mercoledì, 22 settembre, 2021
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BORGIO VEREZZI FESTIVAL 55ma edizione - "COM’E’ ANCORA UMANO LEI, CARO FANTOZZI", regia Anna Mazzamauro. -di Roberto Trovato

Sasà Calabrese e Anna Mazzamauro in “Com’è ancora umano lei, caro Fantozzi”, regia Anna Mazzamauro Sasà Calabrese e Anna Mazzamauro in “Com’è ancora umano lei, caro Fantozzi”, regia Anna Mazzamauro

COM’E’ ANCORA UMANO LEI, CARO FANTOZZI
di e con Anna Mazzamauro
Regia di Anna Mazzamauro
Consulenza scenografica dello studio Cantono-Valsania
Costumi della E20Inscena
Disegno luci di Alexis Doglio
Fonica di Simone Todesco
Musiche eseguite da Sasà Calabrese con chitarra e pianoforte
Produzione E20Inscena
Borgio Verezzi, Piazza S. Agostino, 23 e 24 luglio 2021

Anna Mazzamauro, accompagnata al pianoforte e alla chitarra da Sasá Calabrese, porta in scena in prima nazionale lo spettacolo Com’è ancora umano lei, caro Fantozzi, da lei stessa scritto e diretto. Le battute recitate sono intervallate da qualche esibizione canora dell’attrice.
Scrive la stessa autrice nelle sue note di regia: “Mi sono sempre chiesta legittimamente che nome avesse la Signorina Silvani, alla quale Paolo Villaggio ha regalato eternità e che io, da tramite riconoscente e in debito, ho contribuito a mantenere, spiega l’attrice e regista. Ho provato un elenco di nomi”, quali “Alma, Ada, Ludmilla, Cunegonda, Tecla, Moira, Iris, Ersilia, Genoveffa, Miranda e Dorotea, ma se provate a mettere dopo ognuno di loro il cognome della Silvani non vi apparirà quell’immagine, […] quell’impasto di donna e solitudine”. Poi precisa: “Poiché quella signorina mi appartiene di diritto e i personaggi non nascono casualmente ma raccontano, nascondendoli con l’ironia, i nostri segni, i nostri umori, le nostre inclinazioni, il nostro animo, allora la Silvani sono io! […] provate a chiamare la Silvani con il mio nome: Anna Silvani. È perfetto! […] Allora come Anna Silvani soltanto io posso, con il mio nome e il suo cognome, raccontare Paolo raccontando Ugo. Leggeremo insieme il nostro incontro, il suo primo film, il mio divertente impatto con il cinema e via via vent’anni della nostra vita professionale a puntate, vent’anni di solitudine della Silvani che non aveva capito che Fantozzi fosse stato l’unico uomo ad averla veramente amata”. A distanza di quarantasei anni dal primo episodio della saga ideata da Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro interpreta la parte della celebre Signorina Silvani. L’attrice impersonava sul palco la donna dei sogni del buffo e stralunato Fantozzi. Il pubblico assiste ad un omaggio a Paolo Villaggio (1932-2017), autore e interprete di personaggi legati ad una comicità surreale e innovativa, quali il professor Kranz, il timido Giandomenico Fracchia e soprattutto il ragionier Ugo Fantozzi, creazione letteraria nata nel 1971 presso Rizzoli da cui verrà derivata a partire dal 1975, per la regia di Luciano Salce e con l’interpretazione dello stesso Villaggio, la saga cinematografica che ha un ampio successo. All’uscita nelle sale il film ottiene un successo superiore a quello del suo esordio narrativo, incassando in molti mesi di proiezione la cifra di oltre cinque miliardi di lire. Fin da subito Vilaggio crea con Fracchia è una vera e propria maschera che si inserisce nel solco della commedia dell'arte.
Il giorno del funerale Roberto Benigni lo ha definito il maggiore “clown della sua generazione, un clown irripetibile, rarissimo come i grandi poeti. Con Fantozzi, Paolo ha creato la prima vera maschera nazionale, qualcosa che durerà in eterno”. Fantozzi, che usa un linguaggio iperbolico, anche se mai lontano dalla realtà nasce dalla volontà di evidenziare i difetti e le contraddizioni della società italiana. Fantozzi è il ritratto di un piccolo “uomo senza qualità”: un mediocre travet che è l’emblema di una classe media angariata dal potere e che è del tutto incapace di vivere in armonia con sé e con gli altri. In otto dei film dedicati alla fortunata saga Fantozzi è presente la riccioluta signorina Silvani. La Mazzamauro, interprete di quella parte, ci racconta ora Paolo parlando del ragionier Ugo Fantozzi. Il pubblico viene informato sul primo incontro tra i due attori in occasione del primo film di Villaggio sul personaggio, sul non facile impatto sul cinema dell’attrice e sui vent’anni della loro problematica collaborazione professionale. In effetti la Mazzamauro ha rivelato di recente che Villaggio era solito mettere a disagio gli altri attori e che in particolare il loro rapporto personale non è mai stato idilliaco. Per queste ragioni i due non sono mai riusciti a costruire un vero e proprio rapporto di amicizia. Ora a distanza di tempo è come se con questo spettacolo il loro rapporto sia stato ricostruito con nostalgia. Significativo è al riguardo il lungo titolo della pièce. L’epidemia che ha creato questi tempi sospesi è all’origine di alcuni difetti della rappresentazione dovuti al poco tempo che ha impedito la piena messa a punto della performance. In effetti a dispetto di qualche lungaggine di troppo, che verrà eliminata di sicuro dall’esperta e brava attrice durante le repliche, i momenti più interessanti dello spettacolo sono le pause musicali con canzoni eseguite dal vivo dalla stessa Mazzamauro con l’abile accompagnamento del già ricordato Sasà Calabrese. Apprezzati dal pubblico sono anche gli aneddoti che parlano della vita sul set e i fuori scena collocati nel finale della rappresentazione. A questo proposito vanno segnalate le notazioni affettuose e malinconiche su alcuni compagni del film: la remissiva e disillusa signora Pina Fantozzi, la sgraziata figlia Mariangela, il ragionier Filini, compagno di lavoro di Fantozzi, rispettivamente interpretati da Milena Vukotic, Plinio Fernando, truccato da donna, e Gigi Reder.

Roberto Trovato

Ultima modifica il Martedì, 27 Luglio 2021 08:32

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