martedì, 15 ottobre, 2019
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MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019 - MATERA CITTÀ APERTA Dal 30 Settembre al 6 Ottobre a Matera

MATERA CITTÀ APERTA
Dal 30 Settembre al 6 Ottobre a Matera

Matera Città Aperta è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019
Prodotto con IAC Centro Arti Integrate

Quando tutto inizia. Nel 2017 la Fondazione Matera - Basilicata 2019 pubblicò il bando per la gestione di alcuni progetti che sarebbero entrati nel programma ufficiale di Matera Capitale. Eravamo un po' indecisi, era un'occasione da non perdere, un trampolino che ci avrebbe fatto fare il famoso salto, o al contrario che ci avrebbe potuto fatto fare una rovinosa caduta al suolo o sul palco. Dopo due anni di lavoro possiamo dire che il trampolino non esiste, più che altro esistono delle scale da salire lentamente, come quelle che tagliano le stradine dei Sassi della città di Matera. L'ascesa verso una qualità migliore della propria proposta artistica è lenta e non arriva all'improvviso.

Chi siamo. IAC Centro Arti Integrate: lavoro sul territorio, crescita delle persone che ci vivono e sviluppo di un pensiero e una tradizione teatrale e artistica è ciò che ci sta più a cuore.
Siamo nati nel 2010, i fondatori sono Nadia Casamassima e Andrea Santantonio che, dopo una lunga militanza in una compagnia teatrale di città, il Teatro dei Sassi hanno deciso di prendere un percorso autonomo. Abbiamo scelto la nostra casa, il centro nevralgico delle nostre attività, in una strada al confine tra la città antica e quella nuova, nel quartiere Casalnuovo nei Sassi, quando ancora non era molto conosciuta. Ci eravamo innamorati da tempo di uno spazio che aveva fatto la storia della comunità del quartiere e anche della città; un vecchio frantoio, chiuso perché non rispettava più le normative europee. Lì si produceva una delle cose più importanti: l'olio, l'oro della comunità, attorno al quale c'è sempre stata una tradizione di scambio, di cura e di confronto tra le persone. Volevamo dare continuità a quella tradizione, trovare un fluido che potesse creare un legame tra le persone della città, che potesse costituire un patrimonio su cui investire non per accumulare denari ma per generare ricchezza intellettuale: il teatro.

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Negli anni abbiamo lavorato moltissimo sia con una declinazione marcatamente sociale, coinvolgendo persone che avevano una condizione di disagio, anziani, minori migranti, minori a rischio, utenti psichiatrici; sia portando in vari luoghi della città e della Basilicata spettacoli di teatro contemporaneo. Abbiamo creato un festival che è una grande utopia, Nessuno Resti Fuori: giriamo nei quartieri meno turistici e facciamo teatro, allestiamo grandi e piccoli palchi per grandi e piccoli spettacoli, invitiamo esperti, coinvolgiamo gli abitanti e proviamo a dare colore alle strade e le piazze. Un'utopia, dicevamo, un modo per affermare che per noi il teatro è ancora rivoluzione, che, se vuole, coinvolge le persone e cambia i connotati degli spazi, e dà una scossa alle abitudini delle persone.
Questo è già praticare una città aperta. Ma non ci bastava!

Tornando al bando della Fondazione Matera – Basilicata 2019, la sfida era quella di creare un progetto nuovo che riuscisse a dare la scossa anche alle nostre abitudini.
Il programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 è organizzato in cluster tematici, quello in cui è inserito il progetto Matera Città Aperta è utopie e distopie.
Come detto, il nostro percorso di costruzione di utopie era, e resta, un caposaldo da cui non ci spostiamo. Al contrario, non ci eravamo mai trovati a dover pensare di praticare un percorso distopico. Ma che significa esattamente dare vita ad una distopia?

Abbiamo cominciato a vedere in Matera Città Aperta la possibilità di fare un esercizio diverso, raccontare in modo ironico e un po' cinico, come potrebbe essere la città se alcuni atteggiamenti di chiusura tipici di questo momento storico fossero portati all'eccesso.

Matera città aperta - Matera città chiusa. Ci abbiamo lavorato a lungo, alla fine la proposta è stata: ragioniamo sui temi della diversità, costruzione di barriere, esercizio del potere, ma anche accessibilità, inclusione, abbattimento e superamento di confini; facciamo uno spettacolo in cui nell'arco di una settimana nella piazza centrale della città costruiamo un Muro.

Il 2019 è il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino; allo stesso tempo assistiamo all'infrangersi del sogno di Europa, la caduta delle frontiere, la libera circolazione delle persone e dei saperi. Negli ultimi venti anni sono stati costruiti molti nuovi muri nel mondo per difendere vecchi confini e vecchi modi di pensare. Dal Muro del Messico, al muro nei Balcani; ancora i muri costruiti a Lima, in Perù, a Rio de Janeiro, Brasile e decine di altri.

La domanda che ci siamo fatti è stata: quando parliamo di Europa, di cosa stiamo parlando? Una regione geografica da molti difesa e da altri aggredita, da molti desiderata e da altri rifiutata.
Allora abbiamo provato a raccontare come sarebbe se quei muri che per ora sono lontani dalle nostre vite, si avvicinassero, se arrivassero nelle nostre piazze, nelle nostre strade, nelle nostre case. Uno scenario distopico appunto, in cui a decidere se possiamo andare a comprare il pane o a trovare la nostra famiglia non siamo noi, ma qualche algoritmo che per ragioni inaccessibili stabilisce che abbiamo il profilo di quelli che non possono passare.

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Dal 30 settembre al 6 ottobre nella piazza principale della città tracceremo una linea che la divide in due parti. Nei giorni successivi la separazione diventerà materiale, crescendo fino a trasformarsi in un limite invalicabile, un muro che racconta le contraddizioni in cui viviamo.
Uno spettacolo costruito ad episodi che si sviluppa nell'arco di una settimana.
La Città viene coinvolta in una provocazione distopica, con l'intento di costruire, nel tempo, nuove visioni utopiche.

Matera Città Aperta è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto da IAC Centro Arti Integrate e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019.

Partner
C-Fara | Corps Citoyen | New Art Exchange | PAV | Polo Museale di Basilicata | Ravenna Teatro

Credits
Regia: Andrea Santantonio
Assistente alla regia: Anna Serlenga
Con: Lilia Ben Romdhane, Rabii Brahim, Nadia Casamassima, Alessandra Crocco, Annamaria D'Adamo, Alessandro Miele, Alì Sohna

E con il Corpo Cittadino: Mariachiara Chiancone, Maurizio Cicchetti, Giada Cipriani, Annamaria Cristiano, Anna Gravela, Kheireddine Guellour, Eustachio Guerricchio, Giovanna Lauria, Antonio Lifranchi, Irene Lisanti, Concetta Lo Scalzo, Giulio Losignore, Silvia Manicone, Marolina Marrone, Anna Rosa Matera, Ferdinando Mazzitelli, Angela Mitidieri, Giovanni Nuzzi, Nunzio Papapietro, Vita Pisciotta, Vittoria Rondinone, Claudio Rubino, Eleonora Rubino, Amelie Santantonio, Matilde Santantonio, Nadia Scalcione, Rosa Scalera, Barbara Scarciolla, Mariella Venezia

Coordinamento: Nadia Casamassima, Andrea Santantonio
Drammaturgia: IAC Centro Arti Integrate
Testi : Andrea Santantonio, Erica Z. Galli e Martina Ruggeri di Industria Indipendente con l'accompagnamento artistico di Azar Mortazavi
Consulenza artistica: Andrea Porcheddu
Installazione artistica e scenografica: Soyoung Chung
Video: Valerio Rocco Orlando
Musiche: Teho Teardo
Musiche in scena: Tommaso di Marzio, Costantino Temerario, Pasquale Nicoletti
Azioni Coreografiche: Daniele Ninarello
Creazione luci: Vincent Longuemare
Direzione Tecnica: Joseph Geoffriau
Tecnici di scena: Luca Pagliano, Franck Jerry Tchagou
Assistenza tecnica: beneficiari progetto SPRAR del Sicomoro
Costruzione scenografie: Giandomenico Palazzo
Comunicazione: Dario Colacicco
Coordinamento laboratori e documentazione: Debora Russo
Organizzazione: Giusi Mingolla
Amministrazione: Marica Girardi, Paola De Lorenzo
Foto: Luca Centola
Documentazione video: Kiana Tajammol
Grafiche: Mariarosaria Di Gregorio

Più info: www.matera-basilicata2019.it

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Ultima modifica il Martedì, 08 Ottobre 2019 08:34
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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