lunedì, 26 ottobre, 2020
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MATERA: Festival So Far So Close 2020 - "Solo Goldberg Variations", di e con Virgilio Sieni ed Andrea Rebaudengo. -Marco Ranaldi

Festival So Far So Close 
Solo Goldberg Variations

Di e con Virgilio Sieni ed Andrea Rebaudengo
Piazza Municipio, Venosa (PZ) 18 Settembre 2020

E’ eterno il tempo che definisce lo spazio fisico e lo spazio interiore. In una piazza di un punto della Basilicata, Venosa, un breve palco e un pianoforte ricalcano quello che è il senso attuale di essere cittadino spettacolare, ovvero essere cittadino che crea arte per se e per la comunità. In quella che è la risultanza di un progresso che ci ha portati dopo tanto tempo ad una sorta di non borghesia del messaggio culturale. Virgilio Sieni è colui che sa spronare l’occhio che guarda e l’orecchio che sente a quelle dimensioni che non sono del senso comune, che non sono del tempo corrente. Egli sa muovere se stesso e lo spazio intorno ad esso con quella movenza antica che era di coloro che guardavano oltre, che sentivano oltre lo scibile umano. La sua eterna gestualità e quella innata ricerca di dimensione fanno del Bach moviment una cornice perfetta per sentire il mondo che non sentiamo. Solo Goldberg Variation che è la mossa più spettrale ed enigmatica creata da Johann Sebastian Bach, nel gesto di Sieni diventa più di ciò che è dentro l’universo del suo autore. Egli plasma Bach come se fosse un antico condottiero di sentimenti. Nel suo orientale svolgersi in movimento egli cerca la sorte che dovrà toccare a chi si accosta a tale capolavoro di magnificenza sonora. E anche visiva quindi. Ecco dove Sieni sa. Recupera le immagini dei capolavori del cinquecento pittorico, recupera con il pianista Andrea Rebaudengo il sonoro materno, il sonoro vissuto, il sonoro inconscio. Ed è in questo che l’arte performativa del cittadino Sieni diventa arte del popolo, pensiero sociale e marxista di una dimensione che non ha nulla di borghese. E’ messaggio di comuni incontri. Dove sul palco sale anche chi si muove in quel circolo indefinito che è la rotondità del senso vivo. Commovente. Avatar forse, metalinguaggio futuribile, sintetismo epico. Sarebbe stato bello anche ascoltare il profondo Rebaudengo nella sua solita bravura se ci fosse stato uno strumento capace di veicolare il suono bachiano. Ma spesso sono i particolari essenziali a essere dimenticati. Peccato.

Marco Ranaldi

Ultima modifica il Giovedì, 01 Ottobre 2020 11:20

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