mercoledì, 22 settembre, 2021
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45° CANTIERE INTERNAZIONALE D'ARTE DI MONTEPULCIANO - "IL TROVATORE BALLABILE". -di Annamaria Pellegrini

"IL TROVATORE BALLABILE". "IL TROVATORE BALLABILE".

IL TROVATORE BALLABILE
Ensemble L’USIGNOLO
Mirco Ghirardini e Miriam Scala quartino
Fabio Codeluppi tromba e arrangiamenti
Valentino Spaggiari bombardino
Cristina Zambelli genis
Francesco Bossaglia corno
Gianluigi Gialla Paganelli tuba
Musiche da Il Trovatore di Giuseppe Verdi
46°Cantiere Internazionale d’arte
Montepulciano, Piazza Sant’Agostino, 28 luglio 2021

Free entry, è il titolo della mostra-manifesto di Valeria Crociata, autrice del vivace e lineare logo del 46° Cantiere d’arte di Montepulciano, che i lettori di Sipario-Portale hanno già potuto apprezzare tra i lanci dei numerosi festival teatrali estivi ai quali dobbiamo il ritorno alla nostra vita in questa estate 2021. Perché il logo è parte di un progetto che la nostra seguace (illazione personale) del più simpatico tra i futuristi, Fortunato Depero, ha esposto all’aperto, nelle strade di Montepulciano, in questo luglio accaldato, proponendo schematicamente e vivacemente, da grande grafica qual è, le forme del paesaggio urbano ed extraurbano che caratterizzano agli occhi del mondo la realtà toscana, quest’anno più che mai attraente per un bel po’ d’Europa, se dobbiamo credere alle lingue che si susseguono nel corso delle nostre passeggiate. Free Entry è una gran parte dell’esperienza artistica che a partire dagli anni settanta Hans Werner Henze e la municipalità di Montepulciano hanno fatta propria trasformando uno splendido centro rurale carico di storia in un centro di produzione culturale e di educazione musicale per il paese, che è rimasto tale pur nel susseguirsi delle direzioni artistiche e musicali nonché politiche, per la gioia di tanti.
In questo spirito è stato programmato proprio nel corso cittadino, sul sagrato della chiesa di Sant’Agostino, il concerto dell’Ensemble a fiati L’usignolo, che ha voluto stupire l’inclito pubblico col suo Il trovatore ballabile. Le sedie erano lì per sedersi, e chi voleva si sedeva, mentre gente andava, gente veniva in su e in giù, senza che minimamente questo disturbasse lo spettacolo, anzi, come non lo ha disturbato la vicina torre di Pulcinella con la sua campana. Bella scoperta per noi questa del gruppo che viene dalle terre verdiane, e riesce a tenere la scena raccontando di se’, e non solo, raccontando il Trovatore, opera come ognun sa dalla trama impossibile, divinamente aggrovigliata, e come tale riassunta con la debita ironia tra un pezzo e l’altro. Ma ciò che niun sapeva, finché Mirco Ghirardini non ce l’ha comunicato con la sua bella parlata, già nella seconda metà dell’ottocento Giuseppe Cantoni, un tipo eccentrico come ce ne sono da quelle parti, innamorato degli strumenti a fiato tanto da farli studiare a tutti i suoi figli, maschi e femmine, ha fatto ballare la povera gente. Quella che conosceva a memoria le opere di Verdi grazie anche alla pianola meccanica. La presente trascrizione del Trovatore è di Fabio Codeluppi, ed è talmente trascinante che le seggiole sono tutte prese, e si sta in piedi o seduti dove si può, e senti dire ad un bimbo che l’ha lasciata per fare pipì e quando torna la trova occupata “ma quello è il mio posto!” per poi sedersi sulle ginocchia materne e continuare ad agitare braccia e gambe seguendo il ritmo. Ed una coppia di giovani musicisti (lo si evince dai commenti) si ferma divertita nel riconoscere i brani suonati dal quartino di Miriam Scala e Mirco Ghirardini, dal bombardino di Valentino Spiaggiari, dal genis di Cristina Zambelli, dal corno di Francesco Bossaglia, dalla tuba di Gianluigi Gialla Paganelli, e dalla tromba dello stesso Fabio Codeluppi. E il giorno dopo, a Chianciano, se non conosciamo male quel pubblico lì, avranno forse anche ballato.

Annamaria Pellegrini

Ultima modifica il Giovedì, 05 Agosto 2021 08:41

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