domenica, 03 marzo, 2024
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Statuesque e le commistioni artistiche nella serata di gala della Fondazione Milano per la Scala. -di Vito Lentini

"Statuesque" Milano per la Scala .Foto Camilla Canalini "Statuesque" Milano per la Scala .Foto Camilla Canalini

È una delle serate che annualmente segna un momento di condivisione e di memoria di grande prestigio quella che la Fondazione Milano per la Scala propone per i numerosi sostenitori e appassionati di danza e balletto della città. Un’occasione, questa, che nell’ultima edizione torna a riproporre uno dei luoghi di creazione e realizzazione del massimo teatro milanese: i Laboratori Ansaldo del Teatro alla Scala. Ex insediamento industriale delle acciaierie Ansaldo a Milano, questo enorme spazio di 20.000 metri quadrati ospita, com’è noto, la maggior parte delle lavorazioni artigianali degli allestimenti della Scala, come pure una sala prova per il coro e uno spazio scenico per le prove di regia corrispondente al palcoscenico del Piermarini. Un luogo in cui prendono vita i dialoghi tra ragione e immaginazione, tra pensiero ed estro creativo, un luogo scelto quest’anno per ospitare, nel quadro della serata di gala della Fondazione, la traduzione in spettacolo teatrale del progetto video Statuesque commissionato al coreografo Marco Pelle dal Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di NY e Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Washington DC, Fabio Finotti, e registrato all’interno dell’Ambasciata Italiana di Washington DC. Una scelta, quella di proporre questo progetto nei Laboratori Ansaldo, che si palesa opportuna, oltre che vincente, dal momento che recupera e sottolinea l’artistica operosità di coloro che giornalmente in questi laboratori - oltre 150 addetti tra falegnami, fabbri, carpentieri, scenografi, tecnici di scenografia, scultori, sarte, costumiste - indagano empiricamente dialoghi e commistioni artistiche. Sinergie che sembrano attraversare anche il lavoro del coreografo residente del New York Theatre Ballet dal momento che la sua creazione è ispirata ad alcune vette della storia dell’arte come alcuni gruppi marmorei scelti appositamente per questo lavoro. Da Amore e Psiche di Canova, alla Pietà di Michelangelo, dall’Estasi di Santa Teresa d’Avila di Bernini, al Cristo Velato di Sammartino il percorso coreografico scelto da Marco Pelle sottolinea l’urgenza di indagare e sondare la fertile prossimità tra arti che solo apparentemente appaiono distanti ma che, di converso, segnano un confine che può essere valicato con esiti proficui. Pelle dimostra, infatti, che un movimento svincolato dai canoni accademici può rivelarsi occasione preziosa per scoprire estetiche e riferimenti densi di significato in un percorso che ha altresì un valore biografico dal momento che è attualmente in atto un itinerario volto a sondare “una mia personale consapevolezza di cosa significhi creare bellezza”, precisa il coreografo. A sposare il progetto di Pelle per l’occasione milanese sei primi ballerini e solisti d’eccezione, tutti scaligeri: Martina Arduino con Marco Agostino, Agnese Di Clemente con Claudio Coviello, Antonella Albano con Gioacchino Starace e il danzatore ospite Brandon Lawrence, già primo ballerino del Royal Birmingham Ballet e ora del Ballett Zürich. Sotto diversi rispetti e con modulazioni tecniche ed interpretative efficaci la loro è una performance che riflette nel movimento le potenzialità figurative e semantiche delle opere selezionate supportate da brevi filmati volti a richiamare alla mente il riferimento statuario del segmento coreografico proposto.

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Statuesque Milano per la scala. Foto Camilla Canalini

Una serata, quella della Fondazione Milano per la Scala, che concede spazio anche alla memoria tersicorea riletta nella contemporaneità dal momento che ad aprire l’intervento performativo Statuesque è il pas de deux tratto dal secondo atto de Lo Schiaccianoci nella coreografia di Frédéric Olivieri, Direttore del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala, e qui interpretato da due giovani allievi della Scuola di Ballo scaligera.

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Statuesque Milano per la scala. Foto Camilla Canalini

Nella chiusa della serata l’immancabile cena placée, il cui ricavato è destinato sia agli spettacoli che Milano per la Scala sosterrà nel corso della nuova stagione che a borse di studio per l’Accademia Teatro alla Scala. Un’occasione, dunque, per tornare a rimarcare l’ineludibile e prezioso obiettivo di promozione culturale e sociale che la Fondazione seguita a tutelare nelle plurime attività proposte.

Ultima modifica il Martedì, 26 Dicembre 2023 13:54

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