sabato, 27 maggio, 2017
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COLLETTIVO MODEM CZD - coreografie Samir Calixto, Manfredi Perego, Roberto Zappalà

Collettivo Modem CZD Collettivo Modem CZD

Bramato, coreografia di Samir Calixto, interpreti Martina Auddino, Francesca Conte, Ludovica Messina, Camilla Montesi.
Primitiva, 2° capitolo, coreografia di Manfredi Perego, musiche Paolo Codognola, interpreti Erika Boschiroli, Michela Cotterchio, Silvia Oteri
Melting Pot, coreografia di Roberto Zappalà, musiche Lautari, Gustav Mahler, Kunzertu, interpreti Luigi Luna, Isabella Piazzolla, Martina Auddino, Francesca Conte, Ludovica Messina, Camilla Montesi, Erika Boschiroli, Michela Cotterchio, Silvia Oteri.
Produzione Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione della Danza, in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto (Reggio Emilia) eKORZO (NL).
Prima assoluta a Catania, Scenario Pubblico il 4 e 5 marzo 2017 nel cartellone di Scenario Danza; successivamente, il 9 marzo, a Reggio Emilia alla Fonderia39/Centro di Produzione della Danza

www.Sipario.it, 20 marzo 2017

A Scenario Pubblico trittico d'autore per giovani danzatori

Tre coreografi, e un gruppo di giovani interpreti, nella serata Collettivo Modem CZD, ovvero il percorso autoriale e formativo MoDem della Compagnia Zappalà Danza, che ha visto il debutto, in prima assoluta, del lavoro di Manfredi Perego, Primitiva, 2° capitolo, e di Samir Calixto, Bramato. Il terzo, Melting pot, era firmato dallo stesso Zappalà, che ha ripreso una coreografia del 2010 che riunisce alcuni frammenti di precedenti lavori riassemblati in una nuova forma sempre secondo un procedimento di work in progress. Otto interpreti donne, e un solo uomo, tutte in camicetta bianca e gonna nera, in una danza corale con solo brevi duetti di seduzione dove si dichiarano l'amore con parole siciliane, all'insegna di una danza solare con musiche del mediterraneo culminanti nella canzone Mattanza del gruppo Kunzertu, che rimanda agli attentati di mafia e alla "Primavera siciliana". Un lavoro che ci ha entusiasmato per l'energia, l'ironia e l'originalità di movimenti che il coreografo catanese rivelava già oltre dieci anni fa specialmente nel brano Ragout creato, all'epoca, per la compagnia svedese Norrdans, qui mescolato ad altre scene di Mediterraneo e le antiche sponde del futuro (del 2001), e a dei pezzi nuovi. Il tutto rielaborato per un nuova prova fisica sui giovanissimi interpreti. Insomma un divertente potpourri, un melting pot appunto, dagli ingredienti vari, che costituiscono una danza vigorosa e ancora piena di freschezza, e che ci fanno auspicare il recupero e la riproposta dei due titoli citati, da parte di Zappalà. Va ricordato che il Collettivo MoDem è formato da un massimo di 8 danzatori selezionati dal percorso MoDem Pro, i quali, oltre ad una borsa di studio per due mesi di lavoro, oltre al training quotidiano, portano avanti un percorso coreografico con due coreografi ospiti – quest'anno Perego e Calixto - per la realizzazione delle creazioni appositamente pensate per il collettivo, e di un eventuale lavoro dal repertorio della czd. Vulnerabilità, fragilità e bellezza, sono gli elementi che caratterizzano Bramato, la creazione del brasiliano, ma attivo dal 2004 nei Paesi Bassi, Samir Calixto, per rappresentarci l'impermanenza intrinseca all'umana condizione. Le quattro danzatrici immerse in un'atmosfera da creazione del mondo, sono creature primordiali, inizialmente sole, bagnate da una crescente luce calda di fari accecanti, colte dapprima di schiena, con movimenti lenti, con piegamenti all'indietro e le dita delle mani che indicano un punto in alto. Corpi che cercano una loro vita. Poi, all'unisono, formano un insieme pulsante tra scatti ansimanti e un crescendo di velocità e di energia il cui ritmo cessa improvvisamente spaccando il gruppo e lasciando posto al solo respiro affannato quale corrente che detta il tempo del loro vivere. Siamo dentro un paesaggio di suoni siderali, di voci e fruscii, di voci angelicali, di melodie barocche, mescolate con sensibilità musicale da Calixto, la cui coreografia rivela ai nostri occhi un vocabolario ancora debole, con sequenze che sanno di dejà vu. Ci ha sorpreso, però, constatare l'impressione di un ideale prosieguo e sviluppo tematico, senza una precisa intenzionalità, del lavoro di Calixto con la coreografia di Manfredi Perego. Il giovane autore e danzatore parmense continua la sua attenta e particolare osservazione al linguaggio del corpo, teso a esplorare dinamiche interiori legate al rapporto con la natura, con luoghi dell'anima e della mente che risuonino dentro le trame gestuali e che da esse scaturiscano. Un percorso che si nutre dell'attesa di un tempo creativo dettato dai ritmi della ricerca e della scoperta. Lo rivela anche il secondo capitolo di Primitiva, parola che evoca un tempo lontanissimo in cui, quasi agli albori, l'uomo origina un rinvenimento di suoni e posture, in un climax che è percezione di sensi e fisicità. Qui le tre interpreti femminili inizialmente rannicchiate battono colpi a terra. Si muovono alzandosi e abbassandosi, poi furtive, a scatti, come animali in allerta. Di qualcuno. Di qualcosa. Hanno il volto attento verso l'alto, roteano i pugni, strisciano, s'intreccianoi sinuose come serpenti, l'una dentro l'altra, allargando le braccia, percorse da forti scosse, fino a raggrupparsi come cuccioli. E roteare insieme, unite. In questo vocabolario di impulsi e percezioni tra terra e aria, complice la musica e il suono costante in sottofondo di una natura vergine, come di una cascata o di un fiume, il coreografo parmense aggiunge un ulteriore paesaggio immaginifico al senso concreto della sua ricerca compositiva.

Giuseppe Distefano

Ultima modifica il Martedì, 21 Marzo 2017 12:18

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