martedì, 21 maggio, 2019
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BEA - regia Marco Lorenzi

"Bea", regia Marco Lorenzi "Bea", regia Marco Lorenzi

testo Mick Gordon
con Clara Galante, Sena Lippi e Daniele Ronco
regia di Marco Lorenzi
traduzione di Francesco Scarrone
scenografia Jacopo Valsania
costumi Roberta Vacchetta
una produzione di Mulino ad Arte
Anteprima nazionale 14 aprile 2019 Cubo Teatro Torino

www.Sipario.it, 17 aprile 2019

Pièce dolente ma efficace. Stupisce e coinvolge indagando nei meandri della mente di una persona a cui la sorte ha riservato un futuro a breve scadenza. Una giovane donna, una malattia invalidante, un corpo che subisce e si degrada, una mente che mantiene vivacità. Un pensiero che corre oltre la fisicità. Il desiderio del riposo, perenne. Bea c'è, vive e vegeta a letto, è accudita da un professionale assistente domiciliare che fa di tutto per alleviarle l'esistenza. C'è la madre di lei che organizza, coordina, dirige, c'è una lettera in cui Bea esprime il desiderio di morte, c'è un latore della missiva, c'è la disperazione, c'è il sollievo. Il testo ha diversi livelli, quello del dialogo tra i due personaggi sani, quello delle interazioni con Bea che sono anche oniriche, perché a volte la ragazza pare normale, ma accade quando si materializza la sua immagine per come la vede il suo stesso pensiero, fulgido, tagliente, disincantato, coraggioso. Un copione che proviene dalla conservatrice Irlanda, con tre personaggi intensi, ricchi, sfaccettati, misteriosi, empatici. Nel dipanarsi della situazione ha una parte non indifferente la pièce americana Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams. Scevra di retorica nonostante il tema spinoso dell'eutanasia, riesce anche a non appesantirsi di umori plumbei. Di livello alto l'interpretazione, nella professionalità in apparenza fredda dell'assistente, nel dolore rinviato, sopito e gridato della fragile madre, nel difficile ruolo del condannato a morte incarnato dalla ragazza. Energica, ritmata, vivida la regia, che ha diretto il trio di attori in una scena a colori pastello, dove campeggia un apparentemente irraggiungibile letto a castello. Da lassù, che è già il suo oltre, Bea ci guarda, senza giudicare e chiedendo di non essere giudicata.

Maura Sesia

Ultima modifica il Sabato, 20 Aprile 2019 07:39

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