martedì, 28 giugno, 2022
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CORSARO (IL) - coreografia José Carlos Martínez

"Il Corsaro", coreografia José Carlos Martínez.  Foto Fabrizio Sansoni, Opera di Roma 2022 "Il Corsaro", coreografia José Carlos Martínez. Foto Fabrizio Sansoni, Opera di Roma 2022

Balletto in due atti
Libretto: Jules Henri Vernoy de Saint Georges e Joseph Mazilier dal poema The Corsair di George Gordon Byron.
Coreografia: José Carlos Martínez.
Musiche di Adolphe-Charles Adam, Léo Delibes, Cesare Pugni, Riccardo Drigo.
Scene e costumi: Francesco Zito. Luci: Vinicio Cheli.
Con: Marianela Nuñez, Maia Makhateli, Vadim Muntagirov, Jacopo Tissi, Susanna Salvi, Federica Maine, Alessio Rezza, Simone Agrò e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato.
Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Direttore: Alexei Baklan.
ROMA, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Costanzi, dal 10 al 15 maggio 2022

www.Sipario.it, 6 giugno 2022

Il nuovo Corsaro dell’Opera di Roma

Porre mente al Corsaro significa fare i conti con una storia lunghissima iniziata a Parigi nel 1856 e proseguita con numerose versioni che spesso rivelarono abbondanti aggiunte musicali e coreografiche. Rielaborazioni in molti ambiti interessarono questo titolo che negli ultimi anni è tornato ad impreziosire i cartelloni dei nostri teatri con esiti globalmente lusinghieri. Ultimo, in ordine di tempo, è Il Corsaro proposto dal Teatro dell’Opera di Roma nella stagione corrente dopo la brusca interruzione delle recite programmate nel mese di marzo del 2020 a seguito dei noti eventi correlati con l’emergenza sanitaria.
La versione romana proposta dalla troupe diretta da Eleonora Abbagnato opta per un considerevole alleggerimento musicale e coreografico tale da rendere lo spettacolo gradevolissimo anche per il pubblico meno incline all’arte della danza. A firmare la coreografia è José Carlos Martínez, già étoile dell’Opéra de Paris, che a onor del vero riscrive anche il libretto in correlazione con Alexei Baklan - il Direttore d’orchestra di questa versione - e con la composita struttura musicale che anche in questo caso - come accaduto fin dall’Ottocento - palesa un rimaneggiamento a tratti ragguardevole. Una scrittura coreografica, la sua, che abbraccia l’idea di rendere il movimento molto fluido e reiteratamente morbido, privo di inutili complessità e, dunque, fruibile in ogni segmento dello spettacolo.
A misurarsi con l’eleganza di questa encomiabile scelta di stile è un corpo di ballo maschile che ritroviamo in ottima forma in particolare nei brani coreografici che impongono vigoria e possanza e che qui giovano, senza dubbio, di veridicità. Nella recita seguita il ruolo di Conrad, unico protagonista maschile della versione, è di Jacopo Tissi - già Principal del Bolshoi che noi di Sipario abbiamo seguito fin dall’anno del Diploma presso la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala - che qui ritroviamo con la brillantezza tecnica che lo contraddistingue fin dalla variazione del primo atto, danzatore dal salto poderoso, risoluto nei più ardui virtuosismi della danza maschile ed elegantissimo nel port de bras. Parimenti valida la performance della sua Medora affidata a Maia Makhateli che sia nelle variazioni che nei pas de deux consegna dinamismi risoluti e sfumature interpretative convincenti. Nella seconda scena dell’ultimo atto il notissimo pas de trois musicalmente firmato da Riccardo Drigo qui è appannaggio unicamente dei due protagonisti, espunto il personaggio dello schiavo Alì.
Una gradevolissima sorpresa è Marianna Suriano nei panni di Gulnara, la solista del corpo di ballo romano dona al personaggio ariosi port de bras, il pas d’esclave condiviso con Michele Satriano è armonioso e tecnicamente privo di errori. L’allestimento scenico - risalente ad una produzione già esistente di Francesco Zito - è raffinatissimo nelle scene della piazza del mercato e nella caverna dei corsari, globalmente poco fine il jardin animé che subisce, altresì, un rimaneggiamento musicale. Per i ballettomani presenti in sala pesa l’assenza delle tre variazioni delle odalische. Efficace, nella chiusa, la proiezione video del naufragio del veliero dei corsari ispirato all’opera Onda di Ivan Konstantinovič Ajvazovskij.
Se musicalmente il primo atto gode di vigoria, potenza e risolutezza drammaturgica, il secondo predilige, di converso, minore fermezza: una scelta, questa, che probabilmente risente ancora una volta delle plurime sedimentazioni musicali - oltreché coreografiche - che questo balletto continua a collezionare fin dal 1856.

Vito Lentini

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Giugno 2022 19:31

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