venerdì, 19 luglio, 2019
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Giovedì, 01 Marzo 2012
Pubblicato in Teatri Primo Piano
FONDAZIONE SIPARIO TOSCANA ONLUS - LA CITTA' DEL TEATRO, Cascina - Pisa
La Città del Teatro e dell'immaginario contemporaneo
Via Toscoromagnola 656, Cascina 56021 – Pisa
t biglietteria + 39 050 3144886
t + 39 050 744400
f + 39 050 744233
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www.lacittadelteatro.it
La Città del Teatro e dell'immaginario contemporaneo
Cartellone 2012
Giovedì, 01 Marzo 2012
Pubblicato in Teatri Pisa
Teatro Stabile d'Innvovazione per l'infanzia e la gioventù
La Città del Teatro e dell'immaginario contemporaneo
Via Toscoromagnola 656, Cascina 56021 – Pisa
t biglietteria + 39 050 3144886
t + 39 050 744400
f + 39 050 744233
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La Città del Teatro e dell'immaginario contemporaneo
Mercoledì, 30 Novembre 2011
Pubblicato in Non categorizzato

AMLETO

Studio su Amleto - atto primo è la prima tappa di un percorso di approfondimento sul testo di Shakespeare iniziato nel gennaio 2010.
Il testo che arriva dalla lontananza di secoli, graffiato dal vento del tempo che ha attraversato per arrivare fino a noi, comincia a prendere forma in scena limato, consumato, deformato.
Asciugato dalle ripetizioni informative, dagli aspetti più prettamente letterari, manteniamo di esso la struttura dei fatti essenziali che sostengono la parabola della vicenda.
Ogni quadro diventa un’occasione per disegnare un aspetto della condizione umana che ancora oggi ci riguarda, un incontro con ciò che di questa materia ancora ci risuona e scuote per i meccanismi connessi alle relazioni.
Il teatro è fatto da persone, carne viva e sensibile nel momento presente. Abitiamo il luogo scenico attraverso il veicolo di Shakespeare: solo ciò che oggi ci inquieta e ci brucia, attiva l’azione e dà forma alla scena.
Il testo di Shakespeare ci invita ad aprire la porta ai fantasmi interiori, al male. Si ripropone il primo assassinio, quello tra i due fratelli, Caino e Abele, circoscritto nel microcosmo familiare. Dal buio vengono alla luce i “fatti sporchi”, gli aspetti brutali della condizione terrena segnati dalla morte e dal dolore che l’uomo prova nella carne, nel cuore di fronte all’ineluttabile.

Mercoledì, 30 Novembre 2011
Pubblicato in Non categorizzato

RUMORE DI ACQUA

Il primo racconto di traversata che ho ascoltato a Mazara, nella sede della San Vito Onlus, è stato quello di una minuta, coraggiosa donna tunisina: timida, col suo italiano spezzettato tra i denti, faceva fatica ad alzare gli occhi. Ho cambiato il suo nome in Jasmine, ho trasfigurato la sua storia mantenendone gli aspetti essenziali. E’ la prima che ho ascoltato ed è anche l’unica storia, tra quelle evocate dal generale, che riguarda non un annegato o uno scomparso, una morte, ma una vita che si salva. Si salva davvero? Siamo innocenti noi? Sono innocente io? Di tutte quelle tragedie che avvengono altrove, lontano dalla mia casetta, posso ritenermi non responsabile? Che c’entro io con la morte di mio fratello?
Marco Martinelli

Rumore di acque è come un oratorio per i sacrificati ei Fratelli Mancuso lo hanno arricchito con le loro potenti voci di satiri antichi, che sembrano gridare il dolore dell’umanità dal fondo di un abisso.

Rumore di acque è la seconda tappa del trittico del Teatro delle Albe Ravenna-Mazara 2010 - a cura di Marco Martinelli, Ermanna Montanari e Alessandro Renda - ovvero tre opere che in maniera differente prendono Mazara del Vallo come simbolico luogo di frontiera e punto di partenza per un affresco sull'oggi.

Mercoledì, 30 Novembre 2011
Pubblicato in Non categorizzato

IL MISTERO BUFFA NELLA VERSIONE POP 2.0

Se Gesù Cristo tornasse oggi chi sarebbe? Cosa potrebbe fare? Saremmo in grado di riconoscerlo e seguire la sua rivoluzione, i suoi dogmi, i suoi miracoli? Clandestino allora come tanti oggi nel nostro paese fu accolto, ammirato, perseguitato e poi giustiziato. Un Gesù raccontato da un giullare, da Giuda, da Maria e dal popolo. Oggi, per paradosso, ognuno di noi è un povero cristo, ognuno di noi è “in fila alla biglietteria del cinema Italia”.

Il Mistero Buffo nella versione pop di Paolo Rossi è un omaggio al maestro Dario Fo, ed è anche un’avventura, uno spettacolo che si allontana il più possibile dalla versione originale diventando un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare. Ogni sera diverso, recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. Un viaggio corale in cui la musica di Emanuele Dell’Aquila si fa personaggio e drammaturgia, in continua interazione con l’azione scenica.

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