lunedì, 26 settembre, 2022
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LAMENTA - coreografia Koen Augustijnen e Rosalba Torres Guerrero

"Lamenta", coreografia Koen Augustijnen e Rosalba Torres Guerrero. Foto Christophe Raynaud de Lage "Lamenta", coreografia Koen Augustijnen e Rosalba Torres Guerrero. Foto Christophe Raynaud de Lage

Lamenta
Concept e Coreografia Koen Augustijnen e Rosalba Torres Guerrero.
In collaborazione con i danzatori Lamprini Gkolia, Christiana Kosiari, Konstantinos Chairetis, Petrina Giannakou, Dafni Stathatou, Athina Kyrousi, Taxiarchis Vasilakos, Alexandros Stavropoulos, Spyridon ‘Stak’ Christakis.
Direzione artistica musicale Xanthoula Dakovanou.
Musica: Magic Malik (flauto e voce) e Nikos Filippidis (clarinetto) and Kleon Andoniou (chitarra elettrica, voce), Solis Barkis (percussioni), Dimitris Brendas (clarinetto, kaval), Xanthoula Dakovanou (voce), Lefkothea Filippidi (voce), Kostas Filippidis (liuto), Stefanos Filos (violino), Avgerini Gatsi (voce), Panagiotis Katsikiotis (tamburi), Dimitris Katsoulis (violino), Ourania Lampropoulou (santour), Antonis Maratos (basso elettrico, double bass), Alexandros Rizopoulos (percussioni, voce), Thanassis Tzinas (voce).
Drammaturgia Georgina Kakoudaki e Guy Cools.
Soundscape Sam Serruys.
Luci Begoña Garcia Navas.
Costumi Peggy Housset.
Direzione tecnica, luci e suoni Michel Delvigne.
Produzione Siamese Cie - Koen Augustijnen & Rosalba Torres Guerrero.
Coproduzione Athens e Epidaurus Festival, Festival d’Avignon, La Comédie de Clermont-Ferrand - scène nationale, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, La Villette Paris, Charleroi Danse, Arsenal Cité musicale-Metz, Le Manège Maubeuge, Théâtre Paul Eluard (TPE), Bezons, scène conventionnée d’intérêt national/art et création - danse, Le Maillon Strasbourg, POLE-SUD, Centre de Développement Chorégraphique National Strasbourg, Ruhrfestspiele Recklinghausen, MARS Mons Arts de la Scène & Duncan Dance Research Center Athens Supportato da Belgian Tax Shelter, la città di Gent, Fondazione Caritro.
Distribuzione ART HAPPENS - Sarah De Ganck.
42° ORIENTE OCCIDENTE DANCE FESTIVAL Mediterranei
Rovereto (Tn).
3 – 10 settembre 2022
Rovereto, Auditorium Melotti, 4 settembre 2022

www.Sipario.it, 14 settembre 2022

Il Mediterraneo, protagonista della rassegna OrienteOccidente 2022 di Rovereto, ha dei confini geografici e culturali ben delimitati che lo porta a confrontarsi a occidente con una cultura di impronta araba di matrice nord africana a oriente con una cultura balcanica, un complesso di diversi substrati culturali in cui confluiscono tradizioni greche, turche, mediorientali, di quanto anche questo termine corrisponda ad una definizione di comodo per indicare una geografia che sottende un modo culturale ad oriente alquanto complesso e variegato, come lo sono le genti e le diverse culture che lo costituiscono. In questa rilettura anche le espressioni musicali diventano parte integrante della nuova danza contemporanea che rilegge e trasforma la tradizione con la contemporaneità, e vengono rivisitate riaggiornate affinché siano espressione portante dell'azione coreografica. Questa è la linea di intervento di questa edizione di Oriente Occidente 2022, Dance Festival di Rovereto (42a edizione) che indaga sulle diverse connessioni e contaminazioni che sottendono al bacino del Mediterraneo determinanti sulla continua trasformazione dei contenuti della danza contemporanea europea. Eventi che hanno messo a confronto esperienze coreografiche che traggano dall'loro essere geografico e culturale vari modi confrontarsi con il presente. In questa situazione anche la cultura tradizionale della Grecia moderna, è stata fonte di un progetto di rielaborazione verso nuove forme della danza che connettano tradizione e modernità. Nella loro nuova creazione, Lamenta, i coreografi Koen Augustijnen e Rosalba Torres Guerrero, parte del panorama belga di danza, con il loro progetto Cie Siamese, continuano il loro percorso artistico condiviso, esplorando esperienze e emozioni umane e come queste possono essere articolate nel teatro fisico e nella danza.
Principale fonte di ispirazione per Lamenta, sono i Miroloi dell'Epiro, canti greci di lutto che non venivano usati solo ai funerali ma anche quando qualcuno lascia la famiglia per sposarsi o per emigrare, lamenti ancestrali che accompagnano il corpo e l’anima della persona oramai assente. Augustijnen e Guerrero viaggiano e lavorano in Grecia da diversi anni dove hanno scoperto questi potenti rituali e incontrano musicisti che tengono viva l'esperienza dei Miroloi. Insieme a loro hanno realizzato nuove registrazioni dei lamenti greci, spina dorsale emotiva della performance con una drammaturgia musicale che rende i Miroloi nella loro forma originale lasciando entrare altre influenze, riattualizzandoli per il presente. Torres Guerrero e Koen Augustijnen riuniscono un gruppo di nove ballerini greci contemporanei, tutti altamente qualificati in una varietà di tecniche di danza, con l'impegno di creare un rito per l'oggi che si liberi dai sentimenti di dolore e di perdita per poter continuare la vita in modo positivo. In questo modo Lamenta traccia il suo percorso tra musica e danza, riconnettendosi con la preoccupazione primaria dei due artisti: narrare gli stati emotivi attraverso il corpo e la performance fisica. In una scenografia spoglia in cui il corpo dei danzatori è al centro della scena e dei riflettori, i danzatori, si muovono in un collettivo dove la danza rituale si trasforma nelle coreografie della contemporaneità ma non si annulla, rimanendo sempre evidente il segno e il gesto originale. L'inizio ce li presenta come attori di un rito arcaico con accenni nei costumi di abbigliamenti tradizionali che nel proseguo dell'azione si spogliano rimanendo con essenzialità delle vesti da studio. La musica registrata con alcuni inserimenti vocali dal vivo da parte dell'elemento femminile, riproduceva le composizioni tradizionali e progressivamente dissolvendosi in elaborazioni elettroacustiche dove la contemporaneità entrava in maniera preponderante e le azioni coreografiche che da collettive rituali diventano virtuosistiche, rimarcate dal battito corporeo, sottofondo a ritmi musicali incalzanti. Coreografia riuscita e molto applaudita, ma senza una grande convinzione, dal pubblico che esauriva lo spazio del auditorium seppur notevole per intensità espressiva, rapidità del movimento e bravura tecnica con protagonista assoluta proprio la coreografia: originale, precisa, incalzante e di grande creatività.

Federica Fanizza

Ultima modifica il Sabato, 17 Settembre 2022 09:08

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