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La maschera, il potere, la solitudine, il cinema di Paolo Sorrentino di Franco Vigni

La maschera, il potere, la solitudine, il cinema di Paolo Sorrentino di Franco Vigni - Alberto PesceFranco Vigni
LA MASCHERA, IL POTERE, LA SOLITUDINE, IL CINEMA DI PAOLO SORRENTINO
ASKA, Firenze, Euro 20.00, pp. 198

Dopo maturative acqusizioni di "scuola napoletana", sono cinque (sino ad ora) i lungometraggi fiction di Paolo Sorrentino. L'uomo in più (2001): come malamente finiscono al margine due Pisapia, Toni Servillo cantante e Andrea Renzi calciatore, tanto diversi per età e carattere. Le conseguenze dell'amore (2004): ancora Servillo, ora di laconico cliché, prima dell'ultimo azzardo e tragedia in un appiombo sottilmente tramato di noia, sdegno, paura. L'amico di famiglia (2006): Giacomo Rizzo usuraio di sordido squallore che si perde per una giovane donna d'astuta malizia. Il Divo (2008): impagabile Servillo in mimesi psicofisionomica di Giulio Andreotti, icona del Potere assoluto in un'Italia di misfatti e misteri. The Must be The Place (2011): Sean Penn ex-rockstar d'attonita, quasi astratta intensità in disalienante riscoperta di figura paterna e di sè.
E' un cinema che, sin dal titolo della monografia dedicata a Sorrentino, Franco Vigni trafila su un triplice stigma: "maschera" dietro cui i personaggi tendono ad (auto)escludersi in un progressivo scivolamento di perdizione, "potere" a vari livelli, declinazioni e risvolti, "solitudine" in un vuoto d'anima sino quasi ad un'astrazione persino da se stessi. E poi, film dopo film, vi sonda in profondità, minuziosamente seguendo tracciati narrativi per quel che mostrano e cui alludono in un'ambigua oscillazione "dal vissuto all'immaginario, dal reale alla reverie", senza mai perdere una nota anche di riscontro alla dimensione spazio-temporale dei tanti non-luoghi. E con altrettanta perspicuità critica Vigni sa evidenziare il Sorrentino-touch di una scrittura sempre accortamente tenuta "sul crinale del grottesco e del surreale, della 'rappresentazione' della realtà e della sua trasfigurazione metafisica e visionaria".

Alberto Pesce

Ultima modifica il Sabato, 16 Marzo 2013 14:57
La Redazione

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