mercoledì, 23 ottobre, 2019
Sei qui: Home / Recensioni / Rassegna Festival / "Hallo" di Martin Zimmermann al Teatro Mercadante per Napoli Teatro Festival 2015.- di Gigi Giacobbe

"Hallo" di Martin Zimmermann al Teatro Mercadante per Napoli Teatro Festival 2015.- di Gigi Giacobbe

"Hallo", di Martin Zimmermann "Hallo", di Martin Zimmermann

Vi sono vari elementi che fanno somigliare lo svizzero Martin Zimmermann a Buster Keaton: il viso triste e scavato su un'esile corpo, l'espressione stralunata, la mimica incisiva, la spiccata ironia manifestata sin dal suo primo apparire in scena quando stride le sue suole gommose sulle tavole del palcoscenico, facendo immaginare che questo suo Hallo sarà uno spettacolo ai confini del surreale e dell'assurdo. Eccolo entrare fasciato da un impermeabile all'interno d'uno scatolone a forma d'armadio e uscirne vestito in modo diverso, trasformando quelle ante in una piccola casa buona per consumare un frugale pasto; modificare poi quella frontale scena astratta in un'opera di Mondrian e lui stesso, indossando una bombetta, diventare un personaggio magrittiano che vola in alto su quella struttura centrale, diventata intanto una cornice, o meglio una vetrina, qualcosa forse che Zimmermann vuole rimuovere visto che in passato ha svolto il lavoro di vetrinista d'un centro commerciale. Da qui in avanti quel rettangolo centrale diventerà per lui un'ossessione, qualcosa da destrutturare senza riuscirci perché i tre lati oscillano senza sosta, pare vogliano schiacciarlo, metterlo sotto, ma lui reagisce andando a ficcarsi all'interno di spazi che si aprono all'improvviso, salvandolo, catapultandosi all'interno d'uno scheletro di sedia metallica senza piano seduta. Sembra che improvvisi Zimmermann, ma tutti i movimenti sono ben studiati, ampiamente provati e collaudati. Sembra un clown circense che al posto dell'oplà pronunci solo Hallo, un modo per dire che lui esiste e che è lì a giocare col pubblico invogliandolo ad intervenire. Nessuno si muove però. Tutti rimangono al loro posto ad osservare quali saranno le prossime giravolte e acrobazie. Adesso gioca con degli specchi e la sua immagine si moltiplica, poi gioca con un manichino, agghindato come lui, un suo doppio le cui due metà non vengono comaciate nel verso giusto. Zimmermann è stato spesso definito un "clown dal gelido umorismo", da qui il riferimento a Keaton, anche se a volte la sua sembra una clownerie metafisica, tipo quella di Karl Valentin sfoderata nel suo osannato Tingeltangel. E' uno spettacolo grottesco questo di Zimmermann, accompagnato da musiche di stampo jazzistico (quelle ad effetto di Colin Vallon), in cui il funanbolico personaggio cerca di riportare l'arte del circo a teatro, la figura del clown al tempo del cinema muto, in cui il corpo e i gesti possano dire tutto senza profferire verbo. Se si vuole Hallo è pure uno spettacolo di mimo d'alto livello, in grado di fare sorridere grandi e piccoli e di strappare alla fine consensi e lunghi applausi.

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Giugno 2015 07:01

Iscriviti a Sipario Theatre Club

Il primo e unico Theatre Club italiano che ti dà diritto a ricevere importanti sconti, riservati in esclusiva ai suoi iscritti. L'iscrizione a Sipario Theatre Club è gratuita!

About Us

Abbiamo sempre scritto di teatro: sulla carta, dal 1946, sul web, dal 1997, con l'unico scopo di fare e dare cultura. Leggi la nostra storia

Get in touch

  • SIPARIO via Garigliano 8, 20159 Milano MI, Italy
  • +39 02 31055088

Questo sito utilizza cookie propri e si riserva di utilizzare anche cookie di terze parti per garantire la funzionalità del sito e per tenere conto delle scelte di navigazione. Per maggiori dettagli e sapere come negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie è possibile consultare la cookie policy. Accedendo a un qualunque elemento sottostante questo banner si acconsente all'uso dei cookie.

Per saperne di più clicca qui.