lunedì, 28 settembre, 2020
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54° Edizione del FESTIVAL TEATRALE DI BORGIO VEREZZI, "TOILET", regia e interpretazione Gabriele Pignotta. -di Roberto Trovato

"Toilet", regia e interpretazione Gabriele Pignotta "Toilet", regia e interpretazione Gabriele Pignotta

TOILET
di Gabriele Pignotta
Regia e interpretazione dello spettacolo: Gabriele Pignotta
Aiuto regia: Julia Ciccarelli
supervisione artistica e acting coach: Cristina Vaccaro
Musiche originali: Stefano Switala
Scene: Tiziana Liberotti
Produzione: Artisti Associati
Direzione Artistica: Walter Miramor
Borgio Verezzi, Piazzetta S. Agostino, 10 e 11 agosto 2020

La 54ma edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi, diretto artisticamente da Stefano Delfino, quest’anno propone in 15 serate, dal 24 luglio al 23 agosto, 11 spettacoli. Dopo il testo d’esordio, Parlami d’amore Mariù, seguito nell’ordine da Tipi; A letto dopo Carosello; Ulisse e Noi siamo voi. Votatevi! Al sesto spettacolo presenta Toilet, scritto, diretto e interpretato in maniera eccellente da Gabriele Pignotta.
L’atto unico, il cui esordio è avvento al Teatro 7 di Roma nell’aprile 2019, vede l’attore, capace di alternare felicemente lavori per il cinema, il teatro e la televisione, misurarsi con una tragicommedia pop dalle sfumature malinconiche per ridere con disincantata amarezza dell’uomo e della società. Unico protagonista di questo copione spigliato, folto di battute esilaranti e della durata di 70 minuti, è il responsabile d’azienda, Flavio Bretagna, schiavo del consumismo e della tecnologia. Dopo un lungo viaggio in automobile l’uomo ha necessità di una pausa. Per questo, presa una deviazione, entra sempre col telefono all’orecchio nel bagno di una piccola e anonima stazione di servizio collocata in una strada secondaria di provincia. Stanco e distratto e per di più costantemente impegnato al telefono, non riesce a memorizzare il luogo in cui si trova anche perché il GPS non funziona. Al momento di uscire dalla toilet, di qui il titolo della pièce, la porta inopinatamente non si apre. Bussa e grida inutilmente perché l’area di servizio è abbandonata. Le telefonate sono le autentiche protagoniste dello spettacolo, che è caratterizzato da un ritmo frenetico. Mano a mano che l’azione procede cresce la tensione del protagonista intrappolato nello squallido ambiente in cui è suo malgrado recluso per 3 giorni. Lo spettacolo fa riflettere per un verso sulla fretta che caratterizza la nostra esistenza quotidiana che ci fa trascurare amicizie e sentimenti, e per l’altro sulla dipendenza che abbiamo dai media, e in particolare dai cellulari, che ci creano una sorta di seconda vita, facendoci perdere i rapporti umani con colleghi, amici e genitori. L’idea originale alla base di questo gradevole testo è quella di essere, come ha dichiarato lo stesso Pignotta, “una sorta di thriller comedy” che si gusta tutto d’un fiato, permettendogli di mettersi in discussione come attore al servizio della narrazione di un episodio inusuale che coniuga divertimento e incubo.
Ispirato ad una storia vera, lo spettacolo si fa apprezzare dal pubblico per la freschezza e modernità del linguaggio e il rilievo dei contenuti. L’intrigante pièce, il cui stile lo apparenta ad altri testi teatrali del poco più che quarantenne autore, che tre anni fa aveva diretto nel suo Non mi hai più detto ti amo Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, oltre ad unire con sapienza le vicende di un personaggio quotidiano, pone inquietanti domande sul potere crescente dei nostri mezzi di comunicazione. Lo spettacolo ha un buon ritmo per l’indubbia agilità e incisività del copione. Le battute a tratti esilaranti, l’azione scenica lineare e la regia sicura concorrono alla realizzazione di un testo teatrale convincente, scandito come è da momenti di misurata comicità. Nel contempo però il copione di Gabriele Pignotta trasmette nello spettatore un’atmosfera di suspence per il desiderio dello spettatore di sapere come la vicenda andrà a finire. Interessante è anche l’attenta introspezione psicologica del protagonista intrappolato nel bagno di un autogrill abbandonato. Ad un certo punto il protagonista, incredulo, spaventato e stupefatto, esclama nella speranza che tutto non sia vero. “Oh, ditemelo che sto sul set di Black Mirror”. In un’intervista Pignotta ha dichiarato di avere voluto scrivere un testo a metà strada tra la versione comica del film del 2001 Cast Away con Tom Hanks e Black Mirror, fortunata serie televisiva britannica. La buona riuscita del copione deve molto non solo alla scrittura sciolta ed equilibrata, ma anche alla colonna sonora composta con bravura da Stefano Switala e alla recitazione convincente e mai sopra le righe dell’unico attore in scena. Divertente e appassionante lo spettacolo deve molto anche alla scenografia realistica di Tiziana Liberotti che crea in maniera sobria un bagno di una piccola stazione di servizio con pochi oggetti: due orinatoi, uno dei quali è fuori uso, un carrello per le pulizie, un rubinetto dal quale escono poche gocce d’acqua, un appendi panni e alcune scritte, più o meno oscene, sui muri. Un ruolo importante nella vicenda viene giocata dal telefonino del protagonista e da un pacchetto di caramelle che egli trova nel suo zaino. Lo spazio ristretto in cui l’azione si dipana materializza a poco a poco le inconsce paure del protagonista. Egli ricorre a buffe e ironiche strategie per rimanere lucido nell’attesa di potere finalmente uscire. Le trovate dell’istrionico interprete trasmettono nel pubblico accanto al divertimento un senso di agitazione e inquietudine. Nel tentativo di uscire dal bagno l’uomo parla ininterrottamente al telefono dapprima con la sua segretaria, poi con un maresciallo dei Carabinieri e infine con altre persone fra le quali vi sono gli autori di due scritte sulle pareti dell’anonimo bagno nel tentativo di individuare il luogo preciso in cui egli si trova. Alla fine poco prima che i Carabinieri lo liberino tutto si risolve felicemente. Un suo video messaggio susciterà l’interesse immediato da parte di un’importante emittente televisiva nazionale per cui l’azienda in cui lavora si farà una grande pubblicità. I propositi di cambiamento della sua esistenza con la dichiarazione d’amore alla segreteria Marta e con la ripresa di contatti con i genitori fatte poco prima vengono così messi da parte.

Roberto Trovato

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Agosto 2020 09:32

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