domenica, 20 giugno, 2021
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CENTRALE FIES: Centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee. Le aperture periodiche della ricerca permanente di Centrale Fies dal 28 maggio 2021

CENTRALE FIES
Centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee
Le aperture periodiche della ricerca permanente di Centrale Fies dal 28 maggio 2021

Dal 28 maggio Centrale Fies apre al pubblico alcuni momenti legati ai suoi processi annuali di ricerca e articola fino a dicembre, diverse pratiche performative contemporanee, trasformandole in momenti live, online e onlife.

Per tutto il 2021 verranno condivisi pubblicamente gli esiti della sperimentazione di nuove modalità di progettazione orizzontale, di curatele esplose e di affondi su specifici temi e assi storici della ricerca di Centrale Fies, diretta da Dino Sommadossi, che finalmente trovano lo spazio più adatto senza i compromessi della kermesse estiva.
Non più la separazione netta tra lavoro e ricerca durante l’anno e programmazione festivaliera del mese di luglio, ma un dispositivo che apre al pubblico precisi segmenti di lavoro nei giorni in cui questo già vive e prende forma all’interno del centro. Il pubblico avrà la possibilità di vedere da vicino prove aperte, produzioni, performance, exhibit, e di fruire gli incontri sulle linee di lavoro e sulle politiche culturali. 

Gruppo LW vol.7 sala comando. Foto Roberta Segata

Il calendario delle attività aperte al pubblico di Centrale Fies ha come protagonista una board curatoriale fluida, composta da curatori e curatrici, sociologhe/i, artiste/i, ricercatrici/i formata da Barbara Boninsegna, Simone Frangi, Claudia D’Alonzo, Filippo Andreatta, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Denis Isaia, Justin Randolph Thompson e la curatela esecutiva di Maria Chemello. E quest’anno vede la presenza dell’artista Marco D’Agostin a curare un progetto speciale.

Continuando a discostarsi da un pensiero eurocentrico, e lavorando sul riconoscimento e sull’agevolazione all’entrata nel mondo delle pratiche performative di artiste/i provenienti da tutto il mondo, nasce, all’interno di LIVE WORKS – Free School of Performance, la Agitu Ideo Gudeta Fellowship, pensata per dare spazio ad artiste/i e che si identifichino nelle categorie di «soggetti razzializzati, soggetti appartenenti a minoranze etniche, soggetti con background migratorio». A curare la prima edizione di questa borsa di studio unica in Italia, insieme a Barbara Boninsegna e Simone Frangi ci sono Mackda Ghebremariam Tesfau’, sociologa, ricercatrice e attivista dell’associazione Il Razzismo è una Brutta Storia, e Justin Randolph Thompson, artista e direttore di Black History Month Florence. Razzismo Brutta Storia, Centrale Fies e BHMF nominano questa Fellowship ad Agitu Ideo Gudeta, vittima di un femminicidio arrivato a interrompere una vita di lotta e forza, dedicata a una pratica ecologica illuminata, alla giustizia sociale e al rispetto delle altre così come allo sviluppo di un’economia di montagna immaginata in un’ottica visionaria, coraggiosa e controcorrente. Un modo per rendere più fruibile l’accesso alla formazione e al circuito dell’arte contemporanea a persone che per ragioni materiali e simboliche, ne sono strutturalmente escluse.

SAGA. Foto Alice Brazzit courtesy l'artista

Il 28-29-30 maggio apre al pubblico THANK YOU FOR COMING, pensato da Barbara Boninsegna e Marco D’Agostin come un dolce rituale di ritorno alle pratiche “live”. La programmazione di performance, talk e concerti si articola attorno a SAGA, il nuovo progetto di Marco D’Agostin che negli spazi di Centrale Fies affronterà gli ultimi passi prima del debutto parigino previsto per giugno. Spettatori, artisti e relatori sono chiamati ad abitare gli spazi di Centrale Fies come luogo di possibili incontri, riabituandosi lentamente ai corpi degli altri e riallenando lo sguardo e l’ascolto dopo un lungo inverno. La programmazione, che procede per echi e rimandi attorno a SAGA, un lavoro coreografico che attraverso il canto corale, la danza e il dispositivo scenografico apre una riflessione ampia e porosa sulla parentela e sul passare del tempo, prevede una serie di appuntamenti che riflettono a vario titolo sulla necessità di creare legami tra esseri viventi, offrendo strumenti, punti d’osservazione, esperienze e luoghi di riposo. Le artiste/i che prenderanno parte a questo progetto ambizioso sono Filippo Michelangelo Ceredi, Alessandro Sciarroni, Chiara Bersani, Elena Giannotti, Jérome Bel/Laura Pante, Emanuele Coccia, Emilia Verginelli, Alessandra Eramo, Zimmerfrei, Marco D’Agostin, F. de Isabella, Carlo Capello, Ivo Dimchev. “Sarà come aprire le pagine dei miei quaderni di lavoro – racconta Marco D’Agostin - invitando gli spettatori alla visione e all’ascolto delle opere che abbiamo scelto come se fossero un coro di voci che per un breve tempo provano ad accordarsi attorno ad alcune questioni, suggerendo un modo di stare assieme”. “Allo stesso modo Centrale Fies - prosegue Barbara Boninsegna - sceglie di svelare parti di sé fondanti e di rinegoziare un nuovo rapporto con un pubblico inevitabilmente mutato e in perenne tensione tanto disponibile all’ascolto quanto necessitante di qualcosa in più.”

Thais Di Marco Blood Showe. Foto Roberta Segata courtesy Centrale Fies

Dal 9 al 13 giugno per il Live Works SUMMIT 2021, a cura di Barbara Boninsegna e Simone Frangi, si incontreranno i fellows della edizione 2020-2021 con i nuovi sei selezionati per la nona edizione 2021-2022: Sergi Casero Nieto, Gabriele Rendina Cattani, Selin Davasse, Joannie Baumgärtner, Ivan Cheng, Ada M. Patterson & Clementine Edwards; a loro si aggiunge Silvia Rosi, selezionata per la prima edizione dell’Agitu Ideo Gudeta Fellowship. Ad accoglierli un periodo di residenza collettiva e di free school focalizzato sulla ricerca e lo studio, tenuto dai resident curator, Mackda Ghebremariam Tesfau’ e Justin Randolph Thompson, e da tre speaker Krystel Khoury -dramaturg e Direttrice ISAC, Kathryn Weir -Direttrice del MADRE, Onyeka Igwe -artista visiva.
L’apertura al pubblico verrà accompagnata invece dalle performance dei fellows 2020 Thais Di Marco, Harilay Rabenjamina, Giulia Crispiani & Golrokh Nafisi, Olia Sosnovskaya, Göksu Kunak, Buenos Tiempos, Int. (Marnie Slater & Alberto García del Castillo), Noor Abuarafeh; e da un programma di ex alumni e alumne della piattaforma LIVE WORKS, artiste/i che tornano a Fies nei formati più differenti: live, espositivi e cinematografici a ribadire la transdisciplinarietà della piattaforma: Astrit Ismaili, Dina Mimi, Mohamed Abdelkarim, Madison Bycroft, Ursula Mayer, Jacopo Miliani, Julie Béna.
Accanto a loro, in un formato espositivo vivo e abitabile gli artisti Josèfa Ntjam e Joar Nango, che reinventeranno l’intera Sala Comando. La prima giornata di LIVE WORKS SUMMIT 2021 sarà gratuita e interamente dedicata all’artista australiana Madison Bycroft.

Il primo weekend di luglio (1-2-3 luglio), Centrale Fies ospita il kick off meeting di APAP, la rete europea dedicata alle Performing Art con il nuovo progetto Feminist Futures, che include 20 artiste/i e 11 istituzioni tra festival, teatri nazionali, centri di produzione e di residenza. Rete d’ispirazione femminista, APAP immagina futuri femminismi ripensando i corpi; i nostri, gli altri, quelli più fragili, quelli animali, quelli vegetali e anche quelli che scordiamo esserlo come l’aria, l’acqua o la terra stessa. Il pubblico potrà assistere a dibattiti e incontri, a performance di artisti internazionali prodotti e sostenuti dalla rete APAP, così come alle produzioni degli artisti e delle artiste che in quest’anno si sono fatti curare e si sono presi cura di Centrale Fies, abitandone gli spazi e creando un tempo dove lo studio, la ricerca, la qualità e il confronto hanno trasformato gli spazi della Centrale in un campo-base perennemente attivo quali Anne Lise Le Gac, Chiara Bersani, Tatiana Julien, Eva Geatti, Michikazu Matsune, Harun Morrison, OHT, Sotterraneo, Jacopo Jenna/Sotterraneo e Kate McIntosh.

In arrivo a settembre la parte di ricerca praticata assieme ad accademie e università iniziata cinque anni fa: percorsi dedicati all’alta formazione e all’apertura al pubblico dei risultati,
A vivere le sale di Centrale Fies per l’inizio ufficiale del loro anno accademico, docenti, studenti e studentesse dell’Académie Royale des Beaux-Arts - Ecole supérieure des Arts (ArBA-EsA) di Bruxelles / ISAC, il corso di danza, movimento e arti visive.
Come ogni anno le prime lezioni teoriche e pratiche si terranno negli spazi di Centrale Fies.
Mentre con Università Iuav di Venezia, Fondazione Onassis di Atene e Collettivo Ebano di Lisbona verranno mostrati i primi esiti del nuovo progetto europeo titolato “Pass the MIC, Decolonizzare l’educazione attraverso l’arte”, dove il potere emancipatore delle arti performative, intrecciato alla ricerca etnografica e alla curatela artistica, verrà utilizzato per contribuire a decolonizzare l’educazione attraverso un modello educativo altamente innovativo, che vedrà coinvolte scuole superiori, professionisti dell’arte contemporanea e università.

Giulia Crispiani e Golrokh Nafisi. Foto Roberta Segata courtesy Centrale Fies

*Centrale Fies è un centro di ricerca e produzione delle arti performative contemporanee situato all’interno di una centrale idroelettrica di inizio novecento, in parte ancora attiva, proprietà di Hydro Dolomiti Energia.
Il progetto, avviato nel 1999 da Barbara Boninsegna e Dino Sommadossi con la Cooperativa il Gaviale sull'esperienza del festival drodesera (nato nel 1981), è di fatto una vera e propria impresa culturale la cui attività è connotata da un modello di sostenibilità ibrido, cui concorrono contributi pubblici e privati. Sede di Live Works - Free School of Performance, esempio pioniere di rigenerazione industriale a fini culturali e attivatore di progetti e public program atti a potenziarne ulteriormente le pratiche, gli assi, le politiche e le filosofie. Centrale Fies mette a disposizione di artisti e artiste, di un territorio e di una politica culturale in continua evoluzione, una board curatoriale fluida composta da curatori e curatrici, sociologhe/i, artiste/i, ricercatrici/i. Centrale Fies è il primo esempio in Italia di recupero di archeologia industriale a fini artistici e culturali all’interno del quale si rinnovano le sperimentazioni su pratiche, modalità e processi produttivi legati alle residenze artistiche (anche family friendly!) e alle arti performative.

Sito www.centralefies.it
Facebook Centrale Fies_Art Work Space
Instagram Centrale Fies Art Work Space

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Ultima modifica il Giovedì, 13 Maggio 2021 13:13

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