lunedì, 10 dicembre, 2018
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RUMORE di Fabio Sìcari

RUMORE
Sinossi della commedia in atto unico
di Fabio Sìcari

È un atto unico solo perché non ci può essere l’intervallo. Per tutta la durata della commedia, circa novanta minuti, non è previsto né il cambio di scena né una pausa sebbene breve. L’unica linea di demarcazione all’interno dello spettacolo è la luce. I primi venti-venticinque minuti sono “illuminati” e il pubblico può seguire le battute e il movimento scenico dei personaggi senza doversi immaginare nulla. Dopo questa prima fase della commedia, è il buio a farla da padrone.
Il palcoscenico è delineato da un ampio soggiorno su misura per una famiglia borghese composta di cinque persone. Mobili e libreria e mensole stanno alle pareti, senza particolari fissaggi. All’apertura del sipario, è importante l’ordine col quale i personaggi cominciano a dialogare: ANDREA, ISABELLA, UGO, TAMARA, OLGA. Tutti e cinque vanno a occupare, provenienti dall’esterno o già presenti in scena, vari spazi del soggiorno illuminato da luci forti, quasi fastidiose.
A un certo punto, lo scorrere litigioso della vita di una famiglia di provincia subisce una devastante interruzione. A rifare i connotati dell’esistenza ci pensa una violenta scossa di terremoto.
Per un’ora circa – ed è da questo momento che comincia la seconda fase della commedia – manca un bene prezioso: la luce. La paura costituisce lo scheletro di questo atto unico. La lotta per non lasciare anzitempo la vita è impietosa e scardina ogni normale equilibrio logico. Infatti fa irruzione lo spettro della chiaroveggenza e ciò giustifica l’ordine col quale i personaggi (come detto sopra) cominciano a dialogare. Si capirà il perché verso la fine dello spettacolo.
E non mancano nemmeno, per arginare la paura, battute ironiche, forse improprie ma necessarie ad assorbire, almeno in parte, il perdurante panico.
Il buio costringe i protagonisti a un lotta impari. Emergono storie del passato che, per negligenza o per falso pudore, erano state taciute. Mettersi a nudo, tuttavia, gioverà alla rigenerazione della coscienza individuale e collettiva. L’urlo per la sopravvivenza è servito.

Ultima modifica il Sabato, 25 Gennaio 2014 09:11
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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