lunedì, 14 ottobre, 2019
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DRESDA E LE "VISIONI" DEL 42° MUSIC FESTIVAL 2019. -di Vito Lentini

Dresden Music Festival. Foto  Oliver Killig Dresden Music Festival. Foto Oliver Killig

Dresda e le visioni del 42° Music Festival
di Vito Lentini

Nei grandi contesti urbani talvolta si riscontra un ricco ed articolato tessuto culturale dipeso, nella maggior parte dei casi, dal florido intreccio di corsi storici che non di rado alimentano e arricchiscono il fervore artistico e sociale dell'urbe. Sotto questo rispetto la città di Dresda si colloca in tale alveo tematico dal momento che, com'è noto, urla lapalissianamente il portato e il reticolo di un lungo e molteplice sviluppo inglobato nei cardini della storia culturale e artistica del Paese. Rispolverando velatamente questi temi la nuova edizione del Dresden Music Festival ha scelto il motto Visions richiamando e tributando onori al centenario del Bauhaus. Una scelta, questa, che negli intenti del Direttore artistico Jan Vogler si inscrive nella prospettiva del dialogo fertile tra le arti e le tradizioni affrancate da confini e segmentazioni che, di converso, non agevolano la scoperta e la fruizione di visioni nel reiterato riferimento al corso storico. "Ciò che manca alla nostra società è la visione - spiega il Direttore artistico -. La cultura, le arti, la musica possono essere precursori, aprendo la strada ai loro tempi. In questa edizione commemoriamo la fondazione del Bauhaus nel 1919. L'idea di portare stile, buon gusto e qualità in tutti gli ambiti della vita mi ha sempre ispirato. Durante il festival del 2019, ogni concerto in sé è una creazione che promette un'esperienza musicale particolarmente profonda e visionaria, ispirata alla visione Bauhaus".
In questa prospettiva ci siamo accostati al concerto del pianista russo Nikolai Tokarev presso l'Albertinum della città in un programma che affiancava Čajkovskij a Musorgskij. Dell'amatissimo ed elegante primo compositore russo in esecuzione la rassegna delle dodici miniature Le Stagioni composte nel medesimo lasso di tempo che Čajkovskij dedicò alla composizione del Lago dei cigni. Con Tokarev emerge poderosamente l'afflato e la grazia di cui sono pregni i capitoli dell'opera commissionata dall'editore Nikolay Bernard: degna di menzione, in particolare, l'esecuzione di Febbraio: il Carnevale, Giugno: Barcarola, Ottobre: Canto d'autunno e l'irresistibile Tempo di Valse concesso al mese di Dicembre. A seguire, nella seconda parte del concerto, è dato spazio al secondo compositore russo in programma e ai suoi Quadri da un'esposizione. L'esecuzione, corredata dalla proiezione in video di immagini evocative del gioco scenografico di colori e forme concepito da Kandinsky per la nota produzione teatrale che ebbe luogo al Frederich Theatre di Dessau nel 1928, giovava delle abili prodezze di Tokarev nel riconsegnare l'irrinunciabile visionarietà che identifica e struttura la composizione.

Helene Grimaud  Mat Hennek Dg

Fra gli eventi seguiti è, altresì, da segnalare un concerto di assoluto prestigio che ha avuto luogo al Teatro dell'Opera per un itinerario che sposava sensibilità e poesia nelle superbe doti di espressività della pianista francese Hélène Grimaud. Un recital pianistico, quello pensato per l'occasione, che ha avuto il merito di alternare celebri visioni della storia della musica con pagine meno note del repertorio pianistico: dal contemporaneo compositore ucraino Valentin Silvestrov con le sue Bagatelle alla prima Arabesque di Debussy per giungere alle profondità della quarta Gnossienne di Satie in cui sembrano riecheggiare le nuances della Raymonda di Glazunov, con particolare riguardo all'ultima variazione della protagonista nella chiusa del balletto. In prosieguo è concesso spazio a Chopin con il Notturno n. 19, la Mazurka n. 4 e la Grande Valse brillante n. 2 in cui è ravvisabile un velato racconto in bilico fra intimismo e lene abbandono alla danza. Nella seconda parte del concerto il ciclo Kreisleriana di Schumann è un'occasione preziosa per la pianista francese: virtuosismi e tecnica infallibile sono i tratti che emergono con indubitabile pregnanza per un'artista che può contare, anche qui, sul plebiscitario consenso.

Dresden Festival-Orchestra Oliver Killig

A completamento del nostro sguardo critico sul Festival un concerto al Palazzo della Cultura: un luogo versatile che ospita, oltre la nuova biblioteca centrale, anche una sala da concerto acusticamente di alto livello. A dirigere le pagine di Mozart, Petitgirard e Bartók il Direttore rumeno Cristian Măcelaru alla guida della Dresdner Philarmonie e impegnato, in apertura, con il Concerto per flauto, arpa e orchestra KV 299 del compositore austriaco. Gradevolissimo il dialogo dell'arpa - affidata a Marie-Pierre Langlamet - con il flauto di Emmanuel Pahud e l'orchestra in una dialettica che abbraccia le pennellature della misurata galanteria. A seguire il Concerto per flauto, arpa e orchestra "Dilemme" di Laurent Petitgirard composto nel 2016: ad un iniziale e spigoloso percorso tra le note segue il vigore ritmico nelle sezioni centrali che sembrano proiettare l'incedere verso un'auspicata e conquistata pienezza di condivisione con l'orchestra. Nella chiusa il Concerto per orchestra di Béla Bartók: piacevolissimo il quarto movimento Intermezzo interrotto. Allegretto vissuto nell'ampio e appagante riferimento all'arte coreutica.
Sono questi alcuni dei tratti peculiari della 42° edizione del Dresden Music Festival che nelle visioni ha ravvisato il fulcro di un tema capace di svelare un ricco e articolato pensiero di apertura, sconfinamento e fertile selciatura di percorsi scevri da stantie occlusioni. Se la musica è luogo visionario in cui l'incontro di insolite combinazioni e proficui intrecci guadagna spazio generando ineludibili ampiezze allora si può certamente sostenere che l'edizione appena conclusasi del Dresden Music Festival - con i suoi 58.000 spettatori e i 1.500 artisti coinvolti - continua a riconfermare la città di Dresda e il suo festival quali realtà culturali europee di prima grandezza per l'irrinunciabile necessità di parlare all'umano, senza deroghe.

Ultima modifica il Domenica, 15 Settembre 2019 06:00

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