domenica, 03 marzo, 2024
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GISELLE – coreografia Mary Skeaping

"Giselle", coreografia Mary Skeaping. Foto Laurent Liotardo "Giselle", coreografia Mary Skeaping. Foto Laurent Liotardo

Balletto in due atti di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges da Théophile Gautier.
Produzione e coreografia di Mary Skeaping. Coreografia originale: Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa.
Musica di Adolphe Adam
Scene e Costumi di David Walker
Con: Vsevolod Maievskyi, Emma Hawes, Precious Adams e gli artisti dell’English National Ballet,
gli allievi dell’English National Ballet School,
della Royal Ballet School, della Central School of Ballet e dell’English National Ballet School’s Trainee programme
English National Ballet Philharmonic. Direttore: Gavin Sutherland
LONDRA, London Coliseum, dall’11 al 21 gennaio 2024

www.Sipario.it, 30 gennaio 2024

Mary Skeaping e la sua Giselle a Londra

Espressamente richiesta dall’Artistic Director del London Festival Ballet Dame Beryl Grey in occasione del ventunesimo anniversario della fondazione della compagnia - successivamente denominata English National Ballet - la versione di Giselle firmata da Mary Skeaping entra nel repertorio della troupe inglese nel 1971. Creata dalla coreografa britannica nel 1953 e inclusa nel novero dei balletti di diverse compagnie, la versione proposta nacque da un accurato lavoro di ricerca sia musicale che coreografico sulle fonti francesi dell’epoca di riferimento e dal prezioso dialogo che nel tempo Mary Skeaping intessette con le grandi interpreti di uno delle massime espressioni del Romanticismo sulle punte.

Riproposta per l’annuale appuntamento di gennaio con i ballettomani londinesi al London Coliseum, la tradizionalissima versione del balletto di Adam è un omaggio alla memoria di Dame Beryl nonché occasione per tornare a riscoprire una compagnia in ottima forma oltre che un’opportunità di rilievo per apprezzare un lavoro coreografico e musicale di ampio respiro. Vale la pena ricordare, infatti, che in questa edizione la partitura è proposta quasi integralmente unitamente alla suite di danze composte da Frederic Burgmüller e ai brani attribuiti a Ludwig Minkus e a Cesare Pugni. Ciò che appare interessante è infatti l’abbondante disponibilità di momenti coreografici e pantomimici supportati dalla ingente numerosità di brani musicali tali da garantire quel vivid storytelling menzionato dall’attuale Artistic Director della compagnia Aaron S. Watkin e che confermiamo quale tratto peculiare di questa Giselle d’oltremanica. Sotto tale rispetto si menziona, nello specifico, l’ampio spazio concesso al personaggio di Hilarion e agli interventi di Berthe oltre a una peculiare leggerezza del dialogo pantomimico tra Giselle e Albrecht sia nel primo che nel secondo atto. 

Nella recita seguita, a riportare in scena il niveo amore dei due protagonisti erano Vsevolod Maievskyi ed Emma Hawes. Lei, da poco promossa Lead Principal, è una Giselle dalla solida tempra tecnica con un’encomiabile pulizia nelle pirouette e un avvicinamento al personaggio che oscilla tra vulnerabile sensibilità e netta vigoria. Al suo fianco l’aitante Junior Soloist che consegna un personaggio maschile fine, dotato di salto poderoso ma non sempre caratterizzato da giri e chiusure in quinta definite. Ottimo il rilievo drammaturgico affidato a James Streeter nei panni di Hilarion, preciso il racconto pantomimico di Laura Hussey nel personaggio di Berthe sebbene poco abile nel dissimulare lo scompigliamento dello chignon di Giselle nella scena della follia. La solista Precious Adams è una convincente Myrtha sul piano tecnico ma da affinare il profilo interpretativo. Chloe Keneally e Noam Durand superano le insidie tecniche del peasant pas de deux come pure il corpo di ballo femminile negli articolati segmenti che compongono il secondo atto.

Le danze d’insieme, i tamburelli, i fiori, i grappoli d’uva, le botti e il tributo alla protagonista nel corso del primo atto avranno riportato la mente del più attento ballettomane alla nota litografia del 1845 che sembra rivivere in questo fedelissimo e fine allestimento firmato da David Walker. Un’edizione, quella proposta dall’English National Ballet a Londra, che inanella ancora una volta l’unanime apprezzamento del pubblico e della stampa in una città che può vantare di aver ospitato la première d’oltremanica dell’opera di Adolphe Adam appena nove mesi dopo la storica prima rappresentazione assoluta parigina del 1841.

Vito Lentini

Ultima modifica il Martedì, 06 Febbraio 2024 15:56

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