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Ingmar Bergman - Il maestro raccontato di Francesca Picozza

Ingmar Bergman - Il maestro raccontatoFrancesca Picozza
INGMAR BERGMAN - IL MAESTRO RACCONTATO
Sovera Edizioni, Roma, 2012, Euro 15.00, pp. 335
(CINEMA - Myriam Mantegazza)

Ingmar Bergman è noto al pubblico italiano come regista cinematografico, tuttavia la sua carriera di uomo di teatro è molto più lunga e ricca, benchè meno nota al di fuori della sua terra d'origine, la Svezia, in cui si è svolto la maggior parte del suo lavoro artistico. Sono i numeri a parlare: più di un centinaio di allestimenti teatrali contro una quarantina di film, cui si aggiungono circa quindici produzioni televisive. Per non parlare della precocità di Bergman teatrante: già da bambino amava giocare con il teatrino delle marionette, manifestando doti di enfant prodige della regia veicolate nelle piccole rappresentazioni ad uso domestico dell'infanzia ed in quelle amatoriali degli anni giovanili. Inoltre, se il debutto di Bergman regista teatrale appena ventenne risale al 1938, il suo primo film Kris (Crisi) è datato 1946 ed è evidente quanto il suo bagaglio di uomo di teatro sia stato determinante nel mestiere di uomo di cinema. Accanto all'attività registica non va dimenticata quella di direttore di strutture teatrali di prim'ordine, quali il Dramaten di Stoccolma, quella di sceneggiatore e di drammaturgo, intercalata dalla realizzazione di pellicole pluridecorate dai riconoscimenti internazionali, tra cui Oscar e premi ai festival di Berlino, Cannes e Venezia. ?

Francesca Picozza, attrice di prosa e di cinema che vanta unadimestichezza fuori dal comune con la drammaturgia nordica, acquisita nelle sue lunghe permanenze in Svezia, traccia del regista un ritratto inedito, che ne valorizza il percorso interiore e la formazione ed impostazione teatrale non solo nelle opere presentate sul palco, ma anche in quelle proiettate sullo schermo. L'autrice non si limita ad un resoconto biografico attento ed accurato, ma incornicia il profilo con le interviste agli attori di teatro con cui il grande maestro svedese aveva intessuto un rapporto professionale ed artistico intenso e duraturo, oltre a presentare un'interessante galleria fotografica dei suoi allestimenti dal 1964 in poi. Un portrait a tutto tondo che fa luce sui lati d'ombra e consente di approfondire la conoscenza di un Bergman ingiustamente o, quanto meno, distrattamente ignorato.

Myriam Mantegazza

Ultima modifica il Sabato, 16 Marzo 2013 17:46
La Redazione

Questo articolo è stato scritto da uno dei collaboratori di Sipario.it. Se hai suggerimenti o commenti scrivi a comunicazione@sipario.it.

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