lunedì, 14 ottobre, 2019
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(CINEMA) - "KEMP. MY BEST DANCE IS YET TO COME" di Edoardo Gabbriellini, con Lindsay Kemp.

Lindsay Kemp Lindsay Kemp

KEMP. MY BEST DANCE IS YET TO COME
regia Edoardo Gabbriellini

Con Lindsay Kemp
Genere: documentario, 2019
Durata: 63'
Regia: Edoardo Gabbriellini
Aiuto regista: Jacopo Bonvicini
Fotografia: Daria D'Antonio
Sceneggiatura: Edoardo Gabbriellini
Assistente artistica: Daniela Maccari
Collaboratore Mr. Kemp: David Haughton
Montaggio: Andrea di Fede, Walter Fasano
Musiche originali: Stefano Pilia
Produttore: Ilaria Malagutti
Suono di presa diretta: Alberto Batocchi
Montaggio del suono e Mix: Alessio Festuccia
Color Correction: Andrea Orsini – Grande Mela Digital Film
Progetto grafico: Francesco Eppesteingher
Produttore creativo: Francesco Merini
Produzione Mammut Film
Con il sostegno della DG Cinema
Realizzato nell'ambito del Programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema
In collaborazione con Sky Arte

Continuando nell'evoluzione iniziata con il suo straordinario viaggio Lindsay Kemp appare, fin dalle prime sequenze, intenso e incantatore nel rievocare il tanto sospirato progetto dedicato al "bacio di Dracula". In questo prezioso documentario, Kemp ci lascia la sua ultima testimonianza, interpretando magistralmente se stesso con una quantità di sfumature, e quell'uso riguardoso nelle coloriture della parola, che riportano alla mente le scenografie ad incisioni antiche oppure le carte da parati del fiorente disegnatore William Morris, fino ai citati disegni di Henri Gaudier-Brzeska, tanto da infondere un'atmosfera attraente per finezza, morbidezza, leggerezza con le quali si risvegliano i sensi. Grammellini si è rivelato regista discreto e riservato nell'affrescare una narrazione intima ed espressiva, cogliendo l'essenza dei pensieri e dell'immaginazione kempiana, sottolineando la sua innata forza e ironica poetica votata alla comunicazione. Lo scorrere della forma esteriore corporea in quanto percepibile attraverso il senso della vista, appare come un inno al gusto di Lindsay, il quale riesce costantemente a mettere in dubbio la razionalità delle cose visibili, costruendo un "altro mondo" che vive a cavallo tra reale e irreale atto a rovesciare i luoghi comuni. Il coreografo, attore, circense, ballerino, mimo, illusionista, trasformista, pittore, scenografo, costumista e regista britannico (nonché sperimentatore stravagante e suggeritore vivace di idee, fonte d'ispirazione per medesime rilevanti personalità nell'incoraggiare a risiedere un'esistenza spettacolare) ha vissuto immune nella convinzione che non esistano limiti alla fantasia, e che il teatro in senso lato sia un propulsore per reinterpretare il mondo in autonome condizioni di libertà. Il suo spirito controcorrente ci ricorda quanto l'arte sia dispensatrice di sogni, con il chiaro invito a lasciarsi guidare dal fanciullo che dimora in ognuno di noi; annichilire la fantasia è un delitto perché l'atto immaginifico – così congeniale a Kemp – è in grado di stimolare nello spettatore un valore eterno nell'indicare la contemporaneità intellettuale e spirituale dell'artista stesso, rispettando in scena – come nel quotidiano – il principio della vita. Lindsay si veste di sentimenti, a partire dal suo sguardo, come fosse uno specchio intimo nel voler essere interprete delle emozioni e dell'amore universale. Le immagini del passato, gli spezzoni di spettacoli cult, le interviste in giovane età, i materiali d'archivio, appaiono oggi come un inalterato tessuto identificativo del suo ultimo presente. Un presente che si traduce in una maiestatica recita a beneficio dell'intervistatore e di chi lo ha amato; i ricordi di Kemp prendono le sembianze della sua ombra, del suo essere anche un grande teorico delle arti, che si incontra e si unisce all'armonia e alla misteriosa esistenza delle onde del mare. "Kemp. My best dance is yet to come" di Edoardo Gabbriellini conduce i pensieri lontano, crea una sorta di leggera malinconia che ovatta i rumori, trasporta in una riflessione a favore di uno tra gli esteti più originali di tutti i tempi, capace fino all'ultimo di motivare e stupire, esercitando un suggestivo fascino, quasi ipnotico, su tutti noi.

Michele Olivieri

Ultima modifica il Venerdì, 27 Settembre 2019 21:48

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