giovedì, 16 agosto, 2018
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CANTICO DEI CANTICI - regia Roberto Latini

"Cantico dei cantici", regia Roberto Latini "Cantico dei cantici", regia Roberto Latini

adattamento e regia Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti
luci e tecnica Max Mugnai
con Roberto Latini
organizzazione Nicole Arbelli
produzione Fortebraccio Teatro
con il sostegno di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il contributo di MiBACT e Regione Emilia-Romagna
al Teatro Litta, Milano, 18 aprile 2018

www.Sipario.it, 26 maggio 2018

Cos'è il Cantico dei cantici di Roberto Latini se non la dimostrazione di come il performer abbia superato l'attore e di come la parola possa essere suono, respiro, materia, al di là del significato. In una postazione radiofonica Roberto Latini trasforma il Cantico dei cantici – complici le musiche sempre azzeccate e drammaturgicamente ineccepibili di Gianluca Misiti – in una sorta di LP da mettere in onda per il piacere degli ascoltatori. Una panchina in proscenio e alle spalle la postazione radiofonica con la scritta on air: sono i due ambienti in cui si compie il dialogo fra dj e un ascoltatore, forse le due facce di una stessa persona che si scioglie e si racconta nel Cantico dei cantici. La voce di Roberto Latini è tutto, è strumento musicale che si impenna di passione: «Baciami con i baci della tua bocca:/ le tue carezze sono meglio del vino»; oppure sprofonda in un baritonale abbandono. Latini è il maschile e il femminile di un dialogo amoroso che si scioglie nel buio della notte, nel tempo dilatato della radio, nell'ascolto umbratile abbandonato su una panchina di un parco in periferia. Suggestioni, visioni raccontate e la parola del Cantico si fanno melodia, gesto languido, impennata di acuto desiderio, piuttosto che profonda elegia del corpo dell'amata: «Il tuo ombelico è una coppa rotonda, ove non manca mai vino aromatico. Il tuo ventre è un mucchio di grano, contornato di gigli». Roberto Latini, complici le atmosfere sonore di Misiti, fa del testo biblico un fluire verbale senza soluzione di continuità, una sorta di racconto musicale, una collazione di pezzi che si sostengono l'un l'altro affidandosi alla presenza inquietante a tratti e liquefatta di un Latini che danza, si scioglie di passione, si fa semplicemente strumento di emissione vocale in cui il significato del racconto passa in secondo piano, diventa una sorta di pretesto narrante per raccontare una storia di deliqui notturni, di amori forse finiti, sicuramente consumati dal tempo ed evocati con nostalgia. Si esce ammirati dalla potenza magnetica di Roberto Latini, stupefatti della parola e dei suoi mille significati sensibili.

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Domenica, 27 Maggio 2018 07:44

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