lunedì, 23 aprile, 2018
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UNO SGUARDO DAL PONTE - regia Enrico Maria Lamanna

"Uno sguardo dal ponte", regia Enrico Maria Lamanna "Uno sguardo dal ponte", regia Enrico Maria Lamanna

Regia di Enrico Maria Lamanna
di Arthur Miller
Musiche Pino Donaggio
con Roberto Negri, Sebastiano Somma, Matteo Mauriello,
Cecilia Guzzardi, Sara Ricci, Edoardo Coen, Andrea Galatà, Antonio Tallura

Teatro Italia Francavilla Fontana (Br) 6 febbraio 2018

www.Sipario.it, 8 febbraio 2017

Si può affermare in apertura che, l'opera "Uno sguardo dal ponte" del celebre drammaturgo statunitense Arthur Asher Miller, rappresenta oggi, oltre alla storia della totale distruzione morale e dell'annientamento fisico di Eddie, forzuto ed esuberante scaricatore di porto immigrato in America dalla Sicilia, un quadro attualissimo su quello che oggi sta vivendo, questa volta però dall'Africa verso la Sicilia, la nostra vecchia Italia. Se ognuno di noi potesse, magari frequentando di più il teatro, poter paragonare gli illeciti e le sofferenze che gli italiani di allora hanno vissuto traghettando in America, in condizioni squallide e pericolose, pochi dubbi avremmo oggi nell'intendere cosa vuol dire scappare dal terzo mondo, dalla fame e dalla morte.
L'opera in causa, allestita già in passato al Teatro Eliseo di Roma, nel 1958, dal maestro Luchino Visconti, ritorna oggi sui palcoscenici d'Italia con un potente, enfatico e possente Sebastiano Somma che veste gli abiti del personaggio principale: Eddie Carbone. Visconti decise all'epoca di adattare la sola parlata dei due cugini provenienti dall'Italia in siciliano; nel testo originale infatti i dialoghi rappresentano uno slang dei bassifondi di Brooklyn. In questo allestimento, diretto da Enrico Maria Lamanna, la cadenza siciliana la adoperano un po' tutti gli "italiani oriundi" presenti in scena.
La storia ideata dall'ex marito di Marilyn Monroe e vincitore di un premio Pulitzer per la celebre opera "Morte di un commesso viaggiatore" (della quale conserviamo una magnifica edizione televisiva del 1968 con il grande Paolo Stoppa), racconta, nel dramma "Uno sguardo dal ponte", la tribolata e sofferta passione che il forte Eddie Carbone prova nei confronti dell'energica nipotina, accudita e protetta fin da piccolissima. La giovane nipote, da parte sua, lo ricambia con manifestante affetto, tanto da far nascere nell'uomo una gelosia talmente forte da spingerlo poi a commettere la più disonorante nefandezza. Denuncerà infatti alle autorità portuali americane due parenti clandestini giunti nel nuovo mondo per bisogno, che in principio accoglierà felice in casa propria. Per mezzo di uno dei due, il giovane e biondo Rodolfo, conquistatore immediato del cuore della giovane nipote, Eddie distruggerà per potente diffidenza la propria dignità, la propria vita e la propria voglia di raggiungere la ricca bellezza che attende tutti gli speranzosi d'allora al di là del celebre ponte di Brooklyn. Una traditrice pugnalata, sferzata durante un apparente abbraccio riconciliatore dal disperato padre di tre figli Marco (il secondo giunto con Rodolfo), stenderà Eddie e il morale dell'intera collettività dei bassifondi italoamericani.
L'esecuzione scenica è rapida, coadiuvata da bravi e giovani attori dai tempi ben architettati e fluidi, con quel metodo esecutivo che caratterizza un po' tutti gli attori di nuova generazione, neutro particolare che però non rappresenta sempre un pregio. Impeccabile Somma, caratteristico, corazzato e forte, meglio che da uno schermo televisivo; indifeso tanto basta per far intendere quanta verità ci sia nella premeditazione di Eddie, nel momento in cui realmente scopre che l'intento di Rodolfo, miscelato, pare, ad un sincero amore per la nipote, sia quello di sposarsi e ottenere legittimamente il permesso di soggiorno, perché oltretutto totalmente disdegno al ritorno in patria. Bravissima e inosservata l'attrice Sara Ricci nel ruolo della moglie Beatrice.
La regia disloca e muove gli attori nonostante i pochi elementi scenografici: una posteriore scala (che riproduce le scale antincendio tipiche delle sterminate palazzine d'America), un palchetto rialzato con panche tutt'intorno, a rappresentare la "quarta parete della quarta parete" di una palazzina; in più pochi altri elementi utili al distacco di ambienti e situazioni, come lo studio del previdente avvocato nonché saggio narratore del dramma. Luci in armonia con la narrazione; meno le musiche che in alcuni casi se ne potrebbe tranquillamente fare a meno; diverso è per gli effetti sonori che evidenziano ottimamente stati d'animo e azioni.
"Una passione che nonostante sia contraria all'interesse dell'individuo che ne è dominato, nonostante ogni genere di avvertimento ch'egli riceve, e nonostante perfino ch'essa distrugga i suoi principi morali, continua ad aumentare il suo potere su di lui fino a distruggerlo" questa la sintesi perfetta dello stesso autore che illustra in poche righe la storia e il messaggio di Eddie, unica espressione di Miller che mai ha voluto, in nessun modo, viziare l'intendimento del dramma da parte dello spettatore.
Spettacolo ancora disponibile nei teatri d'Italia rappresenta senz'altro un'ottima scelta, in perfetta concorrenza con il Festival di Sanremo, per chi non vuole sprecare una serata.

Valerio Manisi

Ultima modifica il Sabato, 10 Febbraio 2018 06:26

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