mercoledì, 29 giugno, 2022
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BRIXEN CLASSICS 2022. -di Federica Fanizza

Brixen Classics 2022. Foto Brixen Tourismus, Marko Paunović Brixen Classics 2022. Foto Brixen Tourismus, Marko Paunović

E' stato un anticipo di quella che sarà l'intensa attività musicale estiva in questo 2022 nella provincia di Bolzano: Brixen Classics (Musica e Vino) dall'11 al 18 giugno 2022 è uno degli ultimi eventi, in ordine di tempo creati in Alto Adige, dedicati alle note classiche. Giunto alla seconda edizione, dopo un inizio alquanto problematico legato all'emergenza sanitaria del 2021 ma, nonostante tutte le difficoltà di quel momento, si è subito imposto all'attenzione di un pubblico amante la musica classica, con proposte di facile ascolto, divi del canto (nella prima edizione fu presente Juan Diego Florez), attenta collocazione degli eventi sparsi per la città come nei dintorni, e la commistione, sempre di successo, tra cultura e gastronomia, o meglio di percorsi enologici. Musica, quindi, eseguita in varie forme di organico strumentale, inserita sia nel percorso monumentale della cittadina altoatesina tra antiche abbazie, come il complesso monastico di Novacella, la Hofburg, residenza degli antichi Principi Vescovi dell'Sacro Romano Impero di Bressanone che dominavano i passi alpini, o le Ansitz, dimore signorili inserite in un contesto di coltivazioni di vigneti in un territorio ricco di vocazione agricola e salvaguarda del paesaggio, tutti elementi che testimoniano la complessità della storia di questo territorio. Ecco che il cortile della Horfbug, palazzo vescovile, ha ospitato i principali eventi con orchestra, assieme al gala di canto lirico e non è manca la proposta di un'opera in forma di concerto, scelta ricaduta sul raro Franco Cacciatore di Carl Maria von Weber che ha chiuso la rassegna. L'inaugurazione del festival è stata affidata alla lirica, con un gala "A Night at the Opera" una piacevole rassegna di arie d'opera con protagonisti artisti collaboratori al Brixen Classic: il soprano finlandese Camilla Nyluns, assieme al baritono sir Bryn Terfel, nomi poco conosciuti in ambito della lirica italiana, ma voci organiche ai teatri d'oltralpe, all'Opera di Zurigo, Opera di Vienna, Royal Opera House di Londra, Festival di Bayreuth, capaci, per impostazione vocale di percorrere ruoli differenti, da Wagner, a Verdi e Puccini. Così è stato in questa serata inaugurale dell'11 giugno dove l'ampio cortile della dimora vescovile era esaurito da un pubblico variamente composito, fatto di amanti dell'opera, genere purtroppo in regione poco praticato, di rappresentanti del mondo economico e politico che sostiene finanziariamente l’evento, di giovani musicisti, come di turisti, essenzialmente germanici. Sapienti giochi di luci hanno dato risalti alle logge del palazzo che circondano il cortile: del resto Bressanone sta diventando rinomata nell'arco alpino per le storie di Light-design che animano d'inverno la città antica. Con una gestione molto leggera e di intrattenimento con l'alternanza dei due conduttori Anna Zangerle per la parte italiana e Axel Brüggemann, per la parte tedesca, (non esisteva un programma a stampa della serata) si sono succeduti i cantanti accompagnati dall'orchestra del festival, diretta da Daniel Geiss. Attualmente direttore musicale e artistico dell'orchestra da camera di Belgrado, Geiss può vantare un grande esperienza per il mondo in varie rassegne e festival lirici, presente nel 2019 in Italia con il concerto di apertura del 44° Cantiere d'arte di Montepulciano, e musicista attento alla formazione di giovani orchestrali con il progetto Klanglabor, attivato per questa occasione. Questa esperienza di formatore l'ha dimostrata ampiamente della perfetta gestione dell'orchestra internazionale variamente composita e con arie tra Verdi e Wagner e Puccini dal Falstaff, Tannhäuser, Tristano e Isotta, Tosca, come il Coro degli Ebrei del Nabucco, condotto assieme all'esperto direttore di banda e di cori della Val Gardena e zone limitrofe Christian Unterhofer. L’orchestra sotto la guida di Geis ha dimostrato il suo valore soprattutto nel sostegno all'arpa solista di Hannah Stone nel complesso brano di Debussy, Danse sacrée et danse profane, sottolineando il mistero che sottende a questa composizione. In questa occasione è stato assegnato al giovane tenore di Monaco Magnus Dietrich il Young Artist Award by DUKA (impresa di arredi bagno, main sponsor dell’evento). Agli allievi dell'Accademia di Canto, con i musicisti in varie formazioni dell'Orchestra del Festival assieme agli iscritti della locale Scuola Musicale Civica sono stati affidati i vari intrattenimenti musicali in locali pubblici della città (alberghi, caffè, vinerie) come le passeggiate tra le vigne e i masi agricoli in quota: tutto quanto che può essere utile a portare la musica fuori dai luoghi deputati in situazioni non conformi all'abitudine. La tradizione della esecuzione di musica da camera si è mantenuta nel progetto Chamber Delight presso l'austera e monumentale Biblioteca dell'Abbazia di Novacella, con omaggio alla letteratura per quartetto con pianoforte Tardoromantica. Altra eccellenza nella rassegna, quella del violinista britannico Daniel Hope, presenza costante ormai nel panorama musicale altoatesino, a Merano come a Bolzano, che ha incantato il pubblico che ha esaurito la Hofburg con Primo Concerto per violino di Max Bruch, composizione di raro ascolto inserito nel programma intitolato Music fron the New World che comprendeva il preludio da I Maestri Cantori di Norimberga, Anton Dvorak con la Sinfonia Dal nuovo mondo, dove l'orchestra si è espressa al meglio, assieme alle musiche di Miklos Ròzsa dal film di Hitchcock "Io ti salverò", proprio in considerazione della specificità di Hope di farsi interprete trasversale di qualsiasi genere musicale donando come bis "America" da "West Side Story" di Leonard Bernstein e il tema d'amore del monumentale film "Ben Hur" di Miklos Ròzsa. Con un orchestra che si espressa con piena morbidezza di suono e capacità interpretative la fine del concerto è stata accolta da applausi calorosi e ripetute chiamate il palco dei protagonisti dell'evento con un particolare riconoscimento al complesso strumentale, che accompagnerà lo stesso Hope in un tour a Lipsia.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Lunedì, 20 Giugno 2022 13:13

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