lunedì, 18 ottobre, 2021
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RASSEGNA 74.mo CICLO DEI CLASSICI AL TEATRO OLIMPICO - "ERACLE L’INVISIBILE", regia Gianpiero Alighiero Borgia. -di Francesco Bettin

Christian di Domenico in "Eracle l'invisibile", regia Gianpiero Alighiero Borgia. Foto Roberto De Biasio Christian di Domenico in "Eracle l'invisibile", regia Gianpiero Alighiero Borgia. Foto Roberto De Biasio

ERACLE L’INVISIBILE
da Euripide
drammaturgia di Fabrizio Sinisi
con Christian di Domenico
progetto e regia Gianpiero Alighiero Borgia
produzione Teatro dei Borgia
Rassegna 74.mo Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico - sezione OFF
Vicenza, Terrazza del teatro Comunale, dal 28 settembre al 3 ottobre 2021

Il mito di Eracle rivisitato in chiave contemporanea da parte del Teatro dei Borgia porta con sé sorpresa da un lato e amarezza più profonda, decisamente, dall’altro. E’ la paternità e la vita stessa degradata vissuta in piena epoca moderna al centro del dramma, narrante la storia di un uomo qualunque, un padre qualunque che come molte persone d’oggi è stato costretto a perdersi per strada suo malgrado, con tutto quello che comporta questo stato. Tutto parte dalla perdita del lavoro, a causa di una denuncia per molestie ai danni di una minorenne: il professore, che si trova in una tenda della Caritas, ci ha messo niente a scivolare nel baratro dell’esistenza, anche se fino a pochissimo prima aveva una famiglia, un reddito buono, una vita che lo soddisfaceva. Ma ci vuole niente, appunto, come un’accusa infondata, una molestia sempre negata, ed ecco l’uomo che da “qualcuno” com’era diventa nessuno, ovvero invisibile. Da aiuto operatore della Caritas che aiuta quelli ancora più bisognosi di lui, il professore si racconta, rispolverando la sua vita oggi di miseria con dolore, e forzata speranza. E’ la traslazione di Eracle, un antieroe che diventa Eroe suo malgrado, perché il protagonista non viene messo alla prova in quanto già abbondantemente provato, e il richiamo al mito greco è una contrapposizione, una tragedia in corso d’opera. Il Teatro dei Borgia prosegue in un proprio percorso che ha a cuore l’essenza dell’Uomo, nello specifico uno dei dimenticati in fretta e furia dalla società, un reietto da evitare. Che è quello che infatti fanno i suoi colleghi appena si sparge la voce della molestia, e con essi la moglie Tiziana, il suo avvocato eccetera. Situazioni di un padre in piena difficoltà anche solo per vedere la propria figlia, oltre che per la sopravvivenza basica. Conti e calcoli lo mettono in crisi, i numeri si azzerano come lo stipendio di prima, il reddito si annulla. Teatro dei Borgia ha il merito di credere in tematiche così importanti mettendole in luce, anzi nel contemplare con il confronto l’analogia degli Eroi del mito con l’essere contemporaneo, ed ecco infatti il loro progetto “La Città dei Miti”, di cui “Eracle l’invisibile fa parte”. Lo spettacolo, firmato da Fabrizio Sinisi per la drammaturgia e da Gianpiero Borgia per la regia ci mostra lati che purtroppo conosciamo bene e che ci mettono un attimo a far discendere negli abissi un uomo. Meglio farebbero i cosiddetti Eroi moderni, in qualsiasi campo a non automitizzarsi e a non credersi mai al sicuro perchè niente può considerarsi tale, e anche questo spettacolo della sezione OFF del Ciclo dei Classici ci porta fortemente in questa direzione. Il professore è Christian Di Domenico, attore dalla resa straordinaria, convincentissimo a scavare dentro sé per un personaggio ai margini, che rappresenta spigolosità, sorrisi tentati, voglia di riscossione in attesa, canticchiando e ascoltando Pino Daniele, i pochi attimi, pochissimi, di serenità. Uno spettacolo, come il precedente “Medea per strada” che lascia attoniti dando un pugno sullo stomaco, regalando il pacchetto “prendi e porta a casa, rifletti se vuoi”. Ecco la modernità dell’Eroe greco, il mito, nell’oggi, e la classicità ribaltata. Analogie profonde, storie di strada e di vita, in un percorso a binari paralleli. Lo spettacolo è pensato per circa 25 spettatori alla volta, che si spera presto possano essere di più allargando le misure anti Covid. Anche a Vicenza, e siamo in piena classicità, nessuno di questi è rimasto indifferente, le rasoiate verbali sono arrivate a destinazione, hanno parlato sguardi e applausi.

Francesco Bettin

Ultima modifica il Venerdì, 01 Ottobre 2021 14:03

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