sabato, 26 settembre, 2020
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INTERVISTA a PIERFRANCESCO PISANI - di Nicola Arrigoni

Pierfrancesco Pisani Pierfrancesco Pisani

Il lockdown si batte in equilibrio fra pop e ricerca
La ripartenza post-Covid del produttore Pierfrancesco Pisani

Sembra poco più di un ragazzo, ma ha stoffa da vendere, fa il produttore e i suoi pupilli sono Elio Germano, Isabella Ragonese, Chiara Francini, Sabrina Impacciatore, Iaia Forte, solo per fare alcuni nomi, ma la lista è lunga. Pierfrancesco Pisani sa il fatto suo e non s’è fatto spaventare dal lockdown, non ha perso la fiducia e ora raccoglie i frutti: un doppio debutto estivo: Taddrarite con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza e Antonia Truppo che ha debuttato al festival teatrale di Napoli e L’amore segreto di Ofelia con Chiara Francini e Andrea Argentieri per la regia di Luigi de Angelis, fresco fresco di debutto e in programma a metà settembre al teatro romano di Verona.

Periodo di superlavoro, malgrado la crisi del settore, lo stop dello spettacolo dal vivo?
«Ho cercato di non perdere tempo e di costruire una serie di occasioni di lavoro per me e per il mio staff», afferma sorridendo e con un po’ di ritrosia.

Non deve essere facile fare il produttore in questo momento in cui tutto è fermo?
«Non lo è mai stato, diciamo che ora è diventato un po’ più complicato. Con Argot e Infinito produzioni ho una dozzina di persone alle mie dipendenze ed è un dovere per chi fa il mio mestiere trovare soluzioni per andare avanti e pensare alla prossima stagione, anche per le persone che si sono affidate a me».

Perché ci sarà una prossima stagione?
«Direi proprio di sì, con tutte le cautele del caso. I teatri stanno programmando, io ho già una buon cartellone se tutto sarà confermato, mai come la stagione interrotta bruscamente dal Covid: avevo miei spettacoli un quasi tutti i più importanti teatri d’Italia. Speriamo che la cosa si possa ripetere. Stiamo a vedere. L’estiva sta funzionando, c’è voglia di ricominciare a vedere teatro».

Si può dire che il suo lavoro di produttore non si sia fermato…
«Anzi se possibile è stato più intenso. Sono riuscito a incastrare la produzione di tre allestimenti contemporaneamente. Al teatro Argot provavano contemporaneamente Lucia Calamaro con Isabella Aragonese, abbiamo allestito Taddrarite con Donatella Finocchiaro e concepito con Chiara Francini e Andrea Argentieri, L’amore segreto di Ofelia che ha debuttato a inizio mese a Fiesole. In questo modo abbiamo lavorato tutti, ci siamo dati una bella iniezione di fiducia per il futuro che ci attende».

Ed è andata via liscia?
«Direi proprio di sì. Lucia Calamaro si stupiva ogni volta che ogni sua richiesta di scenografia e di esigenze per il suo lavoro venisse accolta e trovasse tutto per le prove. Il modo di lavorare di Lucia Calamaro come drammaturgo è molto legato alle prove in sala. Lei stessa si è stupita e mi ha ringraziato per tanta cura».

Il produttore Pisani se le coccola le sue artiste…
Ride: «Io devo fare in modo che si trovino a loro agio, che il lavoro di produzione proceda nel modo più fluido possibile e con meno attriti possibili. Se ciò accade ci guadagniamo tutti».

Lei ha la forza di mettere insieme nomi della televisione, nomi pop con alcuni esponenti del teatro di ricerca o d’arte che si voglia dire. Perché si complica così la vita?
«Perché credo che i due mondi si possano e debbano parlare. Ci sono artisti che hanno grandi potenzialità e forse uno dei compiti di un produttore è quello di far incontrare artisti che solo apparentemente appartengono a mondi diversi. Credo che anche il pubblico ne benefici. Alla fine ti trovi in sala chi magari ama Chiara Francini e si ritrova a fare i conti con l’eterodirezione inventata da Luigi de Angelis e Chiara Lagani di Fanny & Alexander. Al tempo stesso chi ama i Fanny ha la possibilità di fare un incontro con Francini che è una bravissima attrice».

In un certo qual modo lei adotta le sue attrici, ora è la Francini, ma c’è anche Isabella ragonese, c’è tata Sabrina Impacciatore con Valter Malosti…
«Mi piace mischiare personaggi un po’ pop col teatro d’arte che passa per essere per addetti ai lavori. Chiara Francini è una bravissima attrice, mi piace l’idea che la sua bravura possa essere valorizzata da un approccio teatrale come quello di Luigi de Angelis e Chiara Lagani su un testo che amo molto e che a suo tempo già produssi con Balletto Civile, L’amore segreto di Ofelia di Berkoff, un testo epistolare sul rapporto erotico fra Ofelia ed Amleto. La Francini ha capito lo spirito della produzione e si è messa a disposizione del regista, si è fatta guidare».

Con Isabella Ragonese il suo rapporto dura da anni, ma lo scarto in più, ora, è quello di aver messo in contatto l’attrice con Lucia Calamaro, una delle drammaturghe più apprezzate del momento…
«Si tratta di due caratteri forti, ma anche si due donne estremamente intelligenti. Isabella e Lucia si sono trovate, si sono studiate e ora lavorano benissimo insieme. Da lontano. Chiusa sul rimpianto mette in scena il tentativo di una figlia adulta, diventata terapeuta, di aiutare una madre tribolata. Isabella Ragonese ha una sua visibilità e credibilità teatrale forte, un’attrice che sa mixare con abilità cinema, teatro».

E sempre con la Ragonese ha un altro progetto…
«Esatto, lavoreremo al testo Addio Fantasmi di Nadia Terranova, un testo bellissimo che ho affidato a Luigi de Angelis e che coinvolgerà un’altra grande attrice del teatro di ricerca come Francesca Mazza».

In tutto questo tripudio di attrici, spicca Elio Germano con cui continua la sua collaborazione…
«Beh l’idea di aver tradotto Dopo la battaglia in realtà aumentata con i video oculari per ogni singolo spettatore ha aperto una nuova possibilità. Continuano a chiederci Dopo la battaglia in realtà aumentata ce lo chiedono dai festival cinematografici ai circoli Arci: saremo al Mittelfestival e al Festival di Asti. Chi l’avrebbe mai detto. Forse abbiamo aperto un filone. Sta di fatto che con Elio Germano sto lavorando per una messinscena di Così è se vi pare di Luigi Pirandello. L’idea è quella di farne un allestimento fin da subito pensato per la realtà aumentata: ciò permette di dare agli spettatori l’impressione di essere in teatro, anzi sul palcoscenico quasi, mantenendo la distanza e con costi decisamente inferiori».

E detto da un produttore teatrale tutto ciò inquieta un po’…
«Ci sto pensando. Il teatro in realtà aumentata con Elio Germano, l’eterodirezione inventata da de Angelis con Argentieri e Francini che non obbliga gli attori a imparare la parte… non vorrei contribuire all’estinzione del teatro. (fa una pausa) Ma non credo, gli attori sono creature imprevedibili e per questo sono insostituibili».

Nicola Arrigoni

Ultima modifica il Venerdì, 14 Agosto 2020 11:21

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