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IL MIO NOME È NESSUNO - L'ULISSE - regia Alessio Pizzech

"Il mio nome è Nessuno – L'Ulisse", regia Alessio Pizzech "Il mio nome è Nessuno – L'Ulisse", regia Alessio Pizzech

di Valerio Massimo Manfredi
adattamento e drammaturgia di Francesco Niccolini
regia: Alessio Pizzech
con
Ulisse: Sebastiano Lo Monaco
pastore, Athena, Penelope a 20 e a 40 anni, Elena, voce di Patroclo: Maria Rosaria Carli
Laerte, Achille, Telemaco: Turi Moricca
Aiace, Menelao, Antinoo: Carlo Calderone
l'Orchestra Sax in Progress dal Conservatorio Perosi di Campobassi
scene: Antonio Panzuto
costumi: Cristina Da Rold
musiche originali: Dario Arcidiacono e Davide Summaria
disegno luci: Nevio Cavina
produzione: SiciliaTeatro
Milano, Teatro Carcano dal 14 al 25 ottobre 2015

www.Sipario.it, 31 ottobre 2015

Non molti ricordano che durante le scuole medie inferiori hanno affrontato in due anni successivi l'Iliade e l'Odissea - poemi omerici tradotti in versi non sempre scorrevoli tanto da essere decodificati attraverso la cosiddetta 'costruzione' per dare un ordine logico alle singole frasi e poi parafrasati - che al di là dell'esercizio grammaticale lasciavano segni profondi per le avventure, la guerra, le sofferenze stimolando le fantasie a tal punto che ognuno costruiva nella mente i propri poemi...

Non è cambiata granché l'odierna situazione - epoca in cui sembrano predominare fantasie tecnologiche e giochi ultraevoluti che spersonalizzano e intruppano soprattutto i giovani - nella quale rimane intatto il fascino di un personaggio come Ulisse che spinto dalla vela della ragione affronta prove inimmaginabili prima di fare ritorno alla natia Itaca, preziosa per le radici e per avere conservato i tesori familiari malgrado la sfrontatezza dei Proci.
Tali temi sono ripresi da Valerio Massimo Manfredi (scrittore, storico, archeologo e giornalista esperto nella storia del mondo antico nonché divulgatore attraverso soggetti e sceneggiature per cinema e televisione) in ben due volumi dai quali Francesco Niccolini ha tratto il suo adattamento per il teatro conservando la struttura del racconto in prima persona da parte di Ulisse.

Operazione comunque non facile quella di sintetizzare in modo equilibrato in un unico testo teatrale il contenuto dei due poemi epici sforbiciandoli senza togliere l'essenziale e lasciando vis e pathos in modo da non correre il rischio di costruire un buon riassunto per chi ne sa poco o nulla. Si aggiunga che la presenza dell'orchestra Sax in Progres pur rendendo in modo icastico il tumulto degli scontri bellici rischia di soverchiare il racconto e il vibrare delle parole.

Sebastiano Lo Monaco cui è affidato il ruolo di Ulisse - mito del passato ed emblema di un presente difficile e tormentato e di un'umanità da sempre lacerata tra male e bene - rappresenta quindi con la sua maestria e la sua carica passionale un efficace e valido fulcro dello spettacolo.
Avvenimenti e avversità si dipanano nel flash back di Ulisse senza averne leso la psicologia portata alla pace e tetragona alla sfortuna e a un fato che lo rende tra i protagonisti di una guerra assurda e dissennata e di un ritorno connotato da peripezie fino alla dolorosa scoperta di una casa insidiata e in pericolo.
Un uomo che non si lamenta, ma parlando con i fantasmi del passato ricorda con ferma convinzione di non essere un eroe, ma Nessuno come tutti gli uomini che compiono il viaggio esistenziale su una malsicura barchetta che porta segni delle tempeste e memoria di magnifiche visioni di una natura trionfante: dolori e gioie per ciascuna persona in ogni tempo.

Uno spettacolo che trascina i giovani e non sempre 'chi ha qualche anno in più' che se apprezza gli abiti senza tempo fa più fatica ad accettare l'abbigliamento moderno, pur se simbolico, di Telemaco, ma ben vengano rappresentazioni che servono a non dimenticare i classici e a riflettere sulla nostra precarietà che ci rende tutti oscuri eroi del vivere.

Wanda Castelnuovo

Ultima modifica il Sabato, 31 Ottobre 2015 07:12

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