Balletto in due atti e tre scene
Musica Piotr I. Tchaikovsky
da uno scenario di Marius Petipa dalla versione di Alexandre Dumas padre del racconto di E. T. A. Hoffmann Schiaccianoci e il Re dei Topi
Direttore Matthew Rowe
Coreografia Simone Valastro
Scene Nicola Rubertelli
Costumi Giusi Giustino
Luci Valerio Tiberi
Video Alessandro Papa
Foto Luciano Romano
Personaggi e interpreti:
Clara Anna Chiara Amirante / Claudia D’Antonio / Giorgia Pasini
Principe Salvatore Manzo / Danilo Notaro / Alessandro Staiano
Orchestra, Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo
con la partecipazione della Scuola di Ballo e del Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo
Direttore del Balletto e della Scuola di Ballo Clotilde Vayer
Direttore del Coro di Voci Bianche Stefania Rinaldi
Allestimento del Teatro di San Carlo
Al Teatro San Carlo di Napoli, dal 20 dicembre 2024 al 3 gennaio 2025
Come in ogni Natale che si rispetti, non può mancare la favola in punta di piedi, una magia danzata che con il suo allestimento sempre nuovo e la sua storia di tradizione, colpisce tutti, ma proprio tutti, senza età né genere. Lo Schiaccianoci, balletto di repertorio natalizio per definizione, è un must nei paesi del Nord, che va visto durante le Feste ogni anno, appuntamento a cui i bambini e le famiglie non possono rinunciare. Da un po’ di tempo questa tradizione ha preso piede anche da noi e le recite di questo balletto sono davvero un impegno fisso per chi non vuole dire di no a un po’ di spirito natalizio e a quell’arte gentile che è la danza. Con grazia, armonia, virtuosismi e una bella storia da raccontare, nel magico, unico e irripetibile scenario del Teatro San Carlo di Napoli, reale di nome e di fatto, le due ore di spettacolo, trascorrono veloci, al ritmo della dolce, tintinnante e più che piacevole musica di quel genio di Tchaikovsky. Genio e sregolatezza, secondo alcuni, personalità particolare e sopra le righe, ma mite e tranquillo secondo altri, che quando per la prima volta si iniziò a pensare di modificare la musica da balletto, non ne aveva ancora mai scritto uno. Regole per la visione della performance danzata sono certamente il possesso della fantasia e di un cuore puro, disposto a stupirsi, a meravigliarsi e a gioire come un bambino a Natale appunto, ma non solo. La rappresentazione era in origine un’esclusiva quasi della Russia e bisognerà attendere il 1934 perché Lo Schiaccianoci diventi un classico anche in tutta Europa. Simone Valastro sceglie in questo allestimento di cambiare alcune cose, per esempio rendendo più comica e divertente la rappresentazione della Fata Confetto, o aggiungendo le videoproiezioni della tecnologia digitale che rendono bene i passaggi attraverso il viaggio di Clara con il suo Principe Schiaccianoci, a supporto della drammaturgia e dell’intreccio della storia stessa, ma senza per questo con la modernità rinunciare alla tradizione della fiaba, alla musica che rende alla perfezione lo scampanellio natalizio e il tintinnio d’inverno, tra fiori e fiocchi di neve, danze popolari folkloristiche senza esagerazione o esasperazione, ma recuperandone la cultura e i passi tradizionali. Ma già in apertura notiamo che dobbiamo aspettare per poter osservare l’enorme, spettacolare albero di Natale della festa in casa di Clara, perché la prima cosa che vediamo è la proiezione di una porta, l’ingresso della casa stessa, che per ognuno di noi può significare l’ingresso verso un mondo fantastico e pieno di sogni e di avventure, proprio come, poco dopo, avverrà a Clara nel suo viaggio. Le scene accurate e ben riprodotte di Nicola Rubertelli che rappresentano la casa e i paesaggi ci restituiscono tutto il calore di un Natale familiare e di paesaggi invernali poetici o di corti regali e piene di colori, dettagli e spettacolari arredi. I costumi sfavillanti e praticamente perfetti di Giusi Giustino, contribuiscono a far volare sulle tavole del palcoscenico i ballerini che danzano non soltanto in stile classico, ma anche contemporaneo e popolare, così da creare la miscela perfetta per una ricetta che porti in scena la danza in quanto tale, con la sua bellezza e varietà. Valastro sostiene sia stata una bella sfida, in cui ha provato a raccontare una storia con passione, ma anche con modernità senza però sconvolgere la preziosità di un gioiello classico del repertorio che va protetto in quanto tale. Sarà successo davvero o sarà stato solo un sogno? Clara si sveglia: è ancora Natale, ma il suo principe è soltanto uno schiaccianoci giocattolo, oppure no? Sta a noi, pubblico con la meraviglia e il luccichio ancora negli occhi, scegliere se credere e dare fiducia a questa storia di danza e magia, che si è costruita in questo teatro davanti a noi, oppure chiudere il sipario e tornare alla realtà. E quale tempo migliore del Natale per farlo? E allora Buon Natale! Francesca Myriam Chiatto