martedì, 21 maggio, 2019
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(CINEMA) - "Sarah e Saleem - Là dove nulla è possibile". Passioni proibite nella terra delle barriere

"Sarah e Saleem - Là dove nulla è possibile" "Sarah e Saleem - Là dove nulla è possibile"

Sarah e Saleem - Là dove nulla è possibile
Con Sivane Kretchner, Adeeb Safadi, Maisa Abd Elhadi, Ishai Golan
Palestina, Paesi Bassi, Messico, Germania 2018

Passioni proibite nella terra delle barriere

La relazione extraconiugale tra una donna ebrea e un uomo palestinese assume una pericolosa dimensione pubblica quando i due vengono avvistati insieme nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Tra colpi di scena e circostanze imprevedibili, Sarah e Saleem si ritrovano coinvolti in una situazione molto più grande di loro, che trascende le stesse, già di per sé gravose, responsabilità familiari.
Quattro personaggi sconvolti dall'imprevedibilità del destino. Saleem e la sua dolcissima moglie Bisan, Sarah e il marito David, colonnello dell'esercito. Quattro personaggi ai quali si affianca un quinto non meno importante, che li ingloba e influenza inevitabilmente: Gerusalemme, una città martoriata dall'odio e dalla guerra, ferita e divisa in due. Una città in cui anche l'intimità di una relazione passionale viene avvilita e trasformata in altro. Sarah e Saleem, là dove nulla è impossibile è un dramma sociale in cui l'oscillazione dalla dimensione privata a quella pubblica è continua, giungendo a un punto in cui sono indistinguibili l'una dall'altra. Ci parla del malessere dell'individuo nel macrocosmo sociale,della mancanza di libertà che lo schiaccia e soffoca, dell'imposizione di ruoli preassegnati. Nessuno dei quattro personaggi citati è marginale e ognuno di loro riflette una sfumatura significativa del rapporto tra l'essere umano e una società repressiva, un malessere che esplode in passioni estreme dalle conseguenze distruttive.
La sceneggiatura di Rami Alayan e l'intreccio narrativo sono validissimi, così come la caratterizzazione dei personaggi, ma la regia è debole, il montaggio troppo basilare e gli stacchi non soddisfacenti. Nel complesso il film affascina, emoziona e coinvolge, colpendo la sensibilità dello spettatore e mantenendo alta la suspense; stilisticamente non eccelle, ma la potenza incontestabile della narrazione ne rende più che meritata la visione. Bravi gli interpreti, dei quali il meno convincente è forse Adeeb Safadi (Saleem) e la più incisiva Maisa Abd Elhadi (la moglie).
Fulcro morale del film anche il valore della solidarietà femminile in un mondo cupo e ingiusto. Sono le donne le vere protagoniste di Sarah e Saleem- Là dove nulla è possibile coloro capaci di affrontare il dolore e ricominciare coraggiosamente da capo, di mettere da parte il rancore e l'orgoglio, anteponendo all'egoismo la forza interiore di fare la cosa giusta.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Sabato, 20 Aprile 2019 08:17

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