giovedì, 15 novembre, 2018
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(CINEMA) - "Suspiria" di Luca Guadagnino. - Suspiria, un'affascinate danza oscura

"Suspiria" di Luca Guadagnino "Suspiria" di Luca Guadagnino

Suspiria
di Luca Guadagnino
Con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Chloë Grace Moretz
USA, Italia, 2018

Suspiria, un'affascinate danza oscura.

Era veramente arduo pensare alla realizzazione del remake di uno dei classici horror più significativi di sempre. Era difficile immaginare che ad avere tale coraggio sarebbe stato proprio un regista italiano, rischiando ancora maggiormente il confronto con il grande Dario Argento. Ma il miracolo è avvenuto. Suspiria di Luca Guadagnino non è un semplice remake, anzi forse lo è davvero poco; è un film che ha vita propria, una sua poetica personalissima e lo dimostra in ogni istante del suo essere, raggiungendo abissi dalla profondità inaspettata, con eleganza e sensibilità.
Nel Suspiria di Guadagnino si nasconde tutto il mistero e il fascino, in un certo senso oscuro, della danza contemporanea, in particolare quella di Martha Graham, intima e rituale. Il regista infatti sceglie di sfruttare l'immenso potenziale offerto dalla danza, aspetto che nell'originale di Argento era solo un sottofondo, un pretesto narrativo. Qui tutt'altro. Il corpo danzante è il centro generatore di ogni energia mistica e il confine tra magia e danza è quasi assente. In tal senso Suspiria di Guadagnino ricorda molto Il Cigno Nero di Darren Aronofsky, un altro dei registi più controversi del momento, che lo scorso anno portò a Venezia un film altrettanto scioccante, Mother! Inoltre Il Cigno Nero e Suspiria condividono la tematica dell'ossessione per la perfezione, giungendo a una forma di danza dionisiaca dove il vero sé si manifesta. Inoltre in qualche modo è presente anche in Suspiria il bilanciamento tra le forze del Bene e quelle del Male.
Ma Guadagnino si spinge ancora oltre, inserendo Suspiria in un contesto storico ben definito. Siamo nel 1977. Suspiria è una riflessione allegorica sul dramma di una generazione e del peccato che affligge una nazione, un peccato ancora da espiare: il dramma nazista. La narrazione procede su due binari paralleli destinati più volte a incrociarsi: il misticismo, la magia e la danza da una parte, che trovano luogo nella scuola di ballo; il desolante contesto sociale e storico dall'altra, in cui seguiamo empaticamente la vicenda personale del malinconico dottor Klemperer, destinato a entrare in contatto con un mondo oscuro per lui impensabile e figura fondamentale nel collegamento simbolico tra magia e nazismo.
Come protagonista troviamo Dakota Johnson, famosa per la saga di 50 Sfumature, qui volto perfetto di Suspiria. Il suo sguardo emana innocenza ma anche un'inclinazione più oscura e sotterranea, una fascinazione per un qualcosa di potente e incomprensibile. La sua Susie non è la ragazza per bene finita accidentalmente in un oscuro mondo di streghe. C'è qualcosa di diverso in lei. Il corpo, lo sguardo e il perturbante candore della Johnson lo esprimono eccellentemente. Inoltre sono da lodare le sue performance nelle scene di danza, dove il bisogno di affidarsi a una controfigura è stato limitato a scene di alta tecnica eseguibili solo da ballerine professioniste. Ottime anche Chloë Grace Moretz e Mia Goth, nonché la magistrale Tilda Swinton, come sempre pronta a stupirci con la sua grande versatilità, regalandoci tre interpretazioni in un solo film. Inoltre a sorpresa, in un ruolo interessante, troviamo anche Jessica Harper, la protagonista del Suspiria di Dario Argento.
Suspiria è un film che vive di atmosfere e sensazioni. Un'immersione in un mondo orrorifico a volte affascinante altre ripugnante, tratteggiato con grande cura ed eleganza, tale da apparire concreto e credibile quanto la realtà stessa, grazie a quella capacità di ricreare atmosfere coinvolgenti e penetranti di cui Guadagnino aveva già dato ampiamente prova in Chiamami con il tuo nome. Suspiria è una sinfonia seducente e sovversiva ben orchestrata e di forte impatto. Destabilizzante forse, dal momento che è un film costruito su simbologie e allegorie non sempre subito comprensibili. Di sicuro offrirà maggior piacere a chi è disposto a cimentarsi in una lettura più approfondita e a esaminare l'interazione tra le varie forme artistiche.
Inaspettatamente Suspiria è un inno all'arte e alla bellezza, una sinfonia suadente e letale, dove il tragitto verso la luce attraversa la più infernale oscurità.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Domenica, 30 Settembre 2018 06:27

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