sabato, 07 dicembre, 2019
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FUS 2019, SODDISFAZIONI E SOFFERENZE PER I CONTRIBUTI STATALI AL TEATRO

Pubblicati dalla Direzione generale per lo Spettacolo del Ministero per i Beni culturali i decreti direttoriali recanti le determinazioni di assegnazione dei contributi a valere sul Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) per il 2019. I decreti direttoriali riguardano i diversi ambiti dello spettacolo dal vivo e in particolare, oltre a un ambito multidisciplinare, l'ambito dei circhi e dello spettacolo viaggiante, del teatro, della danza e della musica. Si attende il decreto direttoriale dei contributi che saranno assegnati nell'ambito delle fondazioni lirico-sinfoniche.

I decreti direttoriali si riferiscono al decreto ministeriale che, lo scorso gennaio 2019, aveva stabilito le aliquote FUS nei diversi ambiti previsti dal decreto 27 luglio 2017, sul tema dei criteri e delle modalità per l'erogazione, l'anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul FUS.

Le assegnazioni hanno già suscitato ampie polemiche in merito a diversi aspetti, soprattutto da parte di enti che hanno subito tagli al contributo. Tra questi, nei giorni scorsi, il teatro stabile pubblico dell'Emilia-Romagna, attivo su una rete di cinque città (Modena, Bologna, Cesena, Vignola e Castelfranco Emilia), tramite l'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, ha evidenziato la decurtazione di 100 mila euro di finanziamenti. L'Assessore aveva dichiarato, in merito alla pubblicazione delle ripartizioni, che "evidentemente la razionalità ed il buon senso non sono di casa al Mibac, che, solo ieri, ad oltre la metà dell'anno di gestione corrente, con impegni già fissati per la conclusione dell'esercizio, fa sapere che per il 2019 Ert subirà, come negli anni precedenti, un'ulteriore decurtazione, dai trasferimenti ministeriali del Fus, di quasi 100 mila euro".

I decreti direttoriali sono comunque suscettibili di ricorso, come specificato nei testi. È ammesso infatti ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni o, alternativamente, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. La decorrenza del termine è la data di pubblicazione dei decreti direttoriali (12 luglio 2019).

I CONTRIBUTI NELL'AMBITO TEATRO
All'ambito "Teatro" vengono assegnati contributi per 70.509.431 euro. Si tratta dello stanziamento più corposo che riunisce teatri nazionali, teatri di rilevante interesse culturale, imprese di produzione teatrale, imprese di produzione di teatro di innovazione e molto altro.

Ai Teatri nazionali spetta un contributo totale di 12.129.996 euro e tra gli organismi che ricevono il contributo troviamo la Fondazione del Teatro Stabile di Torino, la Fondazione Teatro della Toscana e l'Associazione Teatro di Roma. I Teatri di Rilevante Interesse Culturale ricevono 17.502.436 euro. Nell'elenco figurano, tra gli altri, il Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni, il Teatro Biondo Stabile di Palermo e il Centro Teatrale Bresciano. Si dividono tra il Teatro Stabile di Bolzano (616.025 euro) e il Teatro Stabile Sloveno Slovenko Stalno Gledalisce di Trieste (353.974 euro) i contributi a favore dei Teatri di rilevante Interesse Culturale di minoranza linguistica.

Alle imprese di produzione teatrale sono destinati 9.269.981 euro, escluse le risorse destinate alle "prime istanze" che risultano pari a 74.999 euro. Le imprese di produzione "under 35" ricevono 161.998 euro, le imprese di teatro di innovazione 5.200.404 euro e quelle che operano nell'ambito del teatro per l'infanzia e la gioventù 2.239.989 euro. Quest'ultima cifra non ricomprende le "prime istanze" tra le imprese di produzione di teatro di innovazione che operano nell'ambito della sperimentazione e del teatro per l'infanzia e la gioventù. A tali imprese si destina un capitolo a parte pari a 479.995 euro. Alle imprese di produzione di teatro di figura e di immagine va un contributo di 729.993 euro mentre a quelle di teatro di strada 77.998 euro.

Altra categoria a cui sono destinati i contributi sono i centri di produzione teatrale a cui vanno 4.179.996 euro. Diversificati da questi i centri che operano nel teatro di innovazione nell'ambito della sperimentazione e del teatro per l'infanzia e la gioventù. Ad essi si assegna un contributo di 7.528.991 euro.

Ai circuiti regionali sono riservati 78 mila euro, con il finanziamento dell'Associazione per il Coordinamento Teatrale Trentino – Pergine Valsugana come unico beneficiario. Agli organismi di programmazione 594.995 euro mentre i Festival ricevono 619.991 euro e le rassegne e Festival di teatro di strada 129.996 euro.

Nel settore della promozione, ricevono contributi i progetti di ricambio generazionale degli artisti (284.996 euro), di coesione e all'inclusione sociale (389.996 euro), di perfezionamento professionale (87.999 euro), di formazione del pubblico (69.998 euro). Le tournée all'estero ricevono 104.100 euro.

Un articolo del decreto è dedicato ai contributi a sostegno a Fondazione e Accademie. In particolare, la Fondazione La Biennale di Venezia – settore teatro riceve un contributo di 990 mila euro e la Fondazione Istituto Nazionale per il dramma Antico (INDA) un contributo di 950 mila euro. All'Accademia Nazionale di Arte Drammatica "Silvio D'Amico" vanno 761.680 euro e 145 mila euro per le produzioni e le tournée della compagnia dell'Accademia. La Fondazione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d'Europa riceve, infine, 4.755.904,60 euro.


 

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La qualità e la quantità delle attività del Teatro della Toscana sono state riconosciute dal Ministero per i beni e le attività culturali con un aumento del contributo di 100mila euro rispetto all'anno precedente.
Il rilevante aumento delle risorse andrà a rafforzare l'impegno della Fondazione nelle Mutazioni annunciate durante la presentazione del cartellone 2019/2020 nel giugno scorso al Teatro della Pergola: un Teatro d'Arte orientato ai giovani, con partnership esclusive sul piano internazionale, nella comune visione di un teatro europeo e con l'obiettivo della nascita della Compagnia dei Giovani della Pergola, una compagnia composta dai nostri migliori giovani attori, che costituiranno il nucleo per tutte le produzioni future.

Il Teatro della Toscana, anche per quest'anno, ha visto riconosciuto il proprio lavoro con la conferma dei contributi istituzionali locali e con l'importante novità odierna dell'incremento del contributo ministeriale, che passa dagli € 1.425.305 del 2018 agli € 1.525.149 del 2019.
Questo importantissimo risultato si avvicina al massimo incremento possibile su base annuale che il FUS riconosce per il principio di competitività che è contenuto nel Decreto Ministeriale di riferimento.
Il Teatro della Toscana, dunque, esprime piena soddisfazione per il risultato ottenuto e grande apprezzamento per il fatto che la Commissione Consultiva Teatro e la Direzione Generale dello Spettacolo abbiano saputo individuare, nella complessa articolazione del progetto di cambiamento e rilancio avviato nel triennio, quegli elementi che lo connotano e lo identificano, fornendo così la più autorevole conferma che il cammino intrapreso è quello giusto.
Il rilevante aumento delle risorse andrà a rafforzare l'impegno della Fondazione nelle Mutazioni annunciate durante la presentazione del cartellone 2019/2020, nel giugno scorso, al Teatro della Pergola. Ovvero, un Teatro d'Arte orientato ai giovani e a partnership esclusive sul piano internazionale con 'Capitali del teatro' con le quali condividere la visione di un teatro europeo e con la nascita della Compagnia dei Giovani della Pergola, una compagnia composta dai nostri migliori giovani attori, che costituiranno il nucleo per tutte le produzioni future.


 

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ASSEGNATO IL CONTRIBUTO FUS 2019. IL TEATRO STABILE DI TORINO
RAFFORZA LA PRIMA POSIZIONE TRA I TEATRI NAZIONALI

E LA STAGIONE 2018-2019 SI CHIUDE IN ULTERIORE PROGRESSO

Assegnazione FUS 2019

Con il Decreto n. 1100 dell'11 luglio us la Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha pubblicato le assegnazioni del FUS - Fondo Unico dello Spettacolo - per l'anno 2019.
Con un contributo di 3.003.863 euro, in crescita di 153.998 euro rispetto all'esercizio precedente, il Teatro Stabile di Torino rafforza la posizione di Teatro Nazionale più finanziato dal FUS.
Si tratta del più alto contributo FUS mai ricevuto nella storia dello Stabile, che con questo risultato si conferma come il soggetto più finanziato in assoluto dal DM 27 luglio 2017 attraverso il sistema competitivo, considerati tutti gli ambiti disciplinari (prosa, musica, danza).
Il risultato economico in crescita scaturisce dal punteggio ottenuto in ciascuno dei parametri di valutazione (qualità artistica, qualità indicizzata, dimensione quantitativa), pari a 94,94/100; in particolare occorre segnalare che il progetto artistico dello Stabile ha ottenuto il punteggio più alto nella categoria dei ventisei Teatri Nazionali e Teatri di rilevante interesse culturale: 33 punti su 35 disponibili.
Inoltre, anche il festival Torinodanza, organizzato dal TST, si conferma primo tra i festival disciplinari per contributo FUS, con un punteggio di qualità artistica pari a 35/35.
Sommando i contributi FUS per l'attività teatrale, per quella di danza e per le tournée all'estero lo Stabile porta sul territorio 3.134.363 euro.

Stagione teatrale 2018-2019

L'assegnazione FUS coincide con la chiusura della stagione teatrale 2018-2019 che segna tre nuovi record per lo Stabile: le presenze agli spettacoli nei teatri direttamente gestiti in sede (Carignano, Gobetti, Limone) aumentano da n. 160.102 a quasi n. 170.000 (+6%); gli incassi da bigliettazione crescono di oltre 200.000 euro, da 2.338.520 euro a 2.543.000 euro (+9%); le alzate di sipario passano da n. 514 a n. 555 (+8%).

Il Presidente Lamberto Vallarino Gancia e il Direttore Filippo Fonsatti esprimono la più viva soddisfazione: «I dati in significativa progressione relativi alla stagione 2018-2019 testimoniano quanto il nostro pubblico apprezzi la programmazione dello Stabile, mentre l'aumento del contributo FUS premia la competitività del nostro Teatro e del festival Torinodanza e ne riconosce l'eccellenza artistica, l'efficienza gestionale e la capacità produttiva. Ringraziamo i Soci Aderenti, Città di Torino, Regione Piemonte, Città di Moncalieri, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, che con il loro convinto sostegno garantiscono lo svolgimento ottimale delle funzioni pubbliche a favore della comunità, contribuendo ad aumentare l'attrattività del territorio. E ancora una volta esprimiamo grande apprezzamento ai direttori artistici Valerio Binasco e Anna Cremonini – concludono Gancia e Fonsatti – grazie ai quali il posizionamento culturale del Teatro si conferma ai massimi livelli nazionali e internazionali. Insieme a loro ringraziamo tutti i dipendenti e gli artisti, che con la loro passione e il loro talento hanno reso possibili questi risultati ambiziosi».


 

 

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Comunicato ERT e nota dell'ass. Mezzetti sui tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo 2019

È doveroso condividere le parole scritte e diffuse da Giuliano Barbolini e Claudio Longhi, rispettivamente presidente e direttore di Emilia Romagna Teatro Fondazione, e da Massimo Mezzetti, assessore regionale alla cultura.
Rispetto alle nuove tabelle valutative, ERT è il primo Teatro Nazionale del Paese. Nonostante il continuo incremento nel punteggio dall'avvio della riforma nel 2015, la Presidenza e la Direazione della Fondazione "sono altresì costrette a denunciare l'esito sconcertante che la rigorosa applicazione dell'attuale sistema di riparto del FUS produce, spia dello stato avvilente in cui versa il sistema teatrale nazionale. A fronte dell'apprezzamento della qualità e della dimensione quantitativa dell'operato dell'ente, oggi che siamo oltre la metà della gestione corrente, con impegni già fissati per la conclusione dell'esercizio, ERT patisce un taglio per il secondo anno consecutivo."
E, aggiungono Barbolini e Longhi, "è inaccettabile che in un Paese civile l'entità del pubblico finanziamento a un Teatro Nazionale sia come sempre comunicata ai soggetti destinatari a metà dell'anno di gestione in corso".
In conclusione, "prima ancora che per la tutela degli interessi della nostra struttura, il profondo rispetto che nutriamo per il lavoro teatrale e la consapevolezza di avere in cura la gestione di un bene comune prezioso come il teatro (insostituibile dispositivo generatore di comunità e socievolezza), uno dei valori fondativi della nostra identità culturale italiana ed europea, ci impongono di chiedere ragione di quanto sta accadendo nella quasi assoluta mancanza di attenzione da parte dei più".
L'Assessore Mezzetti, d'altro canto, si esprime con parole forti:"Trovo insopportabile che chi professa a chiacchiere il primato della meritocrazia agisca poi perpetuando logiche incomprensibili che tanto male hanno fatto alla crescita virtuosa degli operatori culturali. Se i critieri adottati per la valutazione delle attribuzioni del FUS stridono così palesemente con il raziocinio e con l'intelligenza, devono essere cambiati."


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Non sparate sul Teatro Stabile di Catania Lettera aperta del presidente Carlo Saggio e del direttore Laura Sicignano sulla diminuzione del contributo statale

Il Teatro Stabile di Catania a metà luglio 2019 ha appreso di una riduzione del contributo da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali pari quasi al 19%. È evidente il grave danno che questa perdita, imprevedibile anche per una prudente gestione, procurerà ad un soggetto reduce da una severa crisi, a cui gli attuali vertici stanno tentando di porre rimedio. Lo Stabile etneo ha rischiato nel 2016 il fallimento, è stato commissariato, ha ottenuto una ristrutturazione del debito e, con una governance completamente rinnovata, dal 2018 sta letteralmente ricostruendo dalle macerie. Noi siamo nel dopoguerra. Abbiamo trovato un teatro senza magazzini, senza laboratori, senza uffici, senza pubblico, senza attrezzature, senza passione. Dipendenti allo sbando e pubblico deluso. Abbiamo iniziato con pazienza e umiltà a ricostruire, ottenendo risultati come miracoli di entusiasmo e riconoscenza da parte della città. Il decremento del nostro contributo FUS è avvenuto nonostante la nostra performance nel 2018 sia stata migliore rispetto alle previsioni e nonostante non siano diminuiti dal 2018 al 2019 giornate lavorative, giornate recitative, oneri sociali, quindi il volume di attività nel suo complesso. Dal 2018, pur essendoci precluso l'accesso al credito bancario (a causa della precedente gestione e unico caso, crediamo, in Italia), stiamo pagando regolarmente personale e fornitori; stiamo svolgendo un importante lavoro di formazione dei dipendenti; abbiamo aumentato le presenze a teatro e le presenze giovani, attraverso un capillare lavoro di formazione del pubblico; stiamo spostando la programmazione verso scelte più coraggiose, rischiose culturalmente, qualitativamente più elevate; siamo tornati a costruire le scene con il nostro personale; stiamo ottimizzando le risorse economiche e umane; stiamo costruendo una tournée nazionale del massimo rilievo: stiamo insomma ricostruendo un teatro che era dato per morto, in un contesto territoriale difficile. No: difficilissimo. Come si può pretendere che un teatro sito in questo territorio, con enormi periferie dove non si entra e da cui non si esce, dove il Comune è in default, dove l'eredità delle precedenti gestioni sono macerie, sia in gara contro teatri diretti per decenni da direzioni illuminate, partecipati da Enti territoriali ricchi, con un tessuto socio-culturale sano e abbiente e abituato a proposte ad alto rischio culturale? Quelle che l'attuale Decreto che regola l'erogazione dei finanziamento statale ignora, sono le Pari Opportunità. La diminuzione del nostro contributo statale è causata dai seguenti fattori: nel 2019 il limite massimo di crescita dei contributi per i teatri italiani è stato elevato al 10%. Non sono aumentate però le risorse disponibili. Se abbiamo vinto la competizione rispetto a noi stessi, con una performance miracolosa nel tentativo riuscito di salvare il Teatro Stabile di Catania da morte certa, non ci è ovviamente dato di incidere sull'assenza di un tessuto imprenditoriale incline alle sponsorizzazioni, sul default del Comune, sulla fragile situazione socio-economica del territorio. Ebbene, secondo il Ministero, sono sostanzialmente proprio gli svantaggi che caratterizzano il nostro territorio a determinare la nostra bassa valutazione.
Il Ministero quindi non considera il contesto territoriale, mette in competizione soggetti dispari per opportunità e ottiene così di punire chi opera in territori svantaggiati, di aumentare lo squilibrio tra Nord e Sud; di limitare la possibilità di un servizio pubblico di qualità al nostro territorio, che ne avrebbe bisogno, se si intende la cultura anche come volano di benessere sociale; di impedire infine il lavoro di ricostruzione a questa governance. Questo paradossale decreto è emanato in teoria per salvaguardare lo spettacolo dal vivo, che invece, evidentemente, uccide. I teatri che oggi si rallegrano per l'aumento dei loro contributi non possono ignorare che questi criteri di valutazione finiranno per distruggere l'intero sistema teatrale italiano, trattato come un campionato di calcio, dove vigono regole di sfrenato mercato, come se il servizio culturale che è nostro dovere offrire al nostro territorio, fosse un merce in vendita. Quindi: non sparate sul Teatro Stabile di Catania. La resistenza che il Teatro Stabile di Catania, con tutti i lavoratori compatti, opporrà a questa ennesima difficoltà – siamo fiduciosi – alla fine meriterà la giusta ricompensa. Desidereremmo che i decisori volessero davvero e finalmente assistere da vicino allo spettacolo di cosa abbiamo trovato e di cosa stiamo ricostruendo, perché oggi le valutazioni avvengono sulla base di 10 paginette di progetto e un algoritmo. Resta invisibile, ci pare, la quotidiana fatica, l'energia, l'innovazione, il rapporto con il territorio, la valorizzazione delle eccellenze, la cura appassionata per ricostruire una cultura del lavoro teatrale. Nonostante ciò, i lavoratori del teatro garantiscono il proseguimento del servizio. Vi aspettiamo a teatro, estate e inverno

Ultima modifica il Domenica, 21 Luglio 2019 08:11
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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