giovedì, 27 luglio, 2017
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A Catania il film "Rapsodia satanica" con la colonna sonora di Mascagni

A Catania il film "Rapsodia satanica" con la colonna sonora di Mascagni. Foto Giacomo Orlando A Catania il film "Rapsodia satanica" con la colonna sonora di Mascagni. Foto Giacomo Orlando

Rivive a Catania il film "Rapsodia satanica" con la colonna sonora di Mascagni

Una sorta di Faust al femminile, in una trama ingenua e dilatata ai nostri occhi di spettatori disincantati di oggi, ma un capolavoro dell'immagine. Questo è il film del poeta, sceneggiatore e regista Nino Oxilia "Rapsodia satanica", uscito con la sceneggiatura di Alberto Fassini per la Cines nel 1917, con la diva del muto italiano Lyda Borelli, bellissima e allora trentenne, nella parte della protagonista Alba D'Oltrevita, da un poema di Fausto Maria Martini del 1915.

Film muto italiano fra i più importanti della sua generazione, è caratterizato da un clima decadente, dannunziano ed estremamente estetizzante che vira verso il Liberty, pur coesistendo negli arredi lo stile impero e altri richiami al lusso ed alla nobiltà nell'espressione del gusto dell'epoca.

Un mito del cinema, dunque, il film di Oxilia, che è stato reso immortale non solo dalla splendida parte visiva che lo caratterizza, ma soprattutto dalla colonna sonora, realizzata appositamente da Pietro Mascagni.

Mascagni fu il primo compositore di professione in Italia a firmare una colonna sonora, sincronizzandola con le scene del film con un lavoro che egli stesso definì "lungo, improbo e difficilissimo"; ma ne venne fuori un capolavoro, che è stato riproposto in versione integrale, proiettato il 9 luglio 2017 su uno schermo cinematografico al teatro greco-romano di Catania, con l'orchestra del teatro Massimo Bellini diretta dal M° Marcello Panni che eseguiva dal vivo l'intera colonna sonora.

Splendido il colore orchestrale nell'acustica dell'antico teatro, orchestra catanese di gran livello, direzione sapiente del M° Panni, più nella Rapsodia che nel tre intermezzi da "Amica", "Guglielmo Ratcliff" e "Cavalleria rusticana", che, a celebrare una serata tutta dedicata a Mascagni, hanno preceduto la proiezione del film e l'esecuzione della Rapsodia Satanica.

È raro assistere all'esecuzione dal vivo della colonna sonora in contemporanea alla proiezione di questo film: era accaduto nel giungo 2014, in occasione del centenario del colossal del cinema muto Cabiria, all'Auditorium Rai di Torino, con l'Orchestra sinfonica nazionale della RAI.

Meritevole di maggior richiamo e forse di rappresentare il fulcro della programmazione estiva del teatro catanese, la Rapsodia satanica di Pietro Mascagni si è dispiegata in tutta la sua bellezza sonora, sottolineando immagini filmate di rara raffinatezza formale, in cui la diva Borelli si porgeva alla macchina da presa con movenze decisamente dannunziane, con occhi bistrati ed espressivi, che parlavano al suo posto, ed una classe ed un fascino d'altri tempi.

Immagini che sembravano emergere dalle brume del ricordo e dell'inconscio; uno Chopin suonato sullo schermo dalla protagonista che s'udiva con vere note al pianoforte, posizionato in orchestra; veli, gioielli, abiti e arredi, il tutto così curato, quasi sontuoso, ma soprattutto etereo, impalpabile, colorato a mano addirittura, in un certosino lavoro d'epoca sulla pellicola che ancora oggi si conserva ed è visibile a tratti; il ricrearsi, smaterializzato ma presente, di un passato ormai scomparso, conservato misteriosamente dentro una pellicola che merita e chiede ancora di rivivere.

Inutile indulgere al richiamo di ulteriori dati storici, facilmente riscontrabili ovunque, sia sul film che sulla musica: solo da sottolineare un'esperienza fuori dal comune, ma anche una sensazione di "fuori dal tempo" che ha colto i numerosi spettatori presenti allo spettacolo. Un viaggio quasi trascendente: il pubblico è rimasto incantato pressoché per un'ora, trasportato in un mondo che sembrava rivivere da un'altra dimensione e indietro nel tempo, eppure ancora oggi capace, tra immagini e musica, di esplorare dentro l'anima, fino da produrre poi, alla fine, quasi il rammarico di tornare alla realtà.

Natalia Di Bartolo

Ultima modifica il Venerdì, 14 Luglio 2017 06:50

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