domenica, 25 luglio, 2021
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98° OPERA FESTIVAL 2021, ARENA DI VERONA - "LA TRAVIATA". -di Federica Fanizza

La Traviata
Melodramma in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Personaggi e interpreti
Violetta Valéry Irina Lungu
Flora Bervoix Victoria Pittis
Annina Chiara Tirotta
Alfredo Germont Celso Albelo
Giorgio Germont Simone Piazzola
Gastone di Letorières Marcello Nardis
Barone Douphol Nicolò Ceriani
Marchese d’Obigny Dario Giorgelè
Dottor Grenvil Romano Dal Zovo
Giuseppe Max René Cosotti
Domestico/Commissionario Stefano Rinaldi Miliani
Prima Ballerina Aigerim Beketayeva
NUOVO ALLESTIMENTO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA
Maestro del Coro Vito Lombardi
Direttore allestimenti scenici Michele Olcese
98° Opera Festival 2021
Verona, Arena di Verona, 16 luglio 2021

Seconda rappresentazione di Traviata in Arena in questa 98a edizione del Festival con la sostituzione dell'annunciata Violetta di Lisette Oropesa (ha saltato anche la prima rappresentazione) con Irina Lungu, con al fianco, al suo debutto in Arena, il tenore spagnolo Celso Abelo nel ruolo di Alfredo.
Per questo titolo è stato scelto come partner museale per la realizzazione degli apparati scenici digitali, la Galleria degli Uffizi di Firenze che ha messo a disposizione una scelta di immagini che racconta la figura femminile in tutte le sue declinazioni, spaziando dal Rinascimento al XIX Secolo, dalla sensualità della Venere di Botticelli e della Flora di Tiziano, alla Velata di Raffaello, al vigore di sante ed eroine bibliche dei Manieristi, fino ad arrivare all’intimità delle scene domestiche dei Macchiaioli e all’eleganza, quasi fotografica, dei ritratti di donne reali realizzati da Goya, Boldini e Corcos. Il tutto realizzato dal team D-Wok. Fugaci apparizioni di donne, in quanto l'impianto scenico del primo e secondo atto ruotava tutto intorno all’esposizione universale del 1889 di Parigi, in cui la metropoli è rappresentata dal prodigio tecnico della Torre Eiffel, mentre nel terzo atto ecco che appaiono, come una galleria d'arte, le raffigurazioni femminili annunciate, giocate anche su effetti di dissolvenze che hanno dato movimento al fine vita di Violetta, come una metafora della storia universale delle donne. La regia, gestita direttamente dalla componente tecnica areniana, si limitava alla movimentazione, e in maniera tradizionale, degli artisti in scena, come delle danze del II atto. Dal punto musicale l'interesse era rivolto al tenore Celso Abelo, al suo debutto in Italia come Alfredo, ruolo a lungo praticato in Spagna, vocalmente svettante, che si distingue per freschezza di emissione e chiarezza nella linea del canto. Al suo fianco, Irina Lungu ha dimostrato la sua pratica nel ruolo di protagonista, mostrando qualche problema nelle agilità del I atto ma proseguendo con facilità di interpretazione per tutto il corso dell'opera dove si richiedeva capacità drammatica e vocale d'impeto. Simone Piazzola, esperto ormai nel ruolo di Giorgio Germont, definisce un personaggio austero con un canto espressivo e morbido. Riuscite come interpretazione la Flora Bervoix di Victoria Pittis e l'Annina di Chiara Tirotta, giovani artiste, chiamate all’ultimo momento, che hanno dimostrato capacità di adattamento allo spazio dell’Arena. Funzionali i comprimari Marcello Nardis Gastone di Letorières, Nicolò Ceriani, Barone Douphol, Dario Giorgelè, Marchese d’Obigny, Romano Dal Zovo, Dottor Grenvil, Max René Cosotti, Giuseppe, Stefano Rinaldi Miliani, Domestico/Commissionario. Il tutto è stato gestito dalla direzione musicale di Francesco Ivan Ciampa, che riesce a tenere unito coro (diretto da Vito Lombardi sempre nella collocazione a lato gradinata) con l'orchestra, offrendo una lettura ritmicamente sostenuta nelle parti strumentali, dando, invece, respiro e spazio alla melodia del canto.
Ottimo riscontro da parte del pubblico per un titolo di opera che risulta il più rappresentata di sempre.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Martedì, 20 Luglio 2021 05:30

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