giovedì, 27 luglio, 2017
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"Shakespeare horror story" di Daniele Gonciaruk al Forte San Salvatore, Messina.-a cura di Gigi Giacobbe

"Shakespeare horror story" di Daniele Gonciaruk "Shakespeare horror story" di Daniele Gonciaruk

Shakespeare horror story di Daniele Gonciaruk al Forte San Salvatore (Madonnina del porto), sede del Comando della Marina Militare di Messina (9/10 e 15/16/17 luglio 2016)

C'erano almeno tre motivi per andare a vedere lo spettacolo Shakespeare Horror Story ideato diretto interpretato da Daniele Gonciaruk. Il primo per omaggiare uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi nel 400° anniversario della sua morte. Chiaramente mi riferisco al grande William. Il secondo per l'accalappiante foto di Davide Scimone ritraente i 35 protagonisti dello spettacolo, dai più giovani ai meno giovani, della Scuola Sociale di Teatro di Messina, diretta dallo stesso Gonciaruk, come dei parenti noir della Famiglia Addams che la sera leggono Arsenico e vecchio merletti di Kesserling, alternandola con Les bonnes di Genet, non facendosi mancare, nei momenti più gai, Il Caro estinto di Achille Campanile. Il terzo motivo è senza dubbio l'affascinante location del Forte San Salvatore del XVI sec. in cui s'è svolto lo spettacolo, cosiddetto dal famoso monastero basiliano di S. Salvatore dei Greci distrutto nello stesso secolo, in cui è situata la colonna votiva con la Madonna della Lettera in cima, patrona della città di Messina, arcinota ormai come la Statua della Libertà di New York che saluta chi giunge e chi va via per mare e sede da parecchio tempo del Comando della Marina Militare della città.

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Uno spettacolo itinerante per 50/70 spettatori con partenza in pullman dalla Piazza della Stazione e arrivo al Forte dopo severo controllo di alcuni militari della base navale e iniziare poi una sorta di via crucis con 24 fermate o stazioni attraverso stanze, cunicoli, scale, terrazzi, terrapieni, opportunamente illuminati, che vedevano i protagonisti proporre alcune schegge tra le più sanguinolente e crudeli di sei tragedie di Shakespeare (Amleto, Macbeth, Re Lear, Otello, Giulietta e Romeo, Riccardo III) cui se ne aggiungeva una settima, forse la più terrificante di tutte che era il Tito Andronico, cui dava vita lo stesso Gonciaruk. Fumi d'incenso e di ceri accesi avvolgono le streghe del Macbeth pronte a cantilenare i nomi dei personaggi che poi incontreremo, come quelli di Gonerilla e Regana, le cattive sorelle che qui, con un filo d'ironia, strangoleranno il proprio padre Lear che indossa occhiali bianchi e cappellino da baseball. Va sopra le righe Riccardo III che convince Lady Anna (Enza Ciacchella) ad accettare le sue profferte amorose nonostante le abbia ucciso marito e suocero. Amleto si vendicherà della morte del padre. Otello accecato dalla gelosia farà fuori Desdemona. La sanguinaria Lady Macbeth ha per compagno solo un automa senza volto. Giulietta è cazziata da padre e madre che non accettano un Montecchi in famiglia. Infine Tito Andronico, tragedia d'orrori di tipo senechiano, che piacerebbe tanto proporre al cinema Quentin Tarantino e vero filo conduttore di tutta l'operazione teatrale di Gonciaruk, vedrà triplicati sgozzamenti e uccisioni. Un dramma che vede al centro Tamora (Sabrina Samperi) regina dei Goti, condotta prigioniera a Roma da Andronico, che per vendicarsi di costui per avergli fatto sacrificare agli dei un figlio, fa violare e mutilare orrendamente col taglio di lingua e mani, la figlia di lui, Lavinia, dai propri due figli superstiti. Costoro uccidono anche altri due figli di Andronico e lo provocano a mutilarsi da solo. Andronico poi fingendosi pazzo invita Tamora, andata sposa intanto all'imperatore Saturnino, ad un banchetto durante il quale le fa mangiare un cibo fatto con i corpi dei suoi figli uccisi e il dramma finisce con carneficina generale in cui muoiono tutti, compreso Tito vestito da cuoco.

Ultima modifica il Domenica, 17 Luglio 2016 09:41

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