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SPECTRE DE LA ROSE (LE)-ROSE MALADE (LA)-CAVALLERIA RUSTICANA - coreografia di Mikhail Fokin, Roland Petit

Maria Eichwald e Igor Yebra in "La rose malade", coreografia Roland Petit Maria Eichwald e Igor Yebra in "La rose malade", coreografia Roland Petit Foto Brescia-Amisano Teatro alla Scala

"Le Spectre de la Rose" – Tableau chorégraphique su un tema di Théophile Gautier adattato da Jean-Louis Vaudoyer. Coreografia di Mikhail Fokin ripresa da Isabelle Fokine. Musica di Carl Maria von Weber. Orchestrazione di Hector Berlioz. Costumi: Leon Bakst. Fondale realizzato da Angelo Sala. Luci: Marco Filibeck.
"La rose malade" – Balletto di Roland Petit. Supervisione coreografica: Luigi Bonino. Libretto di Roland Petit da William Blake. Musica di Gustav Mahler. Costumi di Yves Saint-Laurent. Luci di Jean-Michel Désiré.
"Cavalleria rusticana" – Melodramma in un atto. Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci. Musica di Pietro Mascagni. Regia di Mario Martone. Scene di Sergio Tramonti. Costumi di Ursula Patzak. Luci di Pasquale Mari.
Con: Leonid Sarafanov, Ivan Vasiliev, Maria Eichwald, Igor Yebra, Liudmyla Monastyrska, Valeria Tornatore, Jorge De León, Vitaliy Bilyy, Elena Zilio.
Orchestra e coro del Teatro alla Scala. Direttore: Daniel Harding.
MILANO, Teatro alla Scala, dal 12 gennaio al 9 febbraio 2014

www.Sipario.it, 23 gennaio 2014

Dialogo scaligero
Dopo le due inaugurazioni di dicembre della nuova stagione d'Opera e Balletto, la programmazione del Teatro alla Scala prosegue con un inedito spettacolo misto che affianca la danza all'opera. Un dialogo fra le due arti cardinali della stagione che ha preso avvio con un piccolo gioiello della storia della danza capace di riverberare la preziosità della prolifica evoluzione coreutica. Sintesi geniale dell'eminente tradizione ottocentesca del balletto spalancata ai nuovi sentieri battuti dai Ballets Russes di Djagilev, Le Spectre de la rose è uno degli esiti più belli dell'estro di Michail Fokin.
Creato nel 1911 per Vaslav Nijinskij e Tamara Karsavina e rappresentato per la prima volta all'Opéra di Monte Carlo, il balletto nasce da un tema di Théophile Gautier adattato da Jean-Louis Vaudoyer. Nello scritto letterario è reso manifesto il fulcro del breve tableau chorégraphique e l'enigmatico profilo del protagonista: "Je suis le spectre d'une rose que tu portais hier au bal". È lui, lo Spettro della rosa, l'irresistibile visione della giovane rientrata da un ballo con una rosa tra le mani. La delicatissima danza dello Spirito entrato improvvisamente dalla grande finestra aperta sul giardino allieta il sonno della ragazza.
Con una coreografia che attinge al balletto classico ma svincolata dai canonici assetti, il balletto concede ampio spazio a quelle trasformazioni del movimento che vivono di speciale raffinatezza soprattutto nei sublimi disegni delle braccia. Dieci minuti di danza espressiva frequentemente equivocata e solo raramente restituita con le sue diffuse e ardite ricercatezze.
Nella terza replica di questa serata scaligera Leonid Sarafanov – ballerino di spicco – fluttua con leggiadria in quella stanza rischiarata dalla sua danza colma di dolce abbandono. Quantunque tecnicamente non sempre impeccabile, egli concede al suo Spirito della rosa quella preziosa e fine allure che non edulcora smodatamente il ruolo sognato dalla giovane addormentata, qui interpretata da Vittoria Valerio.
Un sottile richiamo tematico lega questo balletto creato su musica di Carl Maria von Weber al secondo titolo della serata: La rose malade di Roland Petit.
L'incantevole fiore continua ad essere il protagonista indiscusso anche in questa breve visione coreografica. Un fiore, la rosa, qui proteso verso differenti espressioni artistiche che in questo caso attingono ai pregnanti versi di William Blake. Declamati pochi istanti prima dell'inizio della danza, essi descrivono il sinistro sviluppo dell'elegante rosa destinata all'orrenda distruzione. Delizioso incrocio di amore e pena riproposto in questo pas de deux che mostra le sfumature di un incontro esaltante e funesto modulato sulla musica di Gustav Mahler.
Creato nel 1973, il balletto godette della straordinaria interpretazione di Maya Plisetskaya che ballò il passo a due alla Scala due anni dopo la prima esecuzione.
Oggi a ricevere questa preziosa eredità sul palco del Piermarini è Maria Eichwald, principal del Balletto di Stoccarda. Con autorevole grazia rivela le pallide gioie e i nefasti risvolti delle carezze amorose. Affascina la lievità delle sue braccia poeticamente allungate e ripetutamente abbandonate come sinuosi petali vaganti.
Igor Yebra, étoile dell'Opéra National de Bordeaux, la affianca con vigore donandole i vincolanti legami della passione.
Di tutt'altro contenuto è il melodramma in un atto di Pietro Mascagni Cavalleria rusticana che chiude il proficuo dialogo scaligero proposto in questa serata. La Sicilia di Santuzza, Lola, Turiddu, Alfio e Lucia torna sul palco della Scala dopo due anni dalle ultime otto repliche ripresentando le calde esaltazioni veriste. È una Sicilia, quella di Cavalleria, che impone alla lirica nuove ambientazioni, nuovi personaggi, nuove passioni e nuovi impeti cesellati nelle vibranti vicende.
In quella mattina di Pasqua che reiteratamente rammenta il vivace e fecondo carattere religioso della comunità del paese siciliano, si consumano le appassionate scene dell'umano alimentate da amore, onore, seduzione, tradimento e morte.
La regia di Mario Martone e le scene di Sergio Tramonti dipingono nell'essenzialità la realtà passionale dei personaggi e quella "letizia [che] rasserena gli animi" seguita dal compimento finale segnato dal noto grido disperato.
I fervidi moti dell'opera di colui che fu inneggiato come "nuovo maestro italiano" suggellano in questo modo una serata costellata dal fascino della pluralità dell'arte.

Vito Lentini

 

Ultima modifica il Giovedì, 23 Gennaio 2014 17:17

Video

Le Spectre de la rose, La rose malade, Cavalleria rusticana - Trailer

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