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BAGNATI. PISS AND LOVE - regia Manuel Renga

"Bagnati. Piss and love", regia Manuel Renga "Bagnati. Piss and love", regia Manuel Renga

Di Tobia Rossi
Regia di Manuel Renga
Personaggi e interpreti
Alex Cendron, Paolo Giacometti, Federico Lotteri
Giulia Merelli, Claudia Negri, Daniele Pennati
Scenografo Stefano Zullo Costumista Nicole Leonardi
Luci e video Aurelio Colombo
Tecnica Alessandro Tinelli
Coreografia Allessandra Costa
Milano Teatro Libero dal 3 al 15 Giugno

www.Sipario.it, 23 giugno 2015

Bagnati una storia cinque su cinque
Oltre lo scandalo e la perversione ... Resta solo l'amore
Cosa tiene unita la famiglia ... L'interrogativo è - dovrebbe essere posto - pensando alla vicenda della coppia Guido e Fiamma Dazeri: ricchi e spenasierati cittadini di una Milano divisa fra: L'Expo, appalti, alta finanza ed eterni cantieri in continua ascesa.
La loro ricca, e oziosa vita trascorre fra un party, lo shopping compulsivo e qualche generica, quanto dissattesa, cura rivolta al figlio Ludo.
Le mille libertà concesse all'erede e gli oziosi passatempi e premi sono il prodotto di uno sbrigativo mix di teorie peadagogiche liberali post sessantottine, sensi di colpa ed un incrollabile egoismo.
La vita scorre lenta, e sempre uguale a se stessa, sino alla sconvolgente scoperta della relazione nata fra Daniel, (figlio "difficile" della governante) e Ludovico. La scoperta di una relazione, così radicata fra due giovani così diversi, scatena un tale potenziale eversivo, da porre in discussione anche il legame della coppia Dazeri.
L'amore non ha pedigree
Onore a Tobia Rossi per aver costruito una pièce graffiante a tratti disperata e impotente.
L'amore non possiede status di nobilità e non tutto ciò che nasce come perversione è destinata ad esaurirsi! In alcuni casi può rappresentare la spinta per la nascita un amore basato sulla reciproca comprensione.
Ma bagnati è anche un bildungroman in chiave di tragicommedia: nel corso di un'estate memorabile si delinea il cammino di crescita di un ragazzo da: rampollo superficiale (specchio del contesto familiare) a uomo consapevole dei propri sentimenti. Nella scelta finale di Ludo uno squarcio di speranza aperto a tutti coloro che vogliono capire e lottano per non tradire la propria natura.
In cammino verso la conoscenza
Progetto teatrale che rappresenta, nel percorso del duo Renga/Rossi, la tessera più importante, di un ampio mosaico costruito su temi fondamentali quali: scoperta della sessualità, ossessioni amorose e dinamiche familiari- sociali.
Come sempre, la regia esperta di Manuel Renga esalta: attraverso scelte musicali / coreografiche e riferimenti alla pittura contemporanea (Mimmo Rotella, Mario Schifano ed Andy Warhol) – gli elementi fondanti della struttura drammaturgica e creauna partitura registica coerente e ben strutturata. Cast perfettamente equilibrato fra i toni forti e persuasivi di Alex Cendron (Guido) da capofamiglia ed una Claudia Negrin nel ruolo di moglie vezzeggiata, incompresa e letargica, nella presa di coscienza progressiva rivela richiami ibseniani alla Nora di "una casa di bambola". Perfettamente calibrata la coppia d'interpreti Federico Lotteri/ Daniele Pennati nel gioco della perversione giocato sul confine fra amore e attrazioni non appare mai troppo caricato né grottesco. Giulia Merelli Paola Giacometti offrono entrambe una performance efficace e calibrata.
Una Terrazza sul "tetto del mondo"
In una piscina creata sul tetto di un terrazzo: lo spazio in costruzione è celato dalla rete di protezione da "cantiere". In un gioco di sguardi si rivela la tranche de vie di una famiglia ricca e oziosa. Lo sguardo del pubblico, nel corso dei primi quadri, è coinvolto in un sottile e provocatorio gioco voyeuristico. La scena si svela a tratti: lo sguardo d'insieme non è mai nitido né unitario Ogni elemento della scena è contemplato quale ostacolo ad una visione chiara: la rete, il riflesso dell'acqua, le luci al neon (disegno. Lo spazio scenico creato da Stefano Zullo presenta caratteri di versatilità: volutamente incompiuti, in costante stato d'itinere, rendono il senso di una vita vissuta superficialmente. Disegno luci e quadri di apertura (a cura di Aurelio Colombo) palesano, attraverso i graffiti in stile street art ed etnico/tribale, l'espressione tangibile di pensieri e stati d'animo dei personaggi.

Francesca Bastoni

Ultima modifica il Lunedì, 29 Giugno 2015 07:59

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