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Stoccolma, 9° Congresso Internazionale di Donne Autrici di Teatro 2012 di Etta Cascini

Masks under burka Masks under burka Afgan Voices

Stoccolma – Svezia. 15 – 20 agosto 2012
Tema: Il Palcoscenico Democratico

A tre anni dal congresso WPIC di Mumbai (India) nel 2009, il Teatro delle Donne ha acquistato ulteriore risonanza, infatti partecipazioni e adesioni da ogni angolo del mondo sono arrivate al WPIC di Stoccolma, presieduto da Lene Therese Teigen. Duecento cinquanta donne tra autrici, registe, attrici, cantanti e danzatrici e insegnanti universitarie, provenienti da Europa, America, Asia e Africa, hanno invaso il Riksteatern, sede del congresso, in un caleidoscopio di spettacoli, progetti, idee e discussioni. E' stato subito evidente che un muro invisibile tiene il teatro femminile ancora lontano dai maggiori palcoscenici, dove sono rappresentati molto di più gli uomini delle donne. Eppure esistono commedie, drammi, monologhi e show di indubbio valore e il congresso ha dichiarato l'urgenza di portarli alla luce, perché, come testimonianza della nostra vita sociale e familiare, fanno cultura. Bruna Braidotti, direttrice di La Scena della Donne, ha parlato a favore dei testi italiani, che sono veramente un mondo sommerso, a giudicare anche dalle innumerevoli adesioni giunte al Concorso Autori Italiani, indetto da Sipario, mensile italiano di spettacolo.
Il tema Palcoscenico Democratico ha posto in primo piano il mondo arabo femminile, con due associazioni non profit : Al Ahrah Theatre, in Palestina e Al Madina Theatre, in Libano, che cercano di affermare la libera voce del teatro, una autentica sfida alle norme restrittive in vigore nei propri paesi. Un commento sull'odierno clima socio-piolitico nel mondo arabo è apparso In Lost and Found: Red Suitcase, di e con Lana Nasser, Giordania, in cui è messa in luce la ricerca delle donne di creare un nuovo ordine e trovare l'autonomia. Messo in scena con musica e canzoni, rappresenta un coinvolgente messaggio per il pubblico. Dall'Afganistan è arrivato Afgan voices, spettacolo affascinante con attrici - danzatrici avvolte in veli e Burka, ad illustrare quattro episodi di vita vissuta da donne afgane, prive di libertà. Il significato è evidente con il finale che ha per protagonista un uomo, ma la bellissima scena non è appesantita da discorsi politici, è puro teatro. Di taglio invece politico e provocatorio è Feminists are funny con la compagnia Americana "Guerrilla Girls on tour" in cui le scatenate Girls recitano, cantano, ballano in un'esplosione di energia ed inventiva e usano le maschere per interpretare un nugolo di personaggi femminili. Tuttavia l'argomento "Femminismo" appare piuttosto datato. Sull'identità uomo - donna si può anche ridere e My life as a man di e con Geddy Aniksdal, del Greenland Friteater, è un umoristico one -woman –show in cui la eccellente attrice racconta la propria origine come operaia e si trasforma in personaggi maschili e femminili. Ancora verve comica in Two Short Women della canadese Ann Lambert, con la storia di due amiche in vacanza, che però diventa un thriller pieno di suspence attraverso una lunga (forse troppo) narrazione teatrale.
Pezzo forte del programma sono i Reading (letture teatrali) con ottantaquattro testi presentati in forma ridotta attraverso i brani più espressivi. Una full immersion nella creatività femminile con l'approccio a linguaggi teatrali diversi, da Woman's life della cinese Ying Ning Li, a Perfect on Paper della canadese Marcia Johnson, da Phoolan is all of us di Angelina Longueras, Stati Uniti, a Fatal Love di Patrizia Monaco, Italia, da Look I'm falling di Johanna Emanelsson, Svezia, a The return di Fatima Dike, Sud Africa. Da Londra è arrivato Gift, con la voce, la musica e la chitarra di Yasmine van Vilt, bello e originale spettacolo, con parole e canzoni ispirate al Folk. Di stimolante interesse i seminari, gli workshop, i dibattiti, i progetti e gli scambi di opinioni, che hanno riempito le sei giornate di lavoro con un bilancio positivo e un promettente sguardo al futuro. Sui quattro palcoscenici collegati al Riksteatern, si sono avvicendati attrici e attori giovani, talvolta studenti, ricchi di talento e professionalità; meritano un plauso insieme allo staff che ha organizzato questo nono WPIC.

Ultima modifica il Domenica, 17 Marzo 2013 10:18
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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