lunedì, 16 settembre, 2019
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(CINEMA) - "La Befana vien di notte" di Michele Soavi. - Paola Cortellesi nuova eroina del Natale

"La Befana vien di notte" di Michele Soavi "La Befana vien di notte" di Michele Soavi

La Befana vien di notte
di Michele Soavi
Con Paola Cortellesi, Stefano Fresi
Italia, 2018

Paola Cortellesi nuova eroina del Natale

Il periodo natalizio è nuovamente arrivato e con sé porta come ogni anno nuovi film per famiglie adatti a tutte le età. Quest'anno tra i film che si accingono a imporsi al box office ne troviamo uno italiano molto particolare, una commedia fantasy che porta alla ribalta sul grande schermo un personaggio dell'immaginario collettivo che è stato effettivamente ignorato dal cinema: proprio così, la Befana. Ad interpretarla una delle attrici italiane più amate dal pubblico nostrano, la sempre trionfante Paola Cortellesi, la cui popolarità in questi ultimi anni è alle stelle. Diciamolo onestamente: il Natale ha finalmente anche un volto femminile. Ogni anno puntualmente escono film, anche se di poca rilevanza artistica, su Babbo Natale, il laico protagonista per eccellenza di questa festività, ma i grandi classici natalizi nascono quasi sempre da sperimentazioni più audaci e interessanti, pensiamo al geniale e poetico film d'animazione Nightmare Before Christmas. L'Italia quest'anno ha come sua rappresentante natalizia la misteriosa vecchia strega della nostra tradizione popolare. Sì una strega, ma soprattutto una donna, offesa per la poca importanza che le viene riconosciuta dalla società, una simpatica istanza femminista contro un maschilismo secolare simboleggiato dal povero Babbo Natale.
Una bella e giovane insegnate di giorno, una brutta e vecchia strega di notte (dallo scoccare della mezzanotte, l'Ora delle Streghe e delle Ombre, simbolicamente presente anche nelle fiabe, pensiamo a Cenerentola che come la Cortellesi nel film dovette scappare dal suo uomo al rintocco della mezzanotte). Una doppia identità quella di Paola (oltre alla Cortellesi anche il suo personaggio si chiama così), che affronta giornalmente la radicale metamorfosi del proprio corpo, la cui resa è costata all'attrice 5 ore di trucco al giorno durante il periodo delle riprese. Come una supereroina dei fumetti vive le sue due vite in incognito, circondata dall'affetto dei suoi alunni, che avranno un ruolo di gran rilievo nel film: infatti saranno loro ad intraprendere l'Operazione salva Befana quando la povera Paola sarà catturata dal folle Mr. Johnny, interpretato da un eccellente Stefano Fresi. Un antagonista indimenticabile, tra il Willy Wonka di La fabbrica di cioccolato di Tim Burton, i cattivi dei cinecomic, Harold Zidler di Moulin Rouge!, lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie e un addestratore circense.
Certamente La Befana vien di notte è il risultato di una contaminazione di vari generi, tra cui come non notare i film di formazione anni '80, come I Goonies o E.T. di Spielberg, la commedia italiana e i più moderni film fantasy alla Harry Potter. Non mancano civette, scope, cimiteri, lupi, oggetti magici, roghi per streghe. Gli elementi tetri del gotico con il loro fascino impreziosiscono molto il film, e perfettamente riuscita è la resa scenografica dell'antica dimora della Befana. C'è anche qualche richiamo all'universo Marvel, un tocco ironico irrinunciabile in questo film, che rende possibili scene spassose come quella dove un geniale scienziato pazzo volando nel cielo con una sua invenzione di alta tecnologia incalza la Befana, un inseguimento esilarante che mette a confronto gothic e cinecomic nella stessa sequenza.
Non si possono non notare dei difetti: ci sono dialoghi un po' troppo improbabili e didascalici, un finale forzato, interpretazioni giovanili non molto convincenti e una pesantezza retorica che rende il film difficilmente apprezzabile da un pubblico più sofisticato. Comunque La Befana vien di notte riesce abbastanza bene nel suo principale scopo: far sognare il bambino che è in ciascuno di noi. Particolarmente consigliato ai più piccoli e alle famiglie, ma anche una commedia d'evasione per tutte le età, divertente e sotto alcuni aspetti brillante, che si inserisce in una tendenza ancora minoritaria ma interessante volta alla rinascita del film di genere nella cinematografia italiana. Pensiamo al Suspiria di Luca Guadagnino, a Il ragazzo invisibile di Salvatores o a Lo chiamavano Jeeg Robot di Mainetti (che condivide con La Befana vien di notte il medesimo sceneggiatore, Nicola Guaglione). Il cinema d'altronde è anche sogno. Certo la concorrenza straniera è sempre spietata, quest'anno con Il ritorno di Mary Poppins in particolare, ma è bene proseguire con questi audaci e apprezzabili tentativi.

Corinne Vosa

Ultima modifica il Venerdì, 28 Dicembre 2018 00:21

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