giovedì, 30 giugno, 2022
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GALA FRACCI

Gala Fracci. Foto Brescia e Amisano, Teatro alla Scala Gala Fracci. Foto Brescia e Amisano, Teatro alla Scala

da Giselle (coreografia Jean Coralli-Jules Perrot, ripresa di Yvette Chauvirè, musica Adolphe Adam)
da Excelsior (coreografia Ugo Dell’Ara, musica Romualdo Marenco)
da Chéri (balletto di Roland Petit, musica Francis Poulenc)
da Romeo e Giulietta (coreografia Rudolf Nureyev, musica Sergej Prokof'ev)
da La vedova allegra (coreografia Ronald Hynd, musica Franz Lehár)
da Lo schiaccianoci (coreografia e regia Rudolf Nureyev, musica Pëtr Il’ič Čajkovskij)
da La strada (coreografia Mario Pistoni, musica Nino Rota)
da La Péri (coreografia Jean Coralli, ripresa Loris Gai, musica Friedrich Burgmüller)
Cachucha (coreografia da Jean Coralli, musica Friedrich Burgmüller)
da L’heure exquise (regia e coreografia Maurice Béjart, musica Gustav Mahler)
da La Bella addormentata nel bosco (coreografia e regia Rudolf Nureyev, musica Pëtr Il’ič Čajkovskij)
da Onegin (balletto di John Cranko, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij )
da Symphony in C (coreografia George Balanchine© School of American Ballet, musica Georges Bizet)
Con: Alessandra Ferri, Marianela Nuñez, Roberto Bolle, Carsten Jung, Alice Mariani, Camilla Cerulli, Mattia Semperboni,
Emanuela Montanari, Nicola Del Freo, Vittoria Valerio, Marco Agostino, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko,
Antonella Albano, Massimo Garon, Martina Arduino, Caterina Bianchi, Agnese Di Clemente,
Maria Celeste Losa, Christian Fagetti e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Manuel Legris.
Orchestra del Teatro alla Scala. Direttore: Valery Ovsyanikov

MILANO, Teatro alla Scala, 9 aprile 2022

www.Sipario.it, 16 aprile 2022

La prima edizione del “Gala Fracci”, la necessità ineludibile di ricordare
Lo scorso mese di maggio l’indimenticata Giselle italiana entrava per l’ultima volta nel foyer del teatro che suggellò la sua formazione e testimoniò la genesi di uno dei cardini della storia della danza. A colei che legò “intimamente il suo nome alla storia di questo teatro”, al “leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine” si rivolsero in quell’occasione rispettivamente il Sovrintendente Dominique Meyer e il Direttore del Corpo di Ballo Manuel Legris che repentinamente si affrettarono a confermare risolutamente la necessità ineludibile di ricordare e celebrare annualmente una delle più grandi étoile che Tersicore annovera. Nasce con questi nobili propositi la prima edizione del Gala Fracci andato in scena al Piermarini lo scorso 9 aprile in una serata sold out che diventerà un appuntamento fisso delle prossime stagioni al fine di convogliare nel suo nome la danza e il balletto con un ampio respiro internazionale.
Per l’occasione non si poteva non ricorrere al primo ballerino étoile del teatro Roberto Bolle ed alcuni artisti ospiti legati, sotto diversi rispetti, al massimo milanese e alla storia della Signora Fracci. Nel programma di una serata vertebrata intorno al ricordo trova spazio uno stralcio tratto da L’heure exquise, quell’atto coreografico creato nel 1998 espressamente per Carla Fracci e che reca la regia e la coreografia di Maurice Béjart e le musiche di Anton Webern, Gustav Mahler, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Lehár. Il cammeo beckettiano è il commosso ricordo di Carla Fracci nonché l’occasione per suggellare e celebrare, nel contempo, i quarant’anni di carriera di Alessandra Ferri. L’emblema della danzatrice matura sommersa da una ‘collina’ di tremila consunte scarpette da punta - icone di un passato e di un avvicendamento ineludibile nel repentino corso storico che accompagna la carriera di una danzatrice - offre, dunque, l’opportunità di riportare alla memoria i plurimi rivoli della carriera di colei che a Milano è sovente e amabilmente ricordata come la “tranvierina”. Al fianco di Alessandra Ferri per la serata scaligera troviamo Carsten Jung, ballerino di punta per molti anni dell’Hamburg Ballet e partner già consolidato dell’acclamata danzatrice, il medesimo partner della prima nazionale della pièce al Ravenna Festival.
Roberto Bolle e Marianela Nuñez ricordano l’eterna Giselle con il passo a due dall’atto terzo della Vedova allegra di Roland Hynd sulle note di “Tace il labbro”. Con loro si riporta in scena l’afflato che il coreografo inglese pensò per Hanna e Danilo nel 1975 donando al momento quella morbidezza e leggerezza che nella coreografia rispolvera le pennellature dell’operetta. La nostra étoile e la Principal dancer del Royal Ballet sono in scena anche nel pas de deux dal terzo atto di Onegin, titolo che Carla Fracci interpretò alla Scala nel 1993 e qui riproposto rispolverando convintamente la consolidata e ricca affinità interpretativa dei due amati interpreti in questo moderno “dramma di danza” che giova di charme aristocratico, sagace seduzione ed equilibrata sofisticatezza. Completano il Gala i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo della troupe meneghina impegnata in una serata che ricorderemo a lungo anche per la ricchezza, la diversità e l’inusualità delle pagine coreutiche rispolverate. Sotto questo rispetto è da menzionare il passo a due del secondo quadro tratto da La Péri di Jean Coralli ripresa da Loris Gai che nel puro linguaggio classico-accademico riproposto da Martina Arduino e Marco Agostino recupera le nuances di quel fascino esotico immortalato da alcune immagini dell’epoca che ricordano la nostra ballerina romantica emblematicamente contornata da stelle. Raro anche l’assolo Cachucha ben danzato da Caterina Bianchi e gli stralci tratti da La strada di Mario Pistoni e la musica di Nino Rota, titolo che, com’è noto, strizza l’occhio alle tradizioni ataviche del nostro paese rammentando, vieppiù, l’esemplare Gelsomina di Fracci: qui Caterina Bianchi, Gioacchino Starace e il corpo di ballo per l’ensemble e Antonella Albano con Massimo Garon per il passo a due. Nell’alveo della ricercatezza si enumererà anche Chéri e il passo a due del secondo quadro. Emanuela Montanari e Nicola Del Freo ripropongono il deliziosissimo gioco coreografico pensato da Roland Petit con quella disinvoltura che oltre a segnare l’addio alle scene della raffinatissima solista scaligera consente di riportare alla memoria l’intensità e l’autentica sensualità della coppia Fracci/Murru.
In questo florilegio coreutico non potevano certamente mancare anche i grandi e notissimi balletti che in illo tempore giovarono della sua presenza quale interprete d’elezione. Su tutti la sua autentica Giselle, la sua memorabile purificazione dell’anima che nella serata scaligera è evocata con Myrtha e le willi del balletto di Adam, degne di menzione le due splendide danzatrici notturne affidate a Caterina Bianchi e Agnese di Clemente. Parimenti considerevole anche il passo a due dell’Excelsior riproposto da Camilla Cerulli e Mattia Semperboni, ambedue da annoverare per la precisione dei plurimi virtuosismi dei giri, e i due amanti di Verona riletti da Nureyev nell’irrinunciabile duetto d’amore del balcone con la vivace spontaneità di Vittoria Valerio e Marco Agostino. A Nureyev si torna anche con l’Adagio della Rosa tratto dalla sua Bella addormentata con Agnese di Clemente - fresca la verve concessa al ruolo ma migliorabili i profili tecnici - e quello Schiaccianoci che i ballettomani milanesi hanno amato a lungo e che ci si auspica possa tornare come consolidato appuntamento natalizio del nostro teatro. Uno smagliante corpo di ballo recupera dopo quindici anni il Valzer dei fiori firmato da Rudy e il Grand pas de deux del secondo atto con Nicoletta Manni e Timofej Andrijaschenko abilissimi nel regalare una performance da manuale. Il quarto movimento e il finale di Symphony in C di George Balanchine chiudono questa prima edizione del Gala Fracci. Una serata che oltre ad aver giovato di un pensiero coreografico amabilmente armonizzato ha opportunamente offerto le tredici pagine dell’arte di Tersicore con video proiezioni introduttive elegantemente proposte all’inizio di ogni segmento rammentando, passo dopo passo, le immagini di colei che ha saputo attingere a quella sensibilità mai unicamente empirica dell’arte della danza.

Vito Lentini

Ultima modifica il Sabato, 16 Aprile 2022 12:08

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