo ascolto attento. In fondo, i capolavori indicano con più chiarezza gesto e intenzione, e "facilitano" il lavoro. La "folle giornata" di Mozart/Da Ponte è un flusso ininterrotto di eventi, in cui tutti i personaggi scopriranno infine qualcosa di nuovo di sé e degli altri. La politica dei sentimenti che Mozart mette in scena incide in profondità sulle dinamiche del racconto e attraverso una critica aperta al sistema sociale suo contemporaneo analizza i meccanismi più sottili e universali del potere.

Nelle Nozze di Figaro esistono una pluralità di soggetti con caratteristiche che superano di gran lunga l'attualità del tema sociale e lo pongono in una dimensione superiore, quella della commedia umana. L'opera è infatti prima di tutto un dramma dei sentimenti, ove tutto si confonde - amore, sesso, gelosia, ira, riscatto di classe, orgoglio aristocratico, malinconia, gioco e, leggerezza, ma al fine di mostrare, nel carosello dei personaggi, un panorama di emozioni, mai sottoposto a giudizio morale. Abbiamo diverse figure femminili Contessa, Susanna, Marcellina, Barbarina. Di contro Figaro, il Conte, Basilio e Cherubino. Tra uomo e donna servo e padrone, esiste scontro o confronto?
Mi sembra che la domanda contenga in sé già la risposta! La complessità, l'urgenza e l'universalità del racconto scaturiscono dalla trama che lega i personaggi e rispecchia temi profondi e meccanismi umani che riguardano ognuno di noi.

Tra gli attori, protagonista è più Figaro o il Conte d'Almaviva?
Leggendo il libretto ho sentito presto la necessità di dare rilievo e umanità a ciascuno dei personaggi della storia. Senza forzature psicologiche, ho però cercato di seguire in profondità le ragioni di ognuno e la complessità dei rapporti. Il desiderio è quello di evitare stilizzazioni o caratterizzazioni di comodo. La stessa Marcellina, solitamente sacrificata nel ruolo di petulante zitella, ha in questa versione una identificazione caratteriale più a fuoco, e a questo fine ho chiesto che il personaggio cantasse anche l'aria del IV atto, solitamente espunta..."Chi è il protagonista"?...in verità, non me lo sono chiesta. L'intreccio mozartiano è magicamente inestricabile!

E la Contessa?
E' uno dei personaggi più toccanti della storia. Confesso di sentire una profonda empatia per i suoi turbamenti e per i suoi moti del cuore.

Che cosa vuoi che si porti a casa uno spettatore da questa visione del tuo Nozze di Figaro?
Non penso al dopo. Sto lavorando con gioia e passione, in queste settimane, con i cantanti che saranno protagonisti delle Nozze. Attraverso di loro, e grazie a Mozart, potremo verificare quanto la scena e le dinamiche drammaturgiche che abbiamo messo in gioco siano in sintonia con il disegno dell'opera.

E tu, dal di fuori, cosa ti aspetti di vedere in quest'opera diretta da donne?
Intensità, leggerezza, sfida, passione.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Maggio 2019 21:37

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