lunedì, 26 ottobre, 2020
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 -di Valeria Minciullo

"Quasi eroi" – idee sul futuro e presentazione della stagione 2020/21 del TEATRO BIONDO DI PALERMO.

 -di Valeria Minciullo

Illustrazione di Enzo Venezia Illustrazione di Enzo Venezia

Una stagione dal titolo evocativo, sulla soglia del pretenzioso, ma con quel “quasi” che riporta all’umiltà (come il teatro, in fondo), quella per il 2020/21 del Teatro Biondo di Palermo. È Quasi eroi – presentata in conferenza stampa il 10 settembre scorso, unitamente alla diretta Facebook – cui sono intervenuti: il presidente del teatro, Giovanni Puglisi; il sindaco della città, Leoluca Orlando; l’assessore al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo della Regione, Manlio Messina, e alle CulturE di Palermo, Mario Zito; e Pamela Villoresi, direttrice artistica del Biondo. Infine, alcuni dei performer e registi che prenderanno parte alla prossima, promettente, stagione.

Si fa ironia, dunque, ma non troppo – visti gli sforzi che richiede la ripartenza – sdrammatizzando l’eroismo anche con le comiche illustrazioni di Enzo Venezia, scelte a rappresentarla sullo sfondo, dove tra i tanti supereroi disegnati, e supereroine, si può riconoscere persino Frida Kahlo.
Sì, perché proprio con Viva la vida – spettacolo interrotto dalla precedente stagione, dedicato alla pittrice messicana – si ricomincia il 21 ottobre. Simbolo di tenacia e determinazione, Frida rappresenta infatti un messaggio di resistenza e rinascita attraverso l’arte, di cui “l’espressione teatro”, oltre ad essere una necessità al pari della scuola – sostiene il presidente Giovanni Puglisi – è anche uno sguardo di speranza che si apre sul domani; la scelta comunica inoltre un’idea di continuità – dice l’assessore Messina – visto che, per i lavoratori dello spettacolo, nulla si è interrotto nei tre mesi trascorsi, se non le esibizioni in teatro, in presenza del pubblico.

Obiettivi e presupposti per la ripartenza

Il Biondo, in tal senso, ha reagito con prontezza, contrastando come ha potuto gli effetti dannosi del lockdown, e proponendo, per tutta la sua durata, una serie di spettacoli in streaming, tra cui proprio Viva la vida (andato in scena il primo giorno di chiusura dei teatri) e diverso materiale d’archivio; inoltre – aggiunge sempre Pamela Villoresi – portando online il debutto di Abbecedario della quarantena, saggio finale degli allievi della Scuola dei mestieri dello spettacolo diretta da Emma Dante, scritto e provato proprio nei mesi di clausura imposta. E una delle novità per questa ripartenza è proprio aver reso la Scuola del Teatro Biondo, non soltanto l’accademia che alla fine dei tre anni formativi rilascerà il suo diploma, ma anche un corso di laurea di primo livello in DAMS. Un invito a restare, dunque, continua la Villoresi, seguendo quello che sembra essere uno degli obiettivi alla base del progetto: il rilancio della sicilianità, l’importanza di creare sinergie sul territorio, e circuiti per le realtà minori che potrebbero accedere così ai fondi per lo spettacolo; infine, un allineamento tra pubblico e privato, poiché i teatri e la cultura appartengono a tutti – afferma Manlio Messina – ricordando, tra gli altri interventi rivolti al settore, il raddoppio del FUS per l’anno 2020.
Sicilianità, si diceva, in quanto il Teatro Biondo vedrà un tripudio di artisti, registi, progetti del territorio, facendosi trampolino di lancio per i propri talenti, e cercando di divenire un piccolo punto di riferimento per la comunità allargata di Palermo e della Sicilia tutta.

Una panoramica sulla stagione 2020/2021

Dopo Viva la vida (tratto da un romanzo di Pino Cacucci, per la regia di Gigi Di Luca e con Pamela Villoresi), sarà infatti la volta del rifacimento di un’opera di Molière, Il misantropo, definito lo spettacolo di punta della stagione, in prima nazionale, e con un cast giovanissimo e quasi tutto siciliano, tra cui figura Davide Cirri, attore e assistente alla regia. Il regista Fabrizio Falco, presente in sala, fa un rapido intervento su questo lavoro, annunciandone i temi portanti, tra i quali spicca principalmente il valore della verità oggettiva, necessaria in un’epoca contrassegnata da fuorviante soggettivismo.
In collegamento su Zoom, poi, l’attrice Galatea Ranzi ci introduce al successivo spettacolo, In nome della madre, un testo particolare e poetico di Erri De Luca, con la regia di Gianluca Barbadori; la vicenda, in questo caso, è incentrata sulla madre per antonomasia, Maria di Nazareth, attraverso un racconto pieno di grazia che parte dal misterioso annuncio e prosegue lungo la mistica gestazione, dando spazio a un altro personaggio, spesso dimenticato: Joseph.
E sarà anche il tempo delle celebrazioni, con lo spettacolo dedicato al centenario della nascita di uno dei più grandi registi italiani, Fellini dream, una performance che mesce teatro e danza, di cui Emiliano Pellisari firma regia e scrittura. Il cast, che prevede le esibizioni dei danzatori della NoGravity Company, è ancora da definirsi, ma vedrà certamente la partecipazione di artisti del luogo, e di Martina Consolo, ex allieva della scuola di teatro del Biondo.
L’anno nuovo si apre invece con Il delirio del particolare, pièce sull’architetto veneto Carlo Scarpa, la cui storia si intreccia con la città di Palermo; uno spettacolo di Vitaliano Trevisan, con Maria Paiato e la regia di Giorgio Sangati.
Un altro talento del luogo, cui si darà spazio, è Marta Bevilacqua, che ha tradotto il testo, assistito alla regia, ed è tra gli attori di Furiosa Scandinavia, Premio Lope Vega 2016, definito dalla critica spagnola tra i dieci migliori spettacoli dell’anno.
E ancora la palermitana Emma Dante porta nella sua città natìa quello che Pamela Villoresi ha definito uno dei suoi lavori meglio riusciti: Misericordia, una favola contemporanea sulla fragilità delle donne, che ha visto una rinnovata collaborazione tra il Teatro Biondo e il Piccolo di Milano.
Uno staff interamente del Sud è quello di Una giornata particolare del danzatore Gregorio Samsa, prima regia firmata da Eugenio Barba, con Julia Varley e Lorenzo Gleijeses, che accenna a questo percorso di creazione iniziato nel 2014 e culminante proprio con l’ultima sessione al Teatro Biondo.
Marzo sarà invece il mese de La pazza di chaillot di Jean Giradoux, testo adattato da Letizia Russo, con Manuela Mandracchia e Giovanni Crippa, e di Piazza degli eroi di Thomas Bernhard, con Renato Carpentieri, ImmaVilla e la regia di Roberto Andò, che presenta il tema della fragile identità europea, dei suoi mostri e del ritorno dell’antisemitismo in Europa; e ancora di Fronte del porto diretto da Alessandro Gassmann, e di un grande classico, Orgoglio e pregiudizio, regia di Arturo Cirillo.
La primavera 2021 vedrà un’alternanza tra contemporaneo, antichissimo e contemporaneo con La classe di Vincenzo Manna, uno spettacolo di ricerca sulla condizione giovanile e la relazione con il diverso da sé e col tempo; Baccanti di Euripide, sulla distruzione e la rinascita, con Vincenzo Pirrotta e la regia di Laura Siringano; e la trilogia Santa Samantha Vs, regia di Rosario Palazzolo e un ensemble tutto palermitano, tra cui figura anche Filippo Luna con La veglia, incentrato sul tema attuale della “trasmissione online”.
La stagione si chiuderà infine, a maggio, con la prima nazionale di Bengala a Palermo, di Daniela Morelli, regia di Marco Carniti e Lucia Sardo come interprete, esito di un laboratorio nei quartieri del capoluogo per conoscere il patrimonio culturale della comunità indiana che vi si è insediata, una delle più vaste d’Italia.

Laboratori e progetti speciali
Non soltanto spettacoli, però, ma anche progetti speciali, in partenza già da questo ottobre, che vedranno la partecipazione di artisti di fama internazionale.
Si parte con The house of us condotto da Irina Brook, figlia dell’ancor più celebre regista Peter Brook, sul fenomeno preoccupante e sempre più diffuso degli Hikikomori, ragazzi che hanno deciso di ritirarsi del tutto dalla vita sociale, rimanendo connessi al mondo solo attraverso la tecnologia. Questo laboratorio non sarà a pagamento, ma al contrario finanzierà coloro che vi parteciperanno, in nome del sostegno agli artisti del domani, adesso più che mai necessario.
Sempre sull’onda di iniziative internazionali, ma al contempo volte a esaltare il capoluogo siciliano, per farne un centro gravitazionale di cultura della regione, sono i due laboratori finalizzati al più grande progetto PalermoWpalermo. A trent’anni dal debutto dello spettacolo di Pina Bausch dedicato alla città, quattro danzatori del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch lavoreranno con gli allievi siciliani selezionati, per una collaborazione che andrà avanti fino alla prossima primavera.
Per chiudere, 100 Sicilie, un meraviglioso progetto in cantiere, ancora in via di definizione e fortemente dipendente dagli sviluppi della pandemia, presentato come un contenitore di letteratura siciliana: da Bufalino a Sciascia, di cui ricorrono nel 2021 due importanti anniversari, fino a uno degli ultimi scomparsi, Andrea Camilleri. In programma, inoltre, un laboratorio su Franco Scaldati, grande poeta e drammaturgo siciliano.

Il teatro in due fasi e speranze per il 2021
La stagione proposta, che si presenta in equilibrio tra classici e modernità, e su progetti fortemente radicati nel territorio, potrà forse trovare un suo disequilibrio solo a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. La Villoresi accenna infatti a due fasi: la prima in cui vigerà ancora l’obbligo di distanziamento, con la chiusura delle sale piccole (destinate ai laboratori) e un pubblico di 200 persone nella grande (che potrebbero diventare 450 andando in deroga); la seconda, dalle feste natalizie in poi, in cui partirà l’abbonamento vero e proprio, sperando che la situazione sanitaria torni alla normalità e che l’anno che ci aspetta sia un po’ meno turbolento di questo, ormai quasi al tramonto.
Ma è forse anche grazie a questi scossoni, che l’arte, come un magma vulcanico, si fa strada tra le crepe e trova spazio per tornare.
Più eroica di prima.

Valeria Minciullo

Ultima modifica il Lunedì, 21 Settembre 2020 10:33

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