martedì, 20 novembre, 2018
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28° Edizione FESTIVAL NAZIONALE DI TEATRO - BUCHAREST 2018: "BEWARE OF PITY" di Stefan Zweig, regia Simon McBurney. -di Mario Mattia Giorgetti

"Beware of pity", regia Simon McBurney. Foto Mihaela Marin "Beware of pity", regia Simon McBurney. Foto Mihaela Marin

La Compagnia Schaubühne, diretta da Thomas Ostermeier, con lo spettacolo lungo e verboso Beware of pity è andata in scena al Teatro Nazionale, registrando, da parte del pubblico di Bucarest, il tutto esaurito.
Sarà stata la curiosità verso una compagnia internazionale, sarà stato quello che volete, fatto sta che qui a Bucarest, non solo per amore del loro Festival Nazionale, il pubblico si muove, va a teatro, è ossequioso e generoso verso gli attori, gli allestimenti, qualsiasi criticità essi rappresentino.
La storia dell'opera, Beware of pity, merita di essere conosciuta.
La vicenda viene raccontata in prima persona da Anton Hofmiller, ufficiale dell'esercito austro-ungarico, eroe della prima guerra mondiale per aver spesso messo a repentaglio la propria vita in guerra.
Alla vigilia della guerra, Hofmiller svolge il servizio militare come sottotenente in una guarnigione posta in una piccola località nei pressi dell'Ungheria. Invitato da un ricco aristocratico nella sua abitazione, conosce Edith, la figlia del proprietario, una ragazza paralitica. Mosso da disagio, più che da pietà, Hofmiller comincia a recarsi quasi ogni giorno dai Kekesfalva per tener compagnia alla ragazza. Edith tuttavia equivoca i sentimenti dell'ufficiale e se ne innamora.
Sebbene Hofmiller non ricambi l'amore della ragazza, per compassione e per quieto vivere cede alle pressioni del padre di lei e di un suo superiore, e accetta di fidanzarsi ufficialmente con Edith. Poco dopo tuttavia Hofmiller si pente; medita addirittura il suicidio; nega il fidanzamento con i suoi colleghi; infine, dopo essere stato trasferito in altra sede, si pente di essersi pentito, sta meditando di ritornare con Edith quando gli giunge la notizia che la ragazza si è uccisa. Schiacciato dal rimorso, Hofmiller non si tira indietro di fronte ai pericoli della guerra gettandosi con incoscienza nelle situazioni più rischiose.
Questa è la storia riportata nel libro, che, guarda un po', è il soggetto da cui si dipana tutta la messa in scena.
In un palcoscenico sgombro, grande come una piazza d'armi, sono disposti agli angoli quattro tavoli, da cui gli attori si posizionano, poi partono per inserirsi nelle scene che, di volta in volta, un attore narratore, nel ruolo di Hofmiller, evoca: si cambiano indossando i costumi dei personaggi, si spogliano per tornare attori disponibili per altre situazioni. Immaginate di leggere un libro con le scene illustrate che portano avanti la storia, che si alterna tra scrittura e immagini.
Inoltre, un attore tutto fare si muove a destra e a manca: fa il rumorista, il servo di scena, il macchinista e interpreta anche un ruolo.
Sul fondo un grande schermo invade tutta la parete della scena, su cui faranno irruzione effetti e immagini che arricchiscono il racconto. Insomma, il regista Simon McBurney non ha risparmiato in niente: luci sagomate, microfoni su asta sparsi in scena, attori microfonati, il tutto azionato alla perfezione di cui gli va riconosciuto il merito.
Le scene del racconto si sviluppano tutte al centro palcoscenico, in un riquadro di luce, al di là del riquadro, stanno gli attori al servizio delle scene successive, o per fare commenti didascalici.

beware of pity Mihaela-Marin

Ora, tra la narrazione, i dialoghi serrati e lunghi, le azioni di scena, dobbiamo dirla tutta: si è assistito ad un incrociarsi di linguaggi per due ore consecutive, mentre ai lati, ad altezza d'uomo, due schermi, uno per lato, facevano da servitori ai sottotitoli sia in rumeno, sia in inglese, i cui caratteri a lungo andare si stemperavano sicuramente negli occhi degli spettatori, che dovevano oscillare tra dare uno sguardo alle scritture e le azioni al centro scena, al narratore che vagolava da un posto all'altro.
In conclusione, questo spettacolo non è da Festival internazionale, dove, per la comprensione del pubblico di diversa lingua, deve prevalere il linguaggio visivo e non "mitragliate" di parole.
Ma come si è detto, il pubblico, silenzioso per tutto il tempo, è poi esploso in un generosissimo applauso, indirizzato agli interpreti che hanno recitato con intensità e a ritmo serrato, e con grande abilità.
Meritano di essere menzionati tutti per averci dato il possibile, seguendo fedelmente la struttura dello spettacolo voluto dal regista.
Ecco i personaggi e relativi interpreti:

BEWARE OF PITY
by Stefan Zweig
26-27 October I.L. Caragiale National Theatre, Studio Hall
Cast :
Robert Beyer
Marie Burchard
Johannes Flaschberger
Christoph Gawenda
Moritz Gottwald
Laurenz Laufenberg
Eva Meckbach
Directed by : Simon McBurney
Co-Direction: James Yeatman
Stage Design : Anna Fleischle
Costume Design : Holly Waddington
Lighting Design : Paul Anderson
Sound Design : Pete Malkin
Sound Associate : Benjamin Grant
Video Design: Will Duke
Dramaturgy : Maja Zade
Co-production Schaubühne am Lehniner Platz Berlin & Complicité, London

Ultima modifica il Sabato, 27 Ottobre 2018 09:40

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