sabato, 18 agosto, 2018
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MADRE CORAGGIO - regia Cristina Pezzoli

Madre coraggio Madre coraggio Regia Cristina Pezzoli

di Bertolt Brecht
regia: Cristina Pezzoli
scene: Bruno Buonincontri, costumi: Gianluca Falaschi
con Isa Danieli, Alarico Salaroli, Marco Zannoni, Lello Serao, Arianna Scommegna, Gianluca Musiu, Xenia Bevitori, Jacopo Bicocchi, Matteo Cremon, Carlo Caracciolo, Tiziano Ferrari, Vesna Hrovatin, Paolo Li Volsi, Fabio Mascagni, Aurora Peres, Yang Shi, Luigi Tabita
Roma, Teatro Quirino, dal 26 febbraio al 16 marzo 2008
Milano, Teatro Carcano, dal 4 al 15 febbraio 2009

Corriere della Sera, 6 febbraio 2009
Avanti, 4 marzo 2008
Il Messaggero, 8 marzo 2008
Isa Danieli molto meglio della regia

Su un piano fortemente inclinato, la scena è di Bruno Buonincontri e i costumi con accenni seicenteschi di Gianluca Falaschi, Madre Coraggio, protagonista dell' opera di Bertolt Brecht, tirando il carro si mostra misera eroina nella sua determinazione e nella sua abilità di sopravvivere: una donna che pur perdendo i suoi figli a uno a uno trascina se stessa e le sue mercanzie in un mondo di guerra, unica realtà conosciuta, Moloch cui si è sottomessa e dal quale trae il suo miserabile profitto. Nello spettacolo con la regia di Cristina Pezzoli e l' interessante rielaborazione di Antonio Tarantino, si arriva ai conflitti d' oggi. I dialetti si mescolano quasi a ridare un senso di «ancora più vicino a noi» alle guerre che deflagrano incessantemente. Le musiche di Pasquale Scialò fanno rimpiangere quelle indimenticabili di Paul Dessau. Isa Danieli, grande attrice, dà a Madre Coraggio una linfa popolana, mai cinica, sempre dolorosamente aggrappata a un realistico tirare a campare. Bravi Alarico Salaroli, Marco Zannoni, i due «pretendenti», e Xenia Bevitori, la figlia sordomuta. Ma una lettura registica incerta e a tratti disorganica non riesce a far cogliere cosa lo spettacolo voglia veramente raccontare e si limita alla rappresentazione del dramma con un finale moralistico e ad effetto. Teatro Carcano, fino al 15

Magda Poli

Il dramma dell'anima

Ad un certo punto della propria carriera, ogni attrice che ha raggiunto i più ragguardevoli traguardi sente il bisogno di confrontarsi con una tra le più impegnative opere di Brecht: "Madre Courage e i suoi figli". Così al Teatro Quirino ci vien dato in queste sere di vedere e di ammirare Isa Danieli che, dopo essere stata apprezzata nei più impegnativi ruoli, affronta adesso questo vibrante "storico" personaggio. E lo affronta, o meglio lo interpreta, proprio come voleva il suo autore. Questi, in una nota al testo, avvisa pressappoco che la disonesta vivandiera che attraversa indenne la guerra, sfruttando le disgrazie altrui senza accorgersi che sono anche le proprie, dovrà recitare non come se ella sia il personaggio affidatole, ma come se raccontasse la storia e riferisca, quindi, i casi e i detti di quel personaggio. Alla stessa maniera, cioè, dei rapsodi che andavano cantando per le città dell'antica Grecia le avventure e le disavventure di Ettore e Ulisse. Un modo, insomma, di porgere in epica, come epica fu ogni scrittura teatrale di Bertolt Brecht. "Solo agendo in questa maniera - assumeva ancora il commediografo in un intervento da lui tenuto al Berliner Ensemble l'11 gennaio del 1949 - l'attrice potrà raggiungere quella condizione di lucidità critica e di obiettivo distacco che, comunicandosi allo spettatore in platea, lo porrà nello stato d'animo migliore per trarre dallo spettacolo tutte le conclusioni polemiche e critiche, cioè tutte le lezioni che nel testo sono racchiuse." La vibrante interpretazione di Isa Danieli, intrisa nei più laceranti stati d'animo di una madre che vede morire nel conflitto bellico i suoi tre figli, ha fatto sì che l'idea di Brecht venisse recepita a pieno e la scrupolosa ed intelligente regia di Cristina Pezzoli (ricordiamo ancora con piacere il riattamento e la regia di una stupenda "Filumena Maturano") ha dato ancora maggiore intensità a questa particolare edizione del dramma brechtiano. Un dramma egregiamente sottolineato dalle musiche di Pasquale Scialò, su una scena carica di significati disegnata da Bruno Buonincontri. Diremo anche dei pregevoli costumi di Luca Falaschi e del disegno luci di Cesare Accetta. Ed eccoci, quindi, a citare i nomi degli attori che, calati nei singoli personaggi, hanno dato vita a questa meritevole produzione degli Ipocriti in simbiosi con l'Eti. Insieme alla protagonista Isa Danieli, si sono fatti apprezzare: Alarico Salaroli, Marco Zannoni, Lello Serao, Arianna Scommegna. Ed ancora: Xenia Bevitori, Carlo Caracciolo, Matteo Cremon, Antonio Fabbri, Tiziano Ferrari, Vesna Hrovatin, Paolo Li Volsi, Fabio Mascagni, Aurora Peres. Evviva, finalmente una Compagnia in piena regola, così come "Madre coraggio e i suoi figli" esige.

Renato Ribaud

"Madre Coraggio"
nei panni di Isa

La Guerra dei Trent'anni (1618-1648) rimane il periodo storico in cui si svolge il dramma, quello della vivandiera Anna Fielding, detta dai soldati Madre Coraggio, che gira per l'Europa con gli eserciti in lotta combinando piccoli affari. Fino al momento in cui, esaurite anche le ultime cianfrusaglie del suo carretto, continuerà comunque a spostarsi, cocciuta come ogni diseredato, anche se i figli le sono morti e la distruzione copre ogni cosa. Ma sul testo di Brecht (Madre Coraggio e i suoi figli, 1939) ha messo le mani uno scrittore (dotato di grande forza intrinseca) come Antonio Tarantino, che inventa qui un linguaggio nuovo, fiorito dei nostri dialetti, multifacciale, di volta in volta straniero anche a se stesso per il piacere di tornar poi familiare, quotidiano, "basso" per descrivere un "alto" dolore e viceversa. Ancora, la mano felice di Cristina Pezzoli, una delle firme migliori del nostro teatro di regia, affida a Isa Danieli, protagonista potente, soprattutto il compito di far vibrare dietro la porta di ciascuno, hic et nunc, questo atto di accusa contro la desolazione e lo sradicamento chiamati guerra. Al disegno complessivo offre un apporto non trascurabile la rielaborazione musicale, sulla materia originale di Paul Dessau, di Pasquale Scialò. Spinta verso il rock e il rap quando occorre, ondeggiante e ipnotica in altri momenti, è comunque disinibita nell'uso degli strumenti, così da costruire un universo sonoro pieno di suggestioni, ancestrale e attualissimo insieme.
Della Danieli abbiamo detto: potente, capace di buttare nel gioco anima e trippe, rosari e corone di spine. Tanto da far pensare che il Personaggio abbia vestito i panni di lei, e non il contrario. Nel cast, molto fitto, in primo piano Alarico Salaroli (il Cappellano), Marco Zannoni (il Cuoco), Xenia Bevitori Kattrin (la figlia di Anna). Uno spettacolo "maschile". Al Quirino fino al 16 marzo.

Rita Sala

Ultima modifica il Giovedì, 10 Ottobre 2013 08:32

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