venerdì, 30 luglio, 2021
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L'Odissea – di D. Iannacone (Rai 3). -di Francesca Myriam Chiatto

Film documentario "L’Odissea" Film documentario "L’Odissea"

L’Odissea – di D. Iannacone (Rai 3)
Docu – film
Di Domenico Iannacone
Regia Domenico Iannacone, Lorenzo Scurati
Con i ragazzi del Teatro Patologico
Fondatore e direttore artistico Associazione Teatro Patologico Dario D’Ambrosi
Produzione Hangar TV di Gregorio Paolini
Rai 3, 2 aprile 2021

«Sono un po’ matto»: è così che recita la scritta sulle magliette di ogni componente di questo cast straordinario di ragazzi protagonisti del film documentario L’Odissea, andato in onda su Rai 3 la sera del 2 aprile 2021 e non a caso, in quanto giornata dedicata alla consapevolezza dell’autismo. Dal 1992 in via Cassia 472, a Roma, esiste un’associazione denominata appunto Teatro Patologico che oltre ad essere un corso di recitazione, una casa di amicizia, impegno e solidarietà, è davvero molto di più, perché rappresenta, a tutti gli effetti, l’amore e la voglia di andare sempre avanti, nelle sfide della vita e nel percorso di tutti e di ognuno. Questo meraviglioso viaggio nell’universo umano e sociale, oltre che nel mondo del teatro e della rappresentazione, ci porta a scoprire l’infinito stimolo che costituisce per ragazzi che vivono una condizione di disabilità o di disagio psichico, un corso come quello del Teatro Patologico. Vite di tante persone di tutte le età, che si sono incontrate facendo molto spesso di tante solitudini e svantaggi, una compagnia e una spinta verso il bello che la vita, nonostante tutto, può ancora regalare. È teatro nel teatro, è passione, è preparazione accurata di uno spettacolo, L’Odissea di Omero, ma al tempo stesso è anche l’odissea della vita, quella che ogni giorno si trovano ad affrontare questi ragazzi, così come il fondatore Dario D’Ambrosi che mette gioia e talento nel creare, nel realizzare, nell’accompagnare tante esistenze lungo il filo rosso dello spettacolo e della fantasia, regalando loro soddisfazioni, senso e significato per le loro stesse piccole grandi imprese. Nel film, c’è la messa in scena de L’Odissea in una sera d’estate che ci trasporta fuori dal teatro, sul litorale di Ostia, tra la brezza marina e le luci soffuse, con la bravura in primo piano; nel documentario, c’è il racconto di persone che alle telecamere, al pubblico e alla gente narrano la loro storia, la loro vita, spesso fatta di sofferenze e dolori, di periodi difficili, di mancata accettazione o di male fisico, ma che, se sono lì a dirlo a testa alta, può finalmente essere anche e soprattutto una storia di speranza, di riscatto e di bellezza. Il tutto è accompagnato dalla difficoltà oggettiva che vivono i teatri in particolare nella situazione della pandemia e di soggettiva preoccupazione per un teatro come quello Patologico per il quale già di norma mancano i fondi necessari per spingersi sempre oltre la fantasia e concretizzare i progetti in realtà. L’associazione rischia infatti oggi la chiusura: la tristezza di questa frase può solo dare una veloce pennellata su quanta scarsa considerazione venga troppo spesso data alle realtà sociali e territoriali che invece costituiscono fermo punto di riferimento per regalare speranza, per dare legittimità ad ogni individuo in quanto persona ed in quanto essere umano capace, potenziale e con tutte le sue caratteristiche. La chiusura starebbe a significare inevitabilmente l’improvvisa e repentina interruzione di quello che rientra a tutti gli effetti nel progetto di vita e nell’impegno personale di tanti ragazzi che si vedono invece realizzati, apprezzati e valorizzati nella loro passione e nel loro talento. Significherebbe la fine di un luogo – casa, di un mondo che costituisce ancora un punto di svolta significativo, che va tenuto in vita. L’inventiva, la fantasia, hanno bisogno delle risorse e non solo dell’impegno per dare corpo alle emozioni e per realizzare sogni. Proprio come il sogno, di un mondo migliore.

Francesca Myriam Chiatto

Ultima modifica il Domenica, 11 Luglio 2021 06:54

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