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Attualità - Festival de Cannes 2013: La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Nebraska Nebraska regia di Paolo Sorrentino

LA GRANDE BELLEZZA
regia di Paolo Sorrentino
Con Toni Servillo, Carlo Verdone, Carlo Buccirosso, Sabrina Ferilli, Pamela Villoresi

Sessantacinquesimo compleanno. Jep Gambardella (Tony Servillo) imperatore incontestato della vita notturna romana, domina dalla sua terrazza che si affaccia sul Colosseo e regala alla sua corte di fedelissimi freaks in lustrini e paillettes una festa memorabile. Colori sgargianti, luci intermittenti, flash accecanti, musica a sfondare la barriera del suono, corpi ammassati in danze forsennate diluite in maree di cocktails, carne levigata, pompata e triturata da un turbinio di droga, ritmo al limite dell'epilessia. Un circo che ci mostra senza inibizioni il popolo di Jep, un circo in cui si agitano come fosse l'ultimo attimo di vita soubrettes cocainomani in pensione, nane manager in carriera, imprenditori erotomani con moglie al seguito, autori teatrali falliti ancor prima di iniziare e attricette falene abbagliate da qualunque neon che credono una stella. Questo il regno su cui Jep ha deciso di primeggiare, di governare arrogandosi il diritto di esaltare e distruggere anche solo con una parola, questo il girone infernale in cui lui stesso si è voluto condannare.
Emigrato a Roma in gioventù Jep decide di cancellare il suo passato inebriandosi ogni notte di questo nulla assordante, decide di allontanarsi il più possibile dai ricordi guidando trenini grotteschi che non portano da nessuna parte, decide di abbandonarsi alla spirale di mondanità che sfigura i corpi e deforma le anime. Nonostante la sua espressa intenzione di annientamento, Jep non riesce però ad arginare quell'onda emotiva che in piena adolescenza lo aveva portato a scrivere il suo primo e unico romanzo. E quella memoria riemerge con insistenza. Un momento puro. Un amore. Il primo. L'ultimo.
Con La Grande bellezza Paolo Sorrentino ci regala un film di cui andare fieri, un film in cui non si può non sottolineare 'l'estrema bellezza' delle immagini che, con il fascino di un racconto di Palahniuk, ci illumina una schiera di personaggi spaventosamente reali (come non citare lo strepitoso Carlo Verdone nei panni dell'attempato aspirante autore di teatro, la grandiosa Sabrina Ferilli che presta il suo corpo ''ringiovanito'' al personaggio di una
spogliarellista ossessionata dall'invecchiamento, il sublime Roberto Herlitzka nel ruolo del cardinale con una fede rivolta essenzialmente alla buona cucina, il grande Carlo Buccirosso che veste gli abiti dell'imprenditore sessuomane, Iaia Forte che interpreta sua moglie, Galatea Ranzi la classica snob che si racconta migliore di quello che è, Pamela Villoresi angosciata dalla follia del figlio, Massimo Popolizio che dall'alto della sua posizione di chirurgo estetico è il dio dell'eterna giovinezza da cui tutti si recano in pellegrinaggio). Un'orchestra di attori straordinari ad attorniare un Tony Servillo magnifico in un'interpretazione talmente ricca di sfaccettature da rendere un torto qualsiasi riduzione ad aggettivo.
La Grande Bellezza è un grande film, un film scomodo: rappresenta con aderenza una realtà italiana di cui ci vergognamo, una forma mentis che costituisce la 'maggioranza'. E' un film che parla del vuoto riempendo lo schermo dell'orrore che stiamo diventando.

D.G.

Ultima modifica il Domenica, 16 Giugno 2013 17:49
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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