venerdì, 26 maggio, 2017
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(LONDRA) "The Ferryman", regia Sam Mendes - La rivincita della parola. -a cura di Beatrice Tavecchio

Laura Donnelly (Caitlin Carney) e Paddy Considine (Quinn Carney) in "The Ferryman", regia Sam Mendes. Foto Johan Persson Laura Donnelly (Caitlin Carney) e Paddy Considine (Quinn Carney) in "The Ferryman", regia Sam Mendes. Foto Johan Persson

The Ferryman (Il traghettatore)
di Jez Butterworth
Regia di Sam Mendes
Con Paddy Considine (Quinn Carney), Laura Donnelly (Caitlin Carney), Gerard Horan (Father Horrigan), John Hodgkinson (Tom Kettle), Tom Glynn-Carney (Shane Corcoran)
Royal Court Theatre, 24 aprile - 20 maggio
Si trasferirà al Gielgud Theatre, West End dal 20 giugno al 7 ottobre 2017

La rivincita della parola

ll regista e drammaturgo David Hare che aveva arringato contro i registi del continente che stanno influenzando col loro 'super estetismo' la scena britannica, 'tagliando i classici e riducendoli' (intervista con Jeffrey Sweet, What Playwrights Talk About When They Talk About Writing), ha ora la sua rivincita perché in The Ferryman la parola domina.

A Londra si parla di drammaturgia dell'anno con un trasferimento già programmato nel commerciale West End. È il frutto del connubio di due grandi, di Jez Butterworth premiato drammaturgo di The River (Royal Court e Broadway) e Jerusalem (Royal Court, West End e Broadway) con Sam Mendez regista teatrale e cinematografico di American Beauty, Road to Perdition, Skyfall e Spectre, tra altri.

Irlanda del Nord, agosto1981.Nella contea di Derry è stato rinvenuto il cadavere di Seamus Carney Repubblicano IRA sentenziato, perché informatore, con un colpo alla nuca dieci anni prima dalla stessa organizzazione. Le tre generazioni della famiglia Carney, più i cugini, sono radunati per la mietitura. C'è aria di festa e di convivenza gioviale nonostante le diverse scelte di vita rispetto agli avvenimenti politici. Ma il ritrovamento del morto, riapre ferite e porta alla tragedia.
Il tema è ancora attuale date le difficoltà nel formare tutt'oggi una coalizione di governo nel Nord Irlanda tra i Repubblicani di Sinn Féin e il Partito Unionista Democratico, partito protestante, e focalizza sulle difficoltà del vivere dopo le tensioni della guerra, sul ricordare e sul dimenticare, su quale decisione sia meglio prendere per sopravvivere e sulle sue conseguenze. La complessità dei temi dibattuti è rappresentata da ventun attori, ventidue se si conta il bebé di nove mesi, i tre anziani, gli adulti, gli adolescenti ed i bambini che ruotano intorno ai personaggi principali di Quinn Carney, il fratello del morto e di sua cognata, la moglie del morto, Caitlin Carney.
Il dramma è un grande arazzo costruito come un giallo: il ritrovamento del morto Seamus col richiamo a suo fratello Quinn anche lui nell'IRA, porta all'estesa famiglia di Quinn ed al suo puro ed intenso legame affettivo con la cognata, alle preparazioni per la festa per la mietitura, punteggiata da canti, balli, racconti, filastrocche, barzellette, la scomparsa dell'oca destinata al pranzo, ma anche all'introduzione di temi sulla presenza inglese nell'Irlanda del Nord, rappresentata da un buono ma folle che porta mele e conigli ed anche l'oca vivi in regalo e l'ira della zia Pat per la presa di posizione intransigente dell'allora Primo ministro inglese Margaret Thatcher nei confronti degli scioperi della fame che portarono alla morte decine di prigionieri repubblicani. Sull'atmosfera gioiosa di vita pacifica e famigliare che Quinn ha costruito, sforzandosi di dimenticare il passato, si inserisce l'oscura minaccia di Muldoon, comandante repubblicano che vuole da Quinn e da Caitlin la promessa di non coinvolgere l'organizzazione nell'omicidio di Seamus, ricattando non solo i due con la minaccia di divulgare la notizia del loro legame sentimentale ma anche il parroco, terrorizzandolo col riferimento alla sicurezza di sua sorella. Il secondo atto coinvolge nel dramma anche gli adolescenti, tra cui Shane Corcoran, irretito da Muldoon a collaborare come informatore e poi 'avvertito' delle conseguenze di un tradimento. L'adolescente si ubriaca, parla con gli amici di quello che ha visto. La conclusione, dopo tre ore di spettacolo, è rapida. Il folle inglese uccide il figlio di Caitlin preso per un intruso, glielo depone vicino, mentre Muldoon che ha appena finito di esporre la sua minaccia, è confrontato da Shane ubriaco. Caitlin si scaglia contro Muldoon con un rasoio, Quinn la disarma e sgozza lui il ricattatore.
Il testo è intricato, ricco di sfumature, i personaggi sono approfonditi e ognuno brilla di unicità: l'anziana demente con le sue canzoni, i suoi improvvisi ritorni di lucidità, vista e trattata come un'antica veggente; l'anziano padre coi suoi racconti di altre feste del grano ed i riferimenti ai testi classici che sta leggendo, tra cui l'Eneide di Virgilio. È lui che riferisce a Caronte, il grande traghettatore del titolo, che non vuole trasportare traditori e bugiardi, i peccatori che sono al centro di questo lavoro.

Il dramma di Jez Butterworth ricorda i lavori dell'irlandese Sean O'Casey (1880-1964) di The Plough and the Stars per esempio, per la ricchezza dell'intreccio, il realismo dei personaggi ed il legame agli avvenimenti politici.
La regia di Sam Mendez è impeccabile. Il ritmo che impone allo spettacolo è lento e maestoso, ma sempre andante. L'osservazione è allo stesso tempo attenta al particolare, ma tendente a dare una visione d'insieme, con la stessa cura nel costruire ambienti, personaggi ed atmosfere che si è ammirata in American Beauty per esempio. Allo stesso tempo è qui riconoscibile la sua mano nella costruzione del 'giallo', l'atmosfera costruita elemento su elemento, cielo che si offusca a poco a poco per poi esplodere convogliando tutte le passioni in una brutalità tagliente e insieme umana, vista in Skyfall per esempio.

La scenografia presenta un interno irlandese tradizionale. Gli attori sono ottimi interpreti, non solo i protagonisti ma anche i più giovani.

Beatrice Tavecchio

Ultima modifica il Venerdì, 05 Maggio 2017 20:32

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