domenica, 21 luglio, 2019
Sei qui: Home / Recensioni / Rassegna Festival / NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2019 - "Kanata - Episode I - La Controverse", regia Robert Lepage. -di Gigi Giacobbe

NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2019 - "Kanata - Episode I - La Controverse", regia Robert Lepage. -di Gigi Giacobbe

"Kanata - Episode I - La Controverse", regia Robert Lepage. Foto Salvatore Pastore "Kanata - Episode I - La Controverse", regia Robert Lepage. Foto Salvatore Pastore

Kanata - Episode I - La Controverse
Teatro Politeama di Napoli dal 28 al 30 giugno 2019
Regia: Robert Lepage
Interpreti: gli attori del Théâtre du Soleil: Shaghayegh Beheshti, Vincent Mangado,
Sylvain Jailloux, Omid Rawendah, Ghulam Reza Rajabi, Taher Baig, Aref Bahunar,
Martial Jacques, Seer Kohi, Shafiq Kohi, Duccio Bellugi-Vannuccini,
Sayed Ahmad Hashimi, Frédérique Voruz, Andrea Marchant, Astrid Grant o Judit Jancso,
Jean-Sebastien Merle, Ana Dosse, Miguel Nogueira, Saboor Dilawar, Alice Milléquant,
Agustin Letelier, Samir Abdul, Jabbar Saed, Arman Saribekyan, Ya-hui Liang,
Nirupama Nityanandan, Camille Grandville, Aline Borsari O Marie-Jasmine Cocito,
Man Waï Fok, Dominique Jambert, Sébastien Brottet-Michel o Maixence Bauduin,
Eve Doe Bruce, Maurice Durozier
Drammaturgia: Michel Nadeau
Direzione artistica: Steve Blanchet
Scenografia e Acessori; Ariane Sauvé
Luci: Lucie Bazzo
Musica: Ludovic Bonnier
Suono: Yann Lemêtre, Thérèse Spirli. Immagini e proiezioni: Pedro Pires
Costumi: Marie-Hélène Bouvet, Nathalie Thomas, Annie Tran
Produzione: Théâtre du Soleil e il Festival d'Automme à Paris
in Coproduzione con Fondazione Campania dei Festival –
Napoli Teatro Festival Italia Spettacolo programmato in collaborazione con la Francia in scena.


Robert Lepage visionario artista nato a Quebec City nel 1957 è uno dei più innovativi registi del Teatro contemporaneo. Le sue qualità sono state riconosciute a Salonicco nel 2007 quando è stato insignito dell'XI Premio Europa per il Teatro. Una sorta di Premio Oscar assegnato nelle edizioni precedenti a personaggi come Ariane Mnouchkine, Peter Brook, Giorgio Strehler, Heiner Müller, Bob Wilson, Luca Ronconi, Pina Bausch, Lev Dodin e altri ancora. A Lepage in concreto gli si riconoscono geniali doti artistiche in grado di coniugare perfettamente elementi scenici, visivi, testuali, musicali con le nuove tecnologie mediatiche. Nulla è dato al caso nei suoi spettacoli che marciano con ritmi cronometrici, senza sbavature, in grado di sbalordire lo spettatore. Il suo background artistico è stato ancora messo in luce in questa XII Edizione del Napoli Teatro Festival, dopo avervi partecipato in alcune tornate precedenti, con lo spettacolo Kanata, che in irochese (la lingua degli antichi indigeni americani e canadesi) significa "villaggio", "paese" il cui sottotitolo Episode I La controverse, s'immagina possa avere un seguito. Lo spettacolo andato in scena al Politeama con le poltrone laterali ricoperte di teli bianchi non perché inagibili ma perché invendute, ripercorre duecento anni della storia del Canada e racconta le oppressioni subite dagli indigeni da parte dei governanti canadesi che solo qualche decennio fa per voce del suo primo ministro Stephen Arpen - come si legge in un articolo del Corriere della sera dell'11 giugno 2008– ammise abusi fisici e sessuali, elettroshock, sterilizzazioni, compiuti in 132 scuole del Canada su oltre 150 mila bambini delle Prime Nazioni (Inuit, Meticci) strappati alle famiglie e internati nelle cosiddette "scuole residenziali", chiuse a partire dal 1969, al punto che alcuni studiosi hanno parlato d'un vero e proprio "olocausto canadese" nascosto dalla storia e per anni negato. Fino a quando, dopo aver avviato un'inchiesta, il governo ha cominciato ad ammettere le proprie responsabilità e decidere di stanziare due miliardi di dollari come compenso per gli aborigeni. Nelle scuole furono costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a rinunciare alla loro religione per professare la religione cattolica. Non di questo aspetto truce parla lo spettacolo di Lepage di cui Michel Nadeau. ha curato la drammaturgia, ma di fatti più recenti che prendono avvio da quando c'è stato un disboscamento di intere foreste e le canoe degli indigeni andavano per fiumi e laghi e sorgeva poi imperiosa la città di Vancouver, diventata nel tempo il 3° polo più grande di produzione cinematografica del Nord America dopo Los Angeles e New York, tanto da guadagnarsi il soprannome di "Hollywood del Nord". C'è un fil rouge tra Lepage e la Mnouchkine al punto che la regista del Théâtre du Soleil ha "prestato" i suoi quasi 40 formidabile attori per realizzare questo spettacolo che inizia allorquando due giovani vogliono affittare un loft a Vancouver. Una location che un battibaleno diventa una sorta di ambulatorio per tossicodipendenti e un istante dopo un ufficio di polizia che cerca un serial killer che ha ucciso una cosa come quarantanove giovani donne. La ragazza del loft di nome Miranda è una pittrice che sta cercando l'ispirazione per realizzare una sua mostra personale, mentre il suo compagno frequenta dei corsi di cinema. Sulla scena giunge adesso lentamente un uomo in roulotte con barba camicia rossa e cappellino da baseball che ha qualcosa da nascondere. Quello stesso trabiccolo che in attimo si trasforma in una farmacia ambulante per soddisfare le richieste dei tossici che si ritrovano tutti in un'affollata piazzetta. In mezzo ai quali rantola e ronza una tale Tanya, scappata di casa, cercata invano dalla madre e accolta nel suo loft da Miranda. Appaiono altri personaggi come una donna in cerca della figlia, il cui cugino è un videomaker che aiuta Miranda a orientarsi meglio in città, un'altra fanciulla che assiste all'omicidio di Tanya per mano dell'uomo della roulotte, denunziato e messo in cella assieme a un falso agente che si finge tossico per fargli confessare i suoi delitti (quest'ultima scena è trasmessa in diretta su un video). Miranda adesso ha deciso che i soggetti dei suoi dipinti saranno i volti delle giovani donne assassinate. Il finale vedrà morti e vivi riuniti tutti insieme. Notevole sempre la regia di Lepage, così pure musiche, luci e costumi, per uno spettacolo che somiglia ad un film giallo già visto o una puntata di CSI –Scena del crimine.

Gigi Giacobbe

Ultima modifica il Mercoledì, 03 Luglio 2019 08:36

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.