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BEFORE BREAK - coreografia Michela Lucenti


"Before break" - Ideazione e coreografia Michela Lucenti. Foto Pino Izzo 
"Before break" - Ideazione e coreografia Michela Lucenti. Foto Pino Izzo

ideazione e coreografia Michela Lucenti
liberamente ispirato a La Tempesta di William Shakespeare
danzato e creato con Maurizio Camilli, Fabio Bergaglio, Aziz El Youssoufi, Giovanni Leonarduzzi, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Giulia Spattini, Demian Troiano, Natalia Vallebona
musica originale eseguita dal vivo Julia Kent e Nicola Pinelli,
luci Stefano Mazzanti, disegno sonoro Tiziano Scali
produzione Balletto Civile, coprodotto da Ravello Festival Teatro Olimpico Vicenza/ Conversazioni 2016, in collaborazione con Centro Dialma Ruggero-FuoriLuogo La Spezia; Fondazione Luzzati Teatro della Tosse con il sostegno del Mibact
visto al Teatro Due, Parma, 3 dicembre 2016

www.Sipario.it, 21 dicembre 2016

«Non ci fu alcuno che non sentisse la febbre del delirio e che non commettesse inconsulti atti di disperazione» è quanto accade ai naufraghi de La tempesta di William Shakespeare, testo che fa da sfondo a Before Break di Balletto civile. Non ci vuole molto per capire che il testo shakespeariano per Michela Lucenti è un pre-testo, è un segno che emerge in un lavoro subacqueo, un elemento narrativo che assomiglia ad un approdo ingannevole, così come ingannevole è il naufragio orchestrato da Prospero e dal suo fido Ariel. Le parole chiave di questo lavoro sono febbre e deliro. La febbre è quella che sembra cogliere i Calibani, gli Ariel, moltiplicati dai danzatori di Michela Lucenti, ma anche i neosposi Miranda e Ferdinando alla cui festa di nozze è invitata l'intera platea. Michela Lucenti costruisce una partitura coreografica intensa, a tratti spigolosa, ma non priva di morbide movenze: in cui neoclassico e breakdance hanno una loro inusuale e affascinante continuità fisica. Tutto sembra sommerso, svolgersi nell'asfissiante e soffocante tempo sospeso di quel 'dolce naufragar' di anime in balia non solo dei flutti, ma soprattutto delle loro speranze, ambizioni, sogni, picciolezze. In quello spazio che è un non-luogo costruito dalla magia di Prospero i conflitti si disvelano, le parole di Shakespeare vivono di una loro inusitata violenza sia per voce di Calibano che di Stefano e Trinculo. In Before Break la favola della Tempesta è sullo sfondo, se non sul fondo, è il punto di partenza per raccontare il non detto, il delirio di un'umanità che in quel luogo sospeso può dare voce all'indicibile, può mettere alla prova la libido come la violenza, può assolutilizzare i desideri, guardando nell'abisso dell'anima per poi riemergere in una possibile riconciliazione che Lucenti lascia in sospeso. Forse il riferimento a La tempesta rischia di trarre in inganno, ma soprattutto di condizionare lo sguardo dello spettatore che va in cerca di brandelli narrativi in un lavoro che pure li concede, ma si offre come racconto autonomo, espressione di uno stare al mondo, di un essere in scena febbricitanti e desideranti. Ed è proprio la forza espressiva dei danzatori, il disegno coreografico di Lucenti, il mix di stili e linguaggi che fanno di Before Break un lavoro che si fa guardare, che accarezza l'occhio, uno spettacolo che sa essere allegro e malinconico, festoso e cupo al tempo stesso, in un cangiare di colori ed emozioni. Maurizio Camilli, Fabio Bergaglio, Aziz El Youssoufi, Giovanni Leonarduzzi, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Emanuela Serra, Giulia Spattini, Demian Troiano, Natalia Vallebona si guadagnano meritati applausi, atleti di un danzare che collima con i moti dell'anima.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Lunedì, 26 Dicembre 2016 09:36

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