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BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO (LA) - coreografia Paul Chalmer da Marius Petipa

La bella addormentata nel bosco La bella addormentata nel bosco Coreografia Paul Chalmer da Marius Petipa

musica di Ciakovskij
coreografia: Paul Chalmer da Marius Petipa
scene e costumi: Aldo Buti
con Ashley Bouder / Oksana Kucheruk / Laura Comi, Jared Angle / Tamas Nagy / Thomas Edur
direttore d'orchestra: Dieter Rossberg
orchestra e corpo di ballo del Teatro dell'Opera
Roma, Teatro dell'Opera, dal 26 settembre al 3 ottobre 2007

Avvenire, 28 settembre 2007
La Fracci strega con la Bella addormentata
All'Opera di Roma trionfa la favola di Perrault con il corpo di ballo curato dall'toile che indossa i panni della 'cattiva'

Come a smentire il motto sportivo ­"squadra che vince non si cambia",­ è tornato al Teatro dell'Opera di Roma il balletto La bella addormentata nel bosco che cinque anni fa trionfò, e con solisti nuovi ha vinto ancora. Dimostrando che­ è saggio tenersi in serbo buoni spetta coli di repertorio quando brillano per la qualità alta dell'allestimento già nello zoccolo duro del corpo di ballo curato da Carla Fracci. Allora e adesso il tocco pregevole e decisivo si deve alla coreografia di Paul Chalmer, che si è rifatto alla sacramentale edizione di Marius Petipa, nata nel 1890 al Marijnsky di San Pietroburgo con la musica sublime di Cajkovskij. Diventando pietra miliare del tardo romanticismo che esalta l'acrobazia accademica delle 'punte' piegandola alla cadenza del racconto, con un divertissement nel finale riportato alla grande tradizione ballettistica. Naturalmente alla radice di tanta grazia resta la fiaba di Perrault e la sua ampia fruibilità, soprattutto per il solido impianto psicologico e simbolico: l'eterea principessa Aurora tra Male e Bene, punta con il fuso mortale dalla perfida Fata Carabosse e salvata dalla Fata dei Lillà con il lungo sonno da cui la sveglia il Principe. Insomma una creazione con un matrimonio non stereotipato favola-danza, che richiede comunque interpreti superlativamente dotati. Nel 2002 vedemmo in scena Roberto Bolle ed altri pari suoi; in questa ripresa del balletto la nuova squadra di prime parti fa faville. Non principessa ma regina dello spettacolo, nel tutù di Aurora, Ashley Bouder, venuta da oltreoceano ove è ­prima ballerina del New York City Ballet: luminosa nella poetica eleganza delle punte, all'altezza dell'indimenticabile Aurora di Carla Fracci. Che qui porta ancora il prodigio dello stile senza età nei panni barocchi della Carabosse, cattiva al punto giusto. Ottimo altro 'primo' del Ballet newyorkese si rivela Jared Angle, scattante efebico Principe, levigato nello stile. Ad avvicendarsi nelle due parti, per le repliche, sono ospiti non meno patentati: Oksana Kucheruk, da Bordeaux, e l'toile 'di casa' Laura Comi, Thomas Edur dell'English National Ballet e l'olandese Tamas Nagy.

Toni Colotta

Ultima modifica il Lunedì, 22 Luglio 2013 07:09
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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