domenica, 14 agosto, 2022
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Giovedì, 03 Febbraio 2022
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TI FARÒ CHIAMARE ZIA
Commedia di Giampiero Della Nina

C’è qualcosa di più imbarazzante per una giovane donna (Irene), che chiedere alla più cara amica (Emma), suo marito (Antonio) “in prestito”, per una notte? In fondo, a saperlo sarebbero soltanto loro tre, oltre al marito di Irene (Rodolfo). Chi è il più “sacrificato” dei quattro? Irene, che si trova ad elemosinare una prestazione sessuale, sicura di apparire agli occhi della sua amica, una sgualdrina qualunque? Emma e Rodolfo, i quali, consapevolmente, accettano il ruolo di cornuti? E che dire di Antonio, al quale si chiede, di sottoporsi ad una sorta di stupro passivo ? Tutti i personaggi hanno una croce da sopportare, ma qual’è la più pesante? Certamente non quella dell’anziana zia Agata, che vive quei fatti dall’alto della sua confusione mentale. Una confusione, a dire il vero, che lascia nell’imbarazzo, perché a volte ti guarda con occhi spalancati dalla demenza ed altre, con sguardi acuti come pugnali. Non sai proprio come trattarla. Eppure, avrebbe dovuto essere una vacanza al mare spensierata, da consumarsi da parte di due giovani coppie di sposi, con la presenza ingombrante, seppur cara, di zia Agata. Così erano partiti dalla Toscana. per raggiungere il mare pugliese. Tutto sembra scorrere secondo le aspettative, finché, quella sera sulla terrazza, al suono di una musica lontana, si scoprono le carte: Irene figlia adottiva, vuole un figlio suo, carne della sua carne. Tenendolo stretto vuole ritrovare in lui, i suoi lineamenti, le sue espressioni. Ha sofferto molto la condizione di “figlia adottiva” e non permette che suo figlio l’abbia a ripetere. I quattro giovani si trovano a vivere una situazione paradossale, tragicomica, sul filo di sottili ironie, silenzi, imbarazzi, doppi sensi, perplessità. Si scomodano perfino le sacre scritture, per dimostrare che “si può fare” ed anzi che “già è stato fatto”. Però è una decisione difficile da prendere, e non può essere affidata ad una sola persona. In questo caso, occorre l’unanimità. Soltanto Irene ha un preciso obiettivo, che si propone di raggiungere, ma come convincere gli altri?

Giovedì, 03 Febbraio 2022
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C'È DI PEGGIO?
Commedia di Giampiero Della Nina

Non è frequente, ma può capitare di venire a conoscenza dell’esistenza di una figlia, frutto di un’antica relazione, quasi dimenticata. Rivelarlo o no alla moglie? Romeo decide per il no, ma è questa figlia, Loredana, a prendere l’iniziativa. Romeo, le è stato presentato da sua madre, come collega di lavoro e caro amico di gioventù che vive in Toscana, ma fin dal principio lei ha capito, leggendo le espressioni del viso, il colore della pelle, la forma delle mani, che quello è il suo vero genitore. Resta nella sua convinzione anche quando lui nega di aver avuto una relazione con sua madre e finanche quando Romeo le annuncia che l’esame del DNA è risultato negativo. Loredana si presenta una mattina in casa di lui per invitarlo al suo matrimonio ed è qui che viene a sapere che Romeo è sposato ed ha una figlia, Anna, coetanea. A causa di un iniziale equivoco, la moglie di Romeo, Italia, è scambiata per la domestica, e Loredana, le rivela di essere figlia di suo marito. Mentre Italia vorrebbe non crederle è Anna, sopraggiunta, ad intuire che qualcosa le unisce. Italia si rende conto della loro somiglianza, non soltanto fisica, ma anche per comunanza di abitudini e passioni . Si prepara pertanto ad accogliere l’infedele marito, come merita. Quando Loredana è costretta a confessare ad Anna di essere sua sorella, lei le crede senza indugio, per la simpatia immediata che ha provato nell’incontrarla e perché ha sempre desiderato di avere una sorella. Non resta che ottenere una piena confessione da parte di Romeo, circa la paternità e contenere la furia di Italia che minaccia il divorzio. Per tentare di salvare la famiglia allargata, occorrerà una buona dose di iniziativa, intelligenza e sangue freddo.

Domenica, 30 Gennaio 2022
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GLORIFICA IL PADRE
di Sara Fioretto

Anna è una donna anziana che vive sola, con i suoi “fantasmi” e i suoi segreti. I suoi due figli, oramai adulti, vanno a trovarla ogni tanto ma nutrono verso la madre un evidente rancore motivato dal fatto che quando erano piccoli, lei lasciò il loro padre e lui poco dopo si tolse la vita. In tutti gli anni trascorsi, Guido e Lisa hanno sempre idealizzato il ricordo del padre e colpevolizzato la madre di quel drammatico gesto, finchè un giorno, a un compleanno di Anna, emergono, sferzanti e drammatiche, le verità nascoste. La presenza inaspettata di Mario, ex vicino di casa, da sempre segretamente innamorato della donna, acuirà nei due fratelli livore e rabbia ma indurrà anche la madre a rivelare l'atroce verità per troppo tempo taciuta. Una coscienza improvvisa che sgretolerà i ricordi distorti di Lisa e Guido, edulcorati per anni, dal tentativo materno di proteggerli da una realtà inaccettabile, quella della più inammissibile delle violenze: gli abusi e i soprusi di un padre e marito orco. L'uomo che l'ha ingravidata ogni volta con violenza, l'uomo che l'ha picchiata anche incinta, mortificata, annientata. L'uomo che ha terrorizzato e brutalizzato i suoi figli. Mater dolorosa, Anna, che dà la vita, nonostante la morte perennemente incombente per mano di colui che comunque è il padre di tutte le sue creature, quelle sopravvissute e quelle mai nate, e che la protegge fino al sacrificio estremo di immolare la propria innocenza in nome di quel diritto a loro negato di sentirsi amati. E di sentirsi figli.

Sabato, 29 Gennaio 2022
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LA MUTACIÓN.
En viaje de la Atlántida al Universo
de Stefania Porrino

Un espectáculo sobre el tema de la mutación – histórico, social, pero sobre todo sicológico – y de las resistencias que cada cambio inevitablemente suscitan en quien no está preparado para modificar la propia concepción del mundo. Ambientado en un espacio teatral vacío, el espectáculo consiste en una serie de breves psicodramas (siete cuadros) propuestos a cuatro pacientes-actores por una psicoterapeuta con aspiraciones teatrales: un ejercicio de “reviviscencia”, durante el cual los actores dan vida a una sucesión de momentos históricos en los cuales han sucedido los más importantes cambios de la humanidad. A través de la identificación con personajes históricos o inventados, los pacientes- actores realizan un viaje en el tiempo, desde la época de la mítica Atlántida a la llegada del Cristianismo, del pensamiento libertario de Tommaso Campanella a la revolución francesa y a la feminista, para llegar a la única y verdadera revolución, la interior, con un episodio ambientado en nuestros días, centrado en el desenmascaramiento del falso altruismo y la búsqueda de una auténtica capacidad de amar. Al final de la sesión psicoanalítica, todos – psicóloga y pacientes – se preparan para dejar el teatro – la vida terrestre- para proyectarse a una futura, hipotética civilización interestelar capaz de abrir nuevas perspectivas de evolución a los humanos supervivientes al desastre terrestre. En cada uno de los siete cuadros cambia el medio de transporte: un barco, una biga, un carro, una carroza, un tren, un avión y una nave espacial, para partir de la prehistoria y atraversar el imperio romano, el renacimiento, el setecientos, el final del ochocientos, hasta la utópica era del futuro. El texto publicado en papel por Edizioni Sabinae y en la revista Ridotto editada por la SIAD (número 3-4/2020), está líbremente inspirado en el libro La novela del sentir – Desde Atlántida hasta nosotros, de la misma autora. Ediciones Bastogi, 2003; IkonaLiber, 2014 (e-book) e 2019 (cartaceo).

Sabato, 29 Gennaio 2022
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EL VIRUS BAJO EL VASO
de Stefania Porrino

En época de pandemia, los dos hermanos Teresa y Claudio deciden refugiarse, para huir del aislamiento de la clausura, dentro de su pequeño teatro donde podràn continuar a vivir y a trabajar juntos. Con ellos han llevado a la abuela, grande actriz tiempo atrás, pero que ahora vive en su mundo hecho de recuerdos de teatro, de guiones, apuntadores y un puñado de chistes famosos sacados de El jardín de los cerezos, Las tres hermanas, Otelo, Romeo y Julieta. Los dos hermanos intentan adaptarse a las dificultades de vivir trabajando: Teresa ensaya sus monólogos, Claudio se imagina que dirige una gran orquesta para después acabar componiendo cancioncitas en un piano desafinado. En realidad el gran dolor, la gran ausencia que pesa sobre sus vidas y de la cual es la pandemia la principal culpable es la ausencia del público : ¿para quién actuar, para quién componer música si nadie osa desafiar las peligrosas gotitas virales saliendo de casa para entrar en un teatro? Pero, de repente, todo parece poder cambiar, algo nuevo sucede: con el nuevo Decreto del Presidente del Consejo de Ministros los teatros puede abrir y gracias a la pasión y a la perseverancia de los tres artistas, el público volverá a descubrir la potencia regeneradora del arte.

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